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Le statine potrebbero essere la chiave per ridurre la malattie cardiache

Vaso sanguigno ostruito


Per le persone di una certa età l'assunzione di statine, farmaci che riducono i livelli di colesterolo "cattivo" e aumentano quelli del colesterolo "buono", fa parte della diet

Per le persone di una certa età l'assunzione di statine, farmaci che riducono i livelli di colesterolo "cattivo" e aumentano quelli del colesterolo "buono", fa parte della dieta quotidiana.
Un nuovo studio condotto negli Stati Uniti ha esaminato pazienti affetti da malattie cardiache in 53 centri situati negli Stati Uniti, in Canada, Europa e Australia, rivelando che la rosuvastatina ha prodotto effetti più incisivi rispetto ad altre statine e non solo ha migliorato l'equilibrio del colesterolo, ma ha anche bloccato l'ispessimento del tessuto adiposo delle arterie, ossia l'arteriosclerosi. "Questo dato non è mai stato osservato prima in uno studio in cui siano stati utilizzati farmaci a base di statina", dichiara l'American College of Cardiology, riunitosi ad Atlanta. Stando ai risultati, il farmaco ha ridotto il colesterolo "cattivo" e aumentato il colesterolo "buono" in quantità mai raggiunte prima d'ora.
Ciò potrebbe costituire un importante passo avanti nel trattamento delle malattie cardiache, la causa principale dei decessi in Europa.
Le arterie ostruite sono nella maggior parte dei casi all'origine di un attacco cardiaco, e liberarle favorirebbe una riduzione di tali fenomeni nonché un miglioramento della qualità della vita.
"Studi analoghi condotti precedentemente con l'utilizzo di statine hanno mostrato un rallentamento delle malattie coronariche, ma non una regressione. Questo regime ha ridotto in misura significativa il livello di colesterolo cattivo e sorprendentemente ha determinato un forte aumento del colesterolo buono", ha dichiarato il dott. Steven Nissen della Cleveland Clinic e autore principale dello studio. "Siamo giunti alla conclusione che livelli estremamente bassi di LDL ['colesterolo cattivo'] (al di sotto delle direttive attuali), se accompagnati da un aumento dell'HDL ['colesterolo buono'], possono far regredire, o modificare parzialmente la formazione di placche nelle arterie coronariche".
Ciononostante lo studio, durato due anni, non ha ricevuto consensi unanimi. Il farmaco potrebbe avere importanti effetti collaterali, tra cui problemi a livello renale e la rabdomiolisi (distruzione del muscolo scheletrico). Ai pazienti sottoposti al test sono stati somministrati 40 mg al giorno, il doppio della dose normale. Essi hanno registrato una riduzione media dell'ispessimento arterioso compreso tra il 6,8 e il 9,1 per cento.
Il produttore del farmaco, AstraZeneca, che ha finanziato lo studio, è entrato in conflitto con la rivista "The Lancet" e l'organizzazione statunitense Public Citizen per quanto riguarda la sicurezza della rosuvastatina, commercializzata nel 2004 con il nome di Crestor.
I risultati completi saranno pubblicati il mese prossimo, insieme a una valutazione tra pari.

Fonte: Cordis (17/03/2006)
Pubblicato in Medicina e Salute
Tag: statine, colesterolo, cuore
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