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Giulio

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Inserito il
21/06/2007 21.31.08
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Re: Recidiva dermica di carcinoma alla mammella
paola ha scritto: .... ci sono nuove strategie terapeutiche al vaglio dei ricercatori. Il nostro medico ha detto che ci sono più di 60 farmaci in sperimentazione, ma questa prospettiva diventerà realtà in tempi brevi? C'è qualcuno che sta facendo cure sperimentali sul ca della mammella?. Qualsiasi informazione è ben accetta Dipende da quale orizzonte temporale siamo disposti ad accettare.L'applicazione terapeutica delle fantasmagoriche scoperte della "ricerca" segna il passo da tempo. La mia opinione condivide quella di un fronte della oncologia che si sta facendo piuttosto disilluso sulle terapie vigenti. Le esagerazioni e le enfasi elargite in passato sui risultati delle terapie ora sono traslate pari pari verso nuovi lidi. La ricerca gode di una propaganda degna dei più riusciti spot del Mulino Bianco, ma le promesse rimangono tali, il più delle volte infrante nella applicazione clinica delle medesime che pagano lo scotto di pesanti effetti collaterali che ne limitano l'uso ad un risicato periodo di tempo pena la compromissione vitale del paziente. Il tumore non attende però. I target odierni sono la lotta all'angiogenesi, la differenziazione cellulare, l'inibizione dei fattori di crescita e una embrionale attenzione ad una strategia volta all'abbattimento dei radicali liberi. Nessuna terapia ufficiale attualmente si fa carico di affrontare in contemporanea la sommatoria di tutto questo. L'unica che ha avuto la presunzione di farlo è stata illusoriamente sepolta in una sperimentazione vergognosa che non è però riuscita ad estirparla dalla pratica clinica. I farmaci sono da allora stati sempre più indagati, studiati, pubblicati nelle loro peculiarità antineoplastiche ... ma si continua a fingere che tutto questo sia irrilevante.
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paola

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Inserito il
21/06/2007 19.24.25
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Re: Recidiva dermica di carcinoma alla mammella
Giulio ha scritto: paola ha scritto: vorrei sapere se questo generatore nucleare di neutroni può essere efficace per mia madre, affetta dal 2003 di ca alla mammella, è stata operata tre volte(ultimo intervento 1 mese fa,mastectomia)ha effettuato 6 programmi di chemio e uno di radio (45 sedute) ma il male che si è stabilito sulla pelle, non regredisce, non presenta metastasi, ma un'importante aggressività locale. Si sa ben poco Paola. Se fai una ricerca in internet ti accorgerai che tutti gli articoli a riguardo hanno le lancette ferme al 2005 - ti consiglio di chiamare direttamente Le Molinette . www.dibellainsieme.org www.metododibella.org www.achillenorsa.com http://clamo.forumfree.net/ ok tenterò questa strada, ma in generale ci sono nuove strategie terapeutiche al vaglio dei ricercatori. Il nostro medico ha detto che ci sono più di 60 farmaci in sperimentazione, ma questa prospettiva diventerà realtà in tempi brevi? C'è qualcuno che sta facendo cure sperimentali sul ca della mammella?. Qualsiasi informazione è ben accetta
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Caterina

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Inserito il
21/06/2007 18.42.11
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Re: Metodo taormina
JUTA ha scritto: VORREI SAPERE SE QUALCUNO E' A CONOSCENZA DI UN CENTRO DOVE TRATTANO LE METASTASI EPATICHE DIFFUSE CON IL METODO TAORMINA E CIOE' L'ESPIANTO DEL FEGATO, LA RADIOTERAPIA E IL SUCCESSIVO REIMPIANTO DELLO STESSO. GRAZIE Ospedale S. Matteo di Pavia
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Giulio

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Inserito il
21/06/2007 15.41.17
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Re: Recidiva dermica di carcinoma alla mammella
paola ha scritto: vorrei sapere se questo generatore nucleare di neutroni può essere efficace per mia madre, affetta dal 2003 di ca alla mammella, è stata operata tre volte(ultimo intervento 1 mese fa,mastectomia)ha effettuato 6 programmi di chemio e uno di radio (45 sedute) ma il male che si è stabilito sulla pelle, non regredisce, non presenta metastasi, ma un'importante aggressività locale. Si sa ben poco Paola. Se fai una ricerca in internet ti accorgerai che tutti gli articoli a riguardo hanno le lancette ferme al 2005 - ti consiglio di chiamare direttamente Le Molinette . www.dibellainsieme.org www.metododibella.org www.achillenorsa.com http://clamo.forumfree.net/
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paola

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Inserito il
21/06/2007 11.40.17
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Recidiva dermica di carcinoma alla mammella
vorrei sapere se questo generatore nucleare di neutroni può essere efficace per mia madre, affetta dal 2003 di ca alla mammella, è stata operata tre volte(ultimo intervento 1 mese fa,mastectomia)ha effettuato 6 programmi di chemio e uno di radio (45 sedute) ma il male che si è stabilito sulla pelle, non regredisce, non presenta metastasi, ma un'importante aggressività locale.
