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A Bologna "Venti di Erasmus" celebrazione per il ventennale del programma europeo

Europa


All'inaugurazione Prodi sottolinea ne l'importanza e propone di render obbligatorio per la laurea un soggiorno studio all'estero di sei mesi

In questi giorni a Bologna si stanno celebrando i 20 anni della nascita del progetto Erasmus che permette agli studenti universitari dei viaggi studio in Europa.
La manifestazione, chiamata "Venti di Erasmus" si è aperta alla presenza del presidente del Consiglio Romano Prodi, di Jacques Delors, ex presidente della Commissione europea, del Ministro delle Politiche giovanili Giovanna Melandri e di Fabio Mussi, ministro dell'Università e Ricerca. Il premier Romano Prodi, nel corso del suo intervento durante l'inaugurazione, ha dichiarato che l'Erasmus andrebbe allargato anche ad altri tipi di esperienza come gli stage aziendali e il servizio civile: "Dobbiamo far sì che per prendere una laurea in qualsiasi università europea diventino necessari sei mesi trascorsi in un altro paese europeo, a fare l'Erasmus, a lavorare in azienda oppure a prestare servizio civile".
Dal 1987, anno della nascita del programma, sono quasi 200 mila i ragazzi che hanno aderito a questa importante iniziativa e hanno studiato qualche mese in qualche università straniera. "Dobbiamo rafforzare l'Erasmus e andare al di là - ha aggiunto Prodi - dobbiamo incentivare tutti i nostri giovani alla mobilità". Il premier ha inoltre ricordato che quando era presidente della Commissione europea, aveva proposto di trasformare l'Erasmus in una sorta di programma obbligatorio per tutti gli studenti europei. "Di recente questa proposta ha cominciato a far breccia e mi fa molto piacere che abbia trovato l'accordo anche di Jacques Delors", presidente emerito della Commissione europea, anch'egli presente a Bologna.
Prodi invita a "fare una battaglia insieme, convinta su questo". Inoltre il premier ha avanzato anche la proposta di allargare i confini geografici del progetto oggi solo europeo. Prodi sostiene infatti che "dobbiamo concentrare meglio le risorse e in particolare io penso ad una dimensione euromediterranea in modo da partire in fretta". "Io penso a corsi di laurea e master euromediterranei aperti a studenti e professori del Mediterraneo, ma anche a centri di eccellenza euromediterranei dove preparare il futuro attraverso la formazione di nuove classi dirigenti". Un'espansione, tuttavia, fa notare Prodi, che deve fare i conti con le risorse economiche attualmente a disposizione di questo tipo di iniziative e che al momento non raggiungono i 7 miliardi di euro.
Il ministro Fabio Mussi, durante il suo intervento, ha accolto con favore il disegno del premier ma ha precisato che si tratta di un "programma massimo" e che esistono anche "programmi intermedi": "Mi sembra una proposta molto ardita, io mi accontenterei di qualcosa di meno.
Bisogna dare molte più opportunità ai giovani", aggiunge il ministro. "La nuova agenzia di valutazione degli atenei - osserva infine Mussi - deve assolutamente mettere il principio della mobilità e quello dell'internazionalizzazione al centro delle sue valutazioni".
Anche il ministro Melandri ha sottolineato l'importanza dell'Erasmus e dell'allargamento del progetto. "Noi vogliamo - ha spiegato - che i fondi europei destinati a questo programma vengano aumentati e che ne venga esteso il perimetro di applicazione. E' importante che "Erasmus Mundus" decolli e che si allarghi anche verso i paesi del Mediterraneo."
Durante questi giorni si parlerà di come il programma ha cambiato la percezione dell'Europa degli stessi europei e dei benefici che i giovani ne hanno tratti.
"Simone Veil parlava dell'Europa come di uno stato d'animo - ha detto il ministro Giovanna Melandri - Sono poche le iniziative che, al pari dell'Erasmus, hanno contribuito a formare questo stato d'animo. Un milione e mezzo di europei sono partiti per vivere un'esperienza di vita. Noi abbiamo la voglia di celebrare questi ragazzi."
Ed è proprio per loro che a partire da giovedì 10, verrà aperto alla Darsena del Porto di Rimini il Villaggio Erasmus, un grande spazio all'aria aperta che ospiterà per due giorni mostre e incontri culturali. Secondo i dati della Commissione europea, gli studenti italiani rappresentano più del 60% del totale e quando partono hanno un'età compresa tra i 21 e i 23 anni, per lo più si trovano al terzo anno di università. Ogni anno ne partono circa 16 mila. Molti degli studenti scelgono si rimanere all'estero 5 o 6 mesi ma più del 20% rimane anche 10 mesi o più.
Nonostante questi dati, Andrea Cammelli, direttore di AlmaLaurea che a Bologna presenta l'indagine "Study Experience Abroad", dichiara: "Ancora oggi sono solo l'8% i laureati che hanno studiato all'estero anche per un breve periodo. Solo il 27% dei laureati in lettere moderne straniere va all'estero a studiare per qualche mese. Come è possibile studiare queste materie senza andare fuori dai confini nazionali? Dico di più, quelli che vanno di meno fuori sono gli studenti delle facoltà scientifiche. E' vero però che c'è anche un carico didattico sovradimensionato. Ma ci si deve affrancare con più facilità dalla famiglia. Solo così ci si prepara a misurarsi meglio con il prossimo."
Chi decide di partire si trova molto bene, infatti, dai dati dell'indagine realizzata dalla Commissione europea, risulta che oltre il 90% degli italiani parla di esperienza buona o molto buona mentre solo un 1,5% si dice insoddisfatto. Per molti (9 italiani su 10) è stata un'occasione per capire meglio le persone con un differente background culturale o di etnia diversa.
I problemi maggiori registrati durante il periodo di studio all'estero sono problemi economici. Il 25,1% ha ammesso di essersi trovato in difficoltà economica contro il 19% degli studenti europei. Mentre solo per il 28,9% degli studenti italiani il bilancio è andato bene o molto bene (la media europea è del 36,6%).
Inoltre dai dati dell'indagine di AlmaLaurea emerge che aderiscono all'Erasmus soprattutto i figli di genitori laureati, mentre è molto minore il numero di studenti che proviene da famiglie più svantaggiate. A tal proposito, il ministro Giovanna Melandri avanza la proposta di prestiti agevolati: "Stiamo per firmare una convenzione con il sistema bancario per offrire a condizioni di favore tre linee di credito indirizzate proprio ai ragazzi e alle ragazze con condizioni sociali sfavorevoli che dovrebbe partire già dal prossimo anno. La prima prevede il prestito d'onore per sostenere i costi di iscrizione all'università e per iscriversi a un master. La seconda linea proprio per favorire la mobilità territoriale. In questo caso penso soprattutto a trovare una soluzione al problema del costo degli affitti e anche a promuovere i periodi di studio all'estero. Infine la terza linea di prestiti per accedere alle tecnologie."

Redazione MolecularLab.it (10/05/2007)
Pubblicato in Analisi e Commenti
Tag: erasmus, Prodi, Mussi, universita
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