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I medici della procreazione assistita avanzano una proposta di revisione della legge 40

Fecondazione assistita


Nella proposta di revisione che arriva dai medici tra gli altri punti quello di poter fecondare di 3 ovociti, la crioconservazione e la diagnosi pre-impianto

I medici che si occupano di procreazione assistita hanno indicato alcuni punti per la revisione delle linee guida della legge 40. La proposta è stata sottoscritta da otto società scientifiche italiane della riproduzione (Cecos, fisiopatologia della riproduzione, Sia, Siams, SidR, Sierr, Sifes e Mr, Sios). Il documento è stato messo a punto a Milano nel corso di un convegno svoltosi presso la clinica Mangiagalli e sarà presentato ai presidenti della Camere Fausto Bertinotti e del Senato Franco Marini e al ministro della Salute Livia Turco. I quattro punti fondamentali della proposta toccano gli aspetti che nella pratica medica sono risultati più problematici: la possibilità di fecondare più di tre ovociti per le coppie con maggiori rischi di successo, il congelamento degli ovociti fertilizzati in soprannumero, l'allargamento dell'accesso alla procreazione medica assistita alle coppie fertili con malattie virali o genetiche trasmissibili e diagnosi pre-impianto in presenza di patologie ad alto rischio di trasmissibilità genetica.
Guido Ragni, direttore del centro di sterilità della Clinica Mangiagalli, spiega: 'Volevamo esprimere una posizione ufficiale e contribuire al dibattito sulla revisione delle linee guida su cui si basa l'applicazione della legge sulla procreazione medica assistita. Ma la nostra proposta non è in contrasto con la legge 40, semmai si muove nel rispetto dei principi di quest'ultima'.
Ragni spiega: 'Chiediamo di poter fecondare più di tre ovociti per le coppie che hanno meno probabilità di successo: se la donna ha un'età avanzata, intorno ai 40 anni, o in presenza di gravissime infertilità maschili. E inoltre si pone il problema di crioconservare gli ovociti fertilizzati in soprannumero rispetto ai tre da impiantare'. A proposito, nel documento si legge: 'Introdurre la possibilità di crioconservare l'ovocita fecondato con presenza dei due pronuclei ancora chiaramente distinti e lasciarne in coltura per il successivo sviluppo ad embrione un numero ottimale per ottenere una gravidanza anche con lo scopo di ridurre l'incidenza di gravidanze multiple nelle donne a maggior rischio'. Il terzo punto chiede che si allarghi l'accesso alla procreazione assistita anche alle coppie fertili ma con problemi di patologie virali o genetiche trasmissibili, in modo da ridurre quasi a zero il rischio riproduttivo.
Il quarto riguarda il diritto alla diagnosi preimpianto: 'Pur rimanendo vietata ai fini eugenetici – spiega ancora Ragni – deve essere lecita in presenza di alcune patologie ad alto rischio di trasmissibilità genetica, come ad esempio nel caso dell'anemia mediterranea e della fibrosi cistica'.

Redazione MolecularLab.it (01/10/2007)
Pubblicato in Medicina e Salute
Tag: legge 40, fecondazione assistita, procreazione
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