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Il virus HIV riesce ad ingannare le difese immunitarie dell'organismo grazie ad una proteina

HIV


La proteina regolatoria Nef interferisce sulle cellule dendritiche e sulle Natural Killer favorendo l'infezione del virus HIV

I ricercatori dell'Istituto Superiore di Sanità, coordinati da Marina Viora, ricercatrice del Dipartimento del Farmaco, hanno scoperto che il virus HIV-1 grazie ad una delle sue proteine regolatorie, Nef, riesce ad eludere la risposta immunitaria dell'ospite e in questo modo favorisce la così la propria disseminazione e persistenza nell'organismo infettato. La proteina Nef è prodotta nelle primissime fasi dell'infezione ed è essenziale per un'efficiente replicazione virale e per l'induzione dell'AIDS. Come già noto, Nef interferisce con diverse popolazioni del sistema immunitario. I ricercatori dell'ISS da qualche anno lavorano sullo studio in vitro degli effetti di Nef sulle cellule dendritiche e sulle cellule Natural Killer umane, con l'obbiettivo di definirne il ruolo nel meccanismo di patogenesi dell'AIDS.
Le cellule dendritiche svolgono un ruolo fondamentale nella sviluppo e regolazione delle risposte immuni e sono le più potenti cellule presentanti l'antigene. Le cellule Natural Killer invece sono i principali effettori dell'immunità innata e rappresentano la prima difesa contro infezioni causate da agenti patogeni come batteri, parassiti, virus e anche contro i tumori. Sono suddivise in due sottopopolazioni che si distinguono in base alle specifiche funzioni: le NK CD56dim uccidono le cellule infettate mentre le NK CD56bright secernono citochine. L'interazione tra le cellule DC e NK svolge un ruolo fondamentale nella regolazione dell'immunità innata dell'organismo.
Marina Viora ha spiegato: 'La proteina regolatoria dell'HIV-1, chiamata Nef, riesce a manipolare le cellule dendritiche (DC) e in questo modo modifica le funzioni delle cellule Natural Killer (NK). Nef, in particolare, esercita un effetto opposto sulle due sottopopolazioni di cellule NK: da un lato sopprime la loro funzione citotossica, dall'altra modula la produzione delle citochine generando un microambiente favorevole alla replicazione del virus'.
Maria Giovanna Quaranta, primo autore dello studio (pubblicato recentemente su FASEB Journal) ha dichiarato: 'I risultati della nostra ricerca aprono nuove prospettive per la terapia dell'AIDS basata sullo sviluppo di farmaci in grado di interferire con le funzioni di Nef. Inoltre si può pensare di mettere a punto un vaccino costituito da Nef mutata in modo tale che mantenga la propria funzione immunogenica, ma che sia incapace di favorire la diffusione del virus dell'HIV'.

Redazione MolecularLab.it (01/10/2007)
Pubblicato in Biochimica e Biologia Cellulare
Tag: Nef, HIV, AIDS
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