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Giovanni

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Inserito il
18/06/2007 23.15.52
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Sarcomi
I sarcomi sono resistenti ai farmaci ma non al calore. Per curare certi tumori bisogna cambiare metodo di cura. La pericolosità di queste neoplasie risiede nel fatto che le cellule malate si formano in mezzo a quelle sane, rendendo, di fatto, in sostanza impossibile l’asportazione delle cellule tumorali sia mediante l’intervento chirurgico, che con la radioterapia convenzionale. Anzi quest’ultima rischia invece di danneggiare, spesso profondamente, anche i tessuti sani. L’ipertermia riesce eliminare le cellule malate in mezzo a quelle sane in modo selettivo, questa selettività è possibile farla perché le cellule malate non sopportano il calore mentre le cellule sane sopravvivono benissimo, grazie a queste meravigliose macchine è possibile regolare il calore nel modo ottimale. IPERTERMIA ONCOLOGICA A RADIOFREQUENZA 13.56 MHz PER IL TRATTAMENTO DI TUMORI IPERTERMIA Per terapia ipertermica o ipertermia si intende il riscaldamento di tessuti biologici a temperature superiori a quella fisiologica. Il riscaldamento dei tessuti, realizzato attraverso campi elettromagnetici, ha oggi una larga applicazione clinica. Le onde elettromagnetiche utilizzate sono quelle comprese nell’intervallo di frequenze che va dalle microonde alle onde corte, sino alle onde lunghe. Attualmente si usa la frequenza di 13,56 MHz, che permette di ottenere un riscaldamento in profondità dei tessuti trattati in modo non invasivo. La potenza dissipata localmente per ottenere innalzamenti della temperatura (da 41° a 45°C) delle cellule tumorali, corrisponde a valori di SAR di alcune centinaia di W/kg. Arsèned’Arsonval (1851-1940), nel corso dei suoi studi sulle correnti ad alta frequenza, scoprì che una corrente elettrica, alla frequenza di 10kHz o più, produceva una sensazione di calore nell’attraversare i tessuti (diatermia), senza essere accompagnata dalla contrazione muscolare dolorosa, che si verifica a basse frequenze. Era il 1982, anno che segna l’ingresso ufficiale dell’elettromagnetismo nella medicina. Il riscaldamento dei tessuti tramite campi elettromagnetici presenta alcuni vantaggi rispetto alle altre forme di riscaldamento (conduzione, radiazione infrarossa): è possibile agire infatti, anche su tessuti localizzati in profondità. Le principali applicazioni cliniche dell’Ipertermia si hanno nella terapia dei tumori ed in fisioterapia. IPERTERMIA IN ONCOLOGIA L’Ipertermia, con l’avvento di nuove apparecchiature più performanti, si propone oggi,in patologie selezionate, come possibile scelta terapeutica in campo oncologico, non alternativa,ma in associazione con le terapie tradizionali (chemioterapia e radioterapia). Attraverso l’uso di campi elettromagnetici a radiofrequenza, focalizzati da apposite antenne (Ipertermia transcutanea locoregionale), l’organo bersaglio è riscaldato fino ad una temperatura vicina o superiore ai 43°C, per circa 60 minuti. Il trattamento, cioè il riscaldamento alle temperature suddette, può essere eseguito più volte, secondo i protocolli, non più di tre volte alla settimana, per evitare il fenomeno della termotolleranza, cioè la maggiore resistenza cellulare al calore nelle 48 ore successive alla terapia(46). È possibile anche, con apparecchiature differenti, riscaldare tutto l’organismo (Ipertermia corporea totale) (54) o direttamente le lesioni tumorali, introducendo appositi aghi, sotto guida ecografica, per via transcutanea (Ipertermia interstiziale) (8,9i. L’interesse dell’Ipertermia in oncologia è andato crescendo, in questi ultimi anni. È stato infatti dimostrato che la radioterapia e la chemioterapia, se utilizzate in associazione con trattamenti di Ipertermia, possono avere, a parità di dose, una maggiore efficacia o conservare la stessa efficacia, a dosi inferiori. Il