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In Italia nati i primi maialini geneticamente modificati per gli xenotrapianti

Maiali clonati


Collaborazione Usa-Italia porta alla nascita di suini Gal-KO, privi dell'antigene principale responsabile del rigetto acuto

Presso il laboratorio di Tecnologia della riproduzione (Ltr) del Consorzio per l'incremento zootecnico di Cremona, sono stati ottenuti i primi due maialini geneticamente modificati allo scopo di essere utilizzati come fonte di organi per xenotrapianti. E' la prima volta che in Europa vengono clonati maiali per questo scopo. Questo lavoro fa parte del progetto europeo “Xenome”, un consorzio finanziato dalla Commissione europea, