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Sex and the Fly

Drosophila melanogaster


Dal punto di vista genetico la riproduzione sessuale permette di limitare le mutazioni sfavorevoli

Uno dei maggiori misteri della biologia è il motivo per cui esiste la riproduzione sessuale e perché è così diffusa. L’evoluzione tende a esaltare quelle caratteristiche dell’organismo che lo rendono meglio adattato al suo ambiente, e la riproduzione sessuale non offre molti vantaggi da questo punto di vista. Richiede un dispendio di energia decisamente maggiore rispetto alla riproduzione non sessuale, è un metodo meno efficiente per ottenere nuovi individui (nella riproduzione asessuata tutti i membri adulti della specie sono in grado di procreare) e anche di passare i propri geni alla generazione successiva. Spesso si è sostenuto che la riproduzione sessuale offrisse il vantaggio di rappresentare un’ulteriore fonte di variabilità nella generazione di nuovi individui, variabilità che rappresenta la “materia prima” su cui agisce in funzione evolutiva la selezione naturale.
Anche questa spiegazione è però alquanto debole, dato che le mutazioni favorevoli sono molto rare ed è dubbio che il vantaggio aggiuntivo offerto dal piccolo incremento di variabilità possa compensare il dispendio energetico.
Se però questa modalità si è mantenuta e diffusa, qualche altro vantaggio reale, seppur meno evidente, lo deve offrire. La spiegazione del quesito sembrano averla finalmente trovata il portoghese Ricardo B. R. Azevedo insieme a Christina L. Burch e colleghi dell’Università di Houston e dell’Università del North Carolina a Chapel Hill, che ne danno conto sul numero odierno di “Nature”. Analizzando le mutazioni che si presentano in una lunga successione di generazioni del moscerino della frutta (Drosophila melanogaster) – animale ideale per questo tipo di indagini sia perché il ciclo generazionale è estremamente breve, sia perché il suo genoma è ben noto fin dal 2000 – hanno scoperto che il vantaggio offerto dalla riproduzione sessuale ha sì a che fare con la variabilità genetica, ma nel senso inverso a quanto finora supposto: non incrementa di molto la possibilità di mutazioni favorevoli, ma consente di isolare e tenere a bada in modo molto efficiente le mutazioni sfavorevoli!

Fonte: Le Scienze (03/03/2006)
Pubblicato in Genetica, Biologia Molecolare e Microbiologia
Tag: evoluzione, riproduzione
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