calore potenzia gli effetti della radioterapia e della chemioterapia sul tumore senza aumentare gli effetti collaterali (cioè gli effetti debilitanti su tessuti ed organi sani derivanti dalla citotossicità della chemioterapia e radioterapia), permettendo un significativo miglioramento nel controllo della crescita tumorale. Ciò si è reso possibile dalle caratteristiche della neovascolarizzazione tumorale. Infatti i vasi tumorali, privi dell’impalcatura muscolare, non consentono per mancanza di elasticità, quella vasodilatazione fisiologica che permette un’adeguata dissipazione del calore introdotto. In altri termini, il calore rimane intrappolato nelle lesioni tumorali generando morte cellulare. L’effetto di necrosi avviene per inibizione dell’attività di riproduzione delle cellule neoplastiche, con meccanismo di apoptosi (rottura del DNA) sulle cellule neoplastiche quiescenti, che appaionoi particolarmente sensibili alle alte temperature (7). Recenti studi di biologia molecolare hanno isolato la proteina responsabile dell’inibizione della neo angiogenesi. Identificata come PAI-1, (PAI-ONE) è capace di inibire la formazione di nuovi vasi tumorali tipici dei tumori che danno delle metastasi ed è prodotta dall’endotelio dei vasi sotto l’azione del calore (28,29). Il fenomeno bene si integra con l’azione delle terapie convenzionali (chemio e radioterapia) che espletano la loro azione citotossica sulle cellule in attiva proliferazione. Un altro considerevole vantaggio dell’Ipertermia è costituito dal fatto che la reattività immunitaria del malato tumorale, solitamente depressa dalla malattia stessa e/o dalle cure messe in atto per controllarla, viene potenziata dall’Ipertermia che, mimando il meccanismo di difesa fisiologica rappresentato dalla febbre, provoca la liberazione di sostanze immunoregolatrici (citochine), le quali hanno effetto protettivo per l’organismo del malato. Le cellule tumorali, sotto l’azione del calore producono la proteina dello dhock termico, HSP (HEAT SHOCK PROTEINS). Le HSP a loro volta inducono l’attivazione dei linfociti TH1 che iniziano a produrre IL-2. Le cellule dendritiche producono a loro volta IL-12 e attivano i macrofagi con produzione di IL-1, TNF-alfa, IL-6. Le citochine coinvolte hanno funzione di attivazione delle difese immunitarie di tipo tumorale. TNF-alfa, IL-6 e IL-1 invece tendono a creare uno stato infiammatorio e riduzione delle difese antitumorali. Presso l’Istituto di Medicina Biologica si associa l’immunoterapia con derivati indolici della ghiandola pineale, che modula e amplifica l’attivazione delle citochine antitumorali. La sinergia dei trattamenti combinati di Ipertermia + Chemio, Radioterapia (17) o Immunoterapia (31) può consentire il raggiungimento dello stesso risultato, utilizzando le terapie convenzionali a dosaggi ridotti, con conseguente riduzione dei loro spesso pesanti, effetti collaterali (11). Non va infine dimenticato che, in fase preoperatoria, l’applicazione dell’Ipertermia può ridurre la massa tumorale, facilitando l’opera del chirurgo e consentendo a volte interventi anche in casi che ad una prima valutazione vengono giudicati inoperabili. Le proprietà terapeutiche del calore erano già conosciute nel passato: l’uso dei ferri caldi nella cura del cancro è riportato da Galeno ed Ippocrate e ne esistono tracce anche nel 2000 avanti Cristo. La ricerca di nuove modalità di trattamento che avessero come caratteristica l’assenza pressoché totale di effetti collaterali, ha fatto rinascere l’interesse per l’Ipertermia come modalità terapeutica antitumorale (19), partendo da ricerche di base sui meccanismi con cui il calore è in grado di uccidere le cellule tumorali o renderle più sensibili ad alcuni farmaci ed alle radiazioni (35,36). Negli anni ‘70 sono stati pubblicati numerosi studi biologici, che hanno meglio precisato gli effetti cellulari provocati dal calore (7,11). Questi studi hanno confermato l’efficacia