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Epatite C, speranze da nuovo farmaco


Il ministro della salute Usa, Everett Koop: «La malattia ha già infettato tre volte di più di quanto abbia fatto lAids»

LONDRA - Un nuovo farmaco che previene la duplicazione nel corpo dei virus potrebbe essere usato contro l'epatite C, una malattia che può uccidere più gente dell'Aids. Lo hanno riferito oggi alcuni scienziati.
Oltre 170 milioni di persone in tutto il mondo sono infettate dal virus che può causare danni permanenti al fegato e provocare in molti casi la morte. Non ci sono vaccini contro l'epatite C (HVC) e le cure attuali possono causare effetti collaterali non voluti.
Ma gli scienziati al lavoro per una industria farmaceutica tedesca hanno svilupato un farmaco che potrebbe offrire nuove speranze ai pazienti. Chiamato BILN 2061, il farmaco prende di mira un enzima che blocca la moltiplicazione del virus.
Benché ci sia bisogno di ulteriori esami per verificare l'effettiva efficacia della sostanza, gli scienziati credono che «sia una grande promessa per una miglior cura delle infezioni croniche di Hcv».
Il ministro della salute Usa Everett Koop ha descritto la malattia come una minaccia più grave alla salute pubblica dell'Aids. «L'epatite C ha già infettato tre volte di più di quanto abbia fatto l'Aids. E' responsabile di oltre un terzo di tutti i trapianti di fegato», ha detto Koop in un messaggio Internet, aggiungendo che la malattia potrebbe uccidere più gente dell'Hiv ogni anno. L'epatite C è attualmente curata usando l'interferone in combinazione con ribavirin, un farmaco antivirale.
L'attrice canadese Pamela Anderson ha annunciato lo scorso anno di essere in cura per l'epatite C, contratto per aver condiviso un ago per un tatuaggio con l'ex-marito Tommy Lee Jones. Il virus si può contrarre con qualsiasi esposizione con il sangue infetto, compreso siringhe infette, piercing, tatuaggi, tagli non protetti, trasfusioni. Molte persone infette non lo sanno. L'affaticamento è il sintomo iniziale più comune ma possono volerci anni perché ci se ne renda conto. Nei casi più avanzati la malattia causa itterizia, gonfiore addominale e dolori al fegato.

Fonte: Corriere della Sera (27/10/2003)
Pubblicato in Genetica, Biologia Molecolare e Microbiologia
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