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Doping: quello genetico in agguato dietro terapie muscoli


Il doping genetico e lombra che fin da oggi si disegna dietro i primi esperimenti di terapia genica volti a rigenerare e a rinvigorire i muscoli indeboliti da malattie come la distrofia muscolare. <

Il doping genetico e' l'ombra che fin da oggi si disegna dietro i primi esperimenti di terapia genica volti a rigenerare e a rinvigorire i muscoli indeboliti da malattie come la distrofia muscolare.
Sono consapevoli del rischio i ricercatori impegnati su questo fronte della ricerca, dall'americano Lee Sweeney, dell'universita' della Pennsylvania, all'italiano Antonio Musaro', dell'universita' di Roma La Sapienza.
Ad avvicinare l'ipotesi che gli atleti di domani potrebbero potenziare i propri muscoli non solo con l'allenamento ma anche con i geni, aumentando massa e forza muscolare, e' il lavoro presentato da Sweeney a Seattle, nel convegno dell'Associazione americana per l'avanzamento delle scienze (AAAS). Nella ricerca, che sara' pubblicata sul Journal of Applied Physiology, il gruppo di Sweeney ha combinato la terapia genica e l'esercizio fisico riuscendo a potenziare massa e forza muscolare.
Ripetute arrampicate su delle scalette e iniezioni del fattore di crescita dei muscoli Igf-1 specifico del topo sono riusciti, insieme, a potenziare del 31,3% la massa muscolare e del 28,3% la forza muscolare. Un effetto ben piu' importante di quello osservato utilizzando, da soli, esercizio fisico e fattore di crescita: il 23,3% di massa muscolare in piu' e il 14,4% di forza fisica. Secondo Sweeney l'uso della genetica per il potenziamento muscolare potrebbe servire anche nella riabilitazione in caso di traumi e per gli anziani che hanno perso mobilita' in seguito ad indebolimento muscolare.
L'allenamento, suggerisce Sweeney, ha stimolato le cellule precursori deu muscoli, chiamate 'satelliti', ad essere piu' recettive a IGF-I. Il surplus di questa sostanza ha fatto il resto potenziando la massa e la forza muscolare di questi topi.
Topi di controllo non trattati col vettore virale non hanno raggiunto, solo con l'allenamento, lo stesso livello di potenziamento dei muscoli.
Secondo Musaro' il doping genetico ''apre una prospettiva preoccupante ma - rileva - e' prevedibile che ci si arrivera'. E' comunque vero - ha aggiunto - che interventi come questi non si fanno nel laboratorio di casa. Ci vogliono competenze e attrezzature per manipolare i virus da utilizzare come vettori nella terapia genica''.
A pensare che il doping genetico sia un rischio da non sottovalutare e' anche un rappresentante della World Anti-Doping Agency , secondo il quale la situazione attuale e' paragonabile a quella di 30 o 40 anni fa, quando le attuali tecniche di indagine e i meccanismi regolatori anti-doping non esistevano ancora.

Fonte: ANSA (16/02/2004)
Pubblicato in Medicina e Salute
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