dell’Ipertermia e dimostrato il vantaggio terapeutico derivante dall’associazione con radioterapia e la chemioterapia (14). La sperimentazione clinica e l’avvio dei primi studi clinici randomizzati hanno portato alla formazione, in Europa negli Stati Uniti ed in Giappone di società di ipertermia affiliate alle organizzazioni per la ricerca ed il trattamento del cancro. A livello internazionale sono stati completati molti studi biologici sugli effetti del calore, nell’intervallo di temperature compreso tra 42 e 45°C, in associazione con le radiazioni ionizzanti (35). L’integrazione tra ipertermia e radiazioni trae origine dall’attivazione di due diversi fenomeni: il calore. Un effetto citotossico diretto, dovuto alle particolari condizioni delle cellule tumorali, caratterizzate da scarsa nutrizione per via vascolare, carenza di ossigeno ed aumentata acidità; e un effetto radiosensibilizzante che consente di utilizzare l’ipertermia come terapia adiuvante per distruggere cellule tumorali radioresistenti. I dati di laboratorio derivanti dalle evidenze sperimentali, hanno mostrato un incremento di efficacia, pari a circa da una e mezzo a tre volte, rispetto all’uso delle sole radiazioni ionizzanti. Dati interessanti provengono dai primi studi clinici sperimentali negli anni ottanta con più di 25.000 tumori trattati. Le evidenze raccolte dai protocolli iniziali Americani ed Europei, testimoniano che la combinazione di calore e radiazioni nel trattamento di carcinomi squamosi del collo (25), di melanomi, e di carcinomi della mammella (18), determina un miglioramento nel controllo locale della malattia. (vedi tav. 1.1). L’interazione tra ipertermia e chemioterapia è più complessa ed è fondata su diversi meccanismi. Uno dei principali effetti del riscaldamento sembra essere l’aumento della permeabilità cellulare, che consente una maggiore possibilità di passaggio di farmaci all’interno della cellula (14). Diversi studi hanno confermato l’efficacia dell‘Ipertermia su grossi tumori della zona addominale e pelvica (14,44,48,53). Visti i risultati la terapia è stata inserita nella routine di grossi centri clinici specializzati, particolarmente concentrati in Olanda e Germania, ma presenti anche in tutti i più importanti paesi tra cui l’Italia (Istituto Nazionale per lo Studio e la Cura dei Tumori di Napoli, Istituto Nazionale per lo Studio e la Cura dei Tumori di Milano, Unità Operativa Ospedale di Empoli, Unità Ospedaliera di Avellino Epatologia). Allo stato attuale gli organismi che promuovono l’attività sperimentale di Ipertermia, sia tramite protocolli cooperativi (disegnati ed approvati nel quadro delle indicazioni della Dichiarazione di Helsinki), sia con le iniziative per il controllo di qualità (5,24), sono di carattere multinazionale: European Society of Hyperthermic Oncology (ESHO), che raccoglie alcune centinaia di ricercatori (clinici, biologi, fisici ed ingegneri) delle più note e prestigiose istituzioni Europee impegnate nella ricerca sui tumori (6); North American Group, attivo negli Stati Uniti e nel Canada; Japanese Society for Hyperthermic Oncology, che riunisce quasi un migliaio di ricercatori giapponesi; ASSIE - European School of Hyperthermya Vigevano ASSIE - Sede Europea Via Molino delle Armi, 3. Esistono ancora limiti al riscaldamento di tumori di grande volume localizzati in profondità, per la difficoltà di selezionare, indirizzare e controllare adeguatamente il calore (10). Sono in corso di studio e sviluppo macchine complesse, dotate di sistemi di focalizzazione (array di dipoli con controllo di fase) della potenza elettromagnetica e di sistemi di controllo della temperatura (4), che promettono un decisivo miglioramento nelle pianificazione e nel controllo dei trattamenti. Ciò potrà consentire un ulteriore passo in avanti nella articolata lotta contro il Cancro. http://www.imbio.it/terapie/ipertermia.html http://www.assie.it/italiano/assie.php?var=associazione/main
