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Clonati topolini da cellule staminali adulte

Ratto


Sono stati creati due topolini clonati derivati da cellule differenziate: i granulociti, un tipo di globulo bianco. E' quanto viene riferito in una nuova ricerca pubblicata sul numero di novembre

Sono stati creati due topolini clonati derivati da cellule differenziate: i granulociti, un tipo di globulo bianco. E' quanto viene riferito in una nuova ricerca pubblicata sul numero di novembre di Nature Genetics. Una ricerca che di fatto smentisce la teoria secondo la quale solo le cellule staminali adulte sono adatte per clonare con successo gli animali. Questa ricerca non solo dimostra per la prima volta che un animale può essere derivato direttamente da una cellula pienamente differenziata, ma anche che, queste costituiscono un punto di partenza migliore e più efficiente per avviare il processo. La prova è, per l'appunto la nascita di due cuccioli clonati di topo (morti però dopo poche ore) derivati da un tipo di cellula sanguigna.
"I risultati della nostra ricerca indicano chiaramente -affermano gli autori Xiangshong (Jerry) Yang, University of Cunnecticut e Tao Cheng, University of Pittsburgh - che non c'è alcun vantaggio apparente nell'usare cellule staminali adulte o cellule progenitrici invece di cellule differenziate come donatrici di nucleo. Anche noi siamo rimasti sorpresi nello scoprire che cellule differenziate sono più efficienti per una clonazione. Infatti, abbiamo ripetuto il nostro esperimento sei volte per essere sicuri. Ora possiamo dire con buona probabilità che cellule differenziate come i granulociti hanno la capacità genetica di diventare come un seme che può dare origine a tutti i tipi di cellule necessarie per lo sviluppo di un intero organismo.
Un risultato che contraddice tutto quello che si pensava fino ad ora rispetto a questo tipo di cellule".
Alla luce di questi risultati gli scienziati affermano, poi, che Dolly, la prima pecora ad essere clonata nove anni fa, e gli altri animali che sono stati clonati con il trasferimento nucleare di cellula somatica (SCNT, Somatic Cell Nuclear Transfer) derivano, molto probabilmente, da cellule già differenziate e non da cellule staminali adulte, come molti hanno sempre pensato in tutti questi nove anni.
Il trasferimento nucleare di cellula somatica è la metodica comunemente usata per la creazione di un animale clonato e consiste nell'iniettare un nucleo prelevato da una cellula somatica donatrice e trasferirlo in un uovo non fertilizzato dal quale sono stati rimossi i cromosomi. Studi fatti in precedenza ,dicevano che un topolino clonato può essere derivato da cellule differenziate se veniva utilizzata una procedure a due fasi, con la quale i primi embrioni generati, con la metodica del trasferimento nucleare e arrivati allo stadio della blastocisti, venivano utilizzati per ricavare da loro cellule staminali embrionali che venivano, poi, iniettate in un altro embrione ricevente.
Gli scienziati riferiscono di aver constatato, con una certa sorpresa che i granulociti si sono mostrati più efficienti, nel portare a termine il processo di clonazione rispetto alle altre linee cellulari, con il 35-39 percento di probabilità di diventare una blastocisti, uno stadio embrionale precoce in cui sono presenti all'interno tra le 100 e le 150 cellule , rispetto all'11% delle cellule progenitrici e solo il 4% delle cellule staminali.
"Dei 1828 tentativi di trasferimento nucleare fatti con cellule staminali -sottolinea Cheng- pochissime sviluppano fino allo stadio della blasticisti e non è stato prodotto alcun clone. Con questi risultati è difficile credere che Dolly e altri animali clonati siano stati derivati da cellule staminali adulte. Quello che è più possibile è che questi animali derivano da tessuti cellulari completamente differenziati".
Certamente, dicono gli scienziati per confermare quanto scoperto è necessario fare ancora molti studi, soprattutto, per definire se quello che hanno trovato con le cellule ematopoietiche, si verifica anche per cellule di altri tipi di tessuti., Queste ricerche, aggiungono, potrebbero avere importanti implicazioni per la medicina rigenerativa, perché suggeriscono che in realtà il potenziale delle cellule staminali adulte potrebbe essere più limitato di quanto si pensava. Cheng sottolinea la rilevanza delle loro scoperte e afferma che saranno utili per la ricerca sulle cellule staminali dei tumori, chiedendosi se il trasferimento nucleare di cellule somatiche potrebbe essere la chiave per capire o, persino, per riprogrammare le cellule staminali tumorali in quanto alterate. Quindi questi studi potrebbero, potenzialmente, rivelare nuovi bersagli molecolari per il trattamento del cancro.

Fonte: Aduc (12/10/2006)
Pubblicato in Biochimica e Biologia Cellulare
Tag: staminali adulte, clonazione
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