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Al via studio per capire effetti Omega 3 su Alzheimer


Che mangiare pesce facesse bene, e risaputo, e che salmone, sardine e sgombri e simili potessero diminuire il rischio di sviluppare demenza, si sa da qualche tempo. Ma ora, i ricercatori dell univers

Che mangiare pesce facesse bene, e' risaputo, e che salmone, sardine e sgombri e simili potessero diminuire il rischio di sviluppare demenza, si sa da qualche tempo. Ma ora, i ricercatori dell universita' di Cardiff, grazie a 300mila sterline stanziate dal Fondo per la ricerca sull Alzheimer, dovranno capire esattamente come cio' avviene. Nel frattempo, prima di avere una risposta certa, il consiglio e' quello di mangiare pesce grasso almeno due volte a settimana. Lo studio, che durera' tre anni, sara' condotto su topi geneticamente modificati con il morbo dell Alzheimer e avra' il compito di monitorare gli effetti sui topi di diversi tipi di dieta. La ricerca preliminare per ora ha mostrato che i roditori alimentati con pesci grassi hanno migliorato le loro funzioni cerebrali.
Come ha spiegato il professor John Harwood, coordinatore del team di ricerca, i topi sono stati messi in un labirinto.
''Quelli con normali funzioni cerebrali hanno imparato velocemente quando girare a destra o a sinistra chiarisce - mentre quelli con l Alzheimer erano completamente incapaci di ricordare. Ma dopo averli nutriti con una dieta ricca di olii grassi, la loro capacita' di apprendimento e' notevolmente migliorata''.
La spiegazione puo' essere nel fatto che i grassi omega 3, contenuti in questo tipo di pesce, riescano a prevenire l'accumulo delle proteine amiloidi, che crescono come una placca sul cervello delle persone malate di Alzheimer, rallentandone le funzioni cerebrali. ''Ci sono stati gia' diversi studi continua Harwood che hanno mostrato come le persone che consumano una significativa quantita' di pesci grassi, o anche di compresse contenenti gli stessi principi, sono meno soggette a malattie come l Alzheimer. Uno studio condotto a Chicago l anno scorso per esempio ha dimostrato che le persone che abitualmente consumano pesce grasso hanno il 60% di rischio in meno di sviluppare questa malattia''.
Includere queste tipo di pesce nell alimentazione, dicono i ricercatori, e' dunque molto facile e non necessita certo di una visita in ospedale. ''Non riusciro' a curare l Alzheimer conclude Harwood - ma il risultato innegabile e' che l assunzione di pesce grasso rallenta il tasso di deterioramento delle funzioni cerebrali e puo' impedire la comparsa della malattia. Se e' difficile capire la quantita' esatta di omega 3 che si assumono con la normale alimentazione, con le compresse si puo' sapere con esattezza e i risultati sono ugualmente buoni''.

Fonte: Ansa (12/04/2005)
Pubblicato in Biochimica e Biologia Cellulare
Tag: Alzheimer, Omega
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