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Stefano213
Prov.: No Città.: Novara
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Inserito il
16/06/2007 18.55.17
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Re: Falsa speranza
pantajazz ha scritto: dott.limontini lei mi ha detto che mio padre il quale aveva un adenocarcinoma gastrico e metastasi epatiche (non operabile) che poteva sottoporsi all'ipertermia...ma stamattina siamo stati ad avellino il centro piu vicino e mi hanno detto che l'ipertermia ha un buon effetto solo per coloro che sono stati operati al tumore principale e quindi per mio padre non va bene... è stato troppo brutto mi ero illusa ed invece non si puo far nulla ma che cavolo...purtroppo gli hanno sospeso anche la chemio perchè l'emoglobina è un po bassa dobbiamo aspetare che torni al suo valore non ne posso piu..la prego mi dica qualcosa!! Gentilissimo Pantajazz, la sua delusione è comprensibile, ma bisogna, purtroppo accettare il fatto che seppur utile, l'ipertermia a radiofrequenza capacitiva esterna ha dei limiti. I risultai positivi attesi sono infatti in funzione di alcuni parametri tra cui (le cito i più semplici da comprendere) le buone condizioni generali del paziente e del suo sistema immunitario, la compromissione di un solo organo e la buona salute degli altri, la capacità di sopportazione del calore del paziente, il tipo di generatore a radiofrequenza utilizzato, il corretto utilizzo di idonee piastre, la frequenza delle sedute settimanali, l'eventuale possibilità di associare altre terapie. Questi ed altri parametri un po' più complessi, fanno la differenza tra la possibilità di essere trattati o no e soprattutto la differenza tra avere la speranza di guarire o di essere solo curati. Non si perda d'animo, però. Per un malato di cancro che soffre c'è sempre qualcosa di utile che si possa fare. Si ponga come obiettivo quello di "tirar su" l'emoglobina, la valenza del suo sistema immunitario e delle sue condizioni generali. Valuti la possibilità di un M.d.B. A condizioni migliorate si potrà riprendere in considerazione anche dal punto di vista ipertermico. Non esiti a ricontattarmi qualora ne avesse bisogno. Cordialmente. Dott. Stefano Limontini Cell:339/344.20.49
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Stefano213
Prov.: No Città.: Novara
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Inserito il
16/06/2007 18.41.46
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Re: Ipertermia
caterina ha scritto: Ciao a tutti, ho bisogno di aiuto! Ho deciso di intraprendere un trattamento con ipertermia oncologica. Rivolgendomi a diversi centri che la applicano ho avuto risposte diverse circa la durata del trattamento, le modalità, la necessità di svolgere un dato n. di sedute settimanali. Infatti esistono pareri discordi sull'applicazione di 1,2,3 sedute per settimana. Da qui nasce l'indecisione circa il centro a cui affidarsi. Qualcuno sa se esiste un protocollo per questa cura? Oppure tutto viene lasciato al caso e ogni medico può decidere come meglio crede sulla base delle sue conoscenze ed esperienze? Grazie. Gentilissima Caterina, comprendo il suo stato d'animo e la sua confusione. In effetti, esistono delle linee guida, ma sono molto arbitrarie. Sono molti, infatti i fattori che entrano in gioco per far decidere ad un medico ipertermista che tipo di strategia adottare. Le condizioni generali del paziente, la valenza del suo sistema immunitario, il tipo di generatore a radiofrequenza disponibile nel centro, che tipo di piastre utilizzare, la massima potenza che il paziente sopporta ecc ecc sono solo le principali. Consultando il sito www.assie.it oltre a tante utili informazioni, nella pagina Centri Terapeutici, troverà gli indirizzi dei centri accreditati, pubblici e privati, di tutta Italia. Cordialmente. Dott. Stefano Limontini Cell:339/344.20.49
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Stefano213
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Inserito il
16/06/2007 18.35.27
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Re: Aiuto
cescu70 ha scritto: Ciao a tutti, mio padre e' stato operato due volte per un tumore allo stomaco con due chemioterapie a seguire ciascun intervento. Ora che i dottori mi han detto che la chemio non ha dato risultati e che il tumore si e' diffuso non so dove sbattere la testa. Ho visto miriadi di terapie alternative ma non so quale possa essere la migliore per la situazione di mio padre. I dottori mi dicono che non c'e' niente che si possa provare piu' di quello che han fatto loro ma io voglio tentare di tutto. Fatemi sapere qualcosa, anche via e_mail: cescu@iol.it grazie. Francesco Gentilissimo sig, Francesco, comprendo il suo stato d'animo, ma suo padre ha bisogno del suo aiuto sereno e non della sua disperazione. Si ponga degli obiettivi, valuti l'efficacia presunta delle varie terapie e soprattutto i loro effetti collaterali. Dovranno potenziare e non distruggere il suo sistema immunitario, non dovranno avere tossicità nè essere dolorose, dovranno essere facilmente utilizzabili e non essere invasive. Tra le tante metodiche a sua disposizione mi permetto di far concentrare la sua attenzione sull'ipertermia a radiofrequenza capacitiva esterna, sull'M.d.B.,e su una sana e corretta alimentazione. Tutto questo, unito all'affetto e alle amorevoli cure di un figlio sereno e non disperato faranno di ogni giorno in più che suo padre vivrà, un giorno che meritava di essere vissuto. Cordialmente. Dott. Stefano Limontini cell:339/344.20.49 stefanolimontini@libero.it
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Stefano213
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Inserito il
16/06/2007 18.21.57
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Re: Condizioni critiche
BigMace ha scritto: Salve, scrivo ciò per avere un aiuto, Mio padre ha 69 anni e tre settimane fa gli è stato trovato un epatocarcinoma multilocale di cm 8x6,6 con metastasi polmonari, linfonodali e ossee. Tengo a precisare che mio padre si teneva sotto controllo da 10 anni presso il Policlinico Umberto I di Roma, avendo contratto l'Epatite HBV parecchi anni fa: faceva ecografie e analisi ogni 4 mesi! ( Incavolamento totale!!! ) Stiamo cercando di fare il possibile. Ho incontrato il Dr Lederman e stiamo valutando la possibilità della chirurgia Stereotassica. Vorrei sapere se i centri italiani che la praticano garantiscono uno standard pari a quello americano. Inoltre stiamo muovendoci per l'Ipertermia e altre cure naturali. Ciò che vorremmo evitare, e anche mio padre, è la chemioterapia. Il Dr Lederman mi ha parlato della Chemio mirata che si esegue in USA, cioè coltivando le cellule tumorali in laboratorio per vedere quali elementi meglio combattono il tumore: cosa che in Italia nn viene fatta. Per favore qualcuno mi aiuti... Mio padre ha sempre lavorato all'estero e l'ho sempre visto pochissimo... nn accetto che un tumore me lo porti via.... Gentilissimo/a BigMace, conosco personalmente il dott. Leederman perchè sono stato suo ospite qualche anno fa allo Staten Island University Hospital di New York proprio per un corso di aggiornamento sulla Radioterapia (sinonimo di radiochirurgia) Stereotassica. A prescindere dalla professionalità del collega americano, oggigiorno i centri italiani che applicano tale metodica garantiscono uno standard terapeutico sovrapponibile a quello americano e svedese (primo centro al mondo). Quindi, se ci sono le indicazioni, ben venga la radioterapia (radiochirurgia) stereotassica in Italia associata a ipertermia a radiofrequenza capacitiva esterna e metodi naturali per sostenere e potenziare il suo sistema immunitario. Sopra tutti, sicuramente, l'M.d.B. Cordialmente Dott. Stefano Limontini C.d.C. I Cedri - Fara Novarese Centralino:0321/81.81.11 Cell: 339/344.20.49 stefanolimontini@libero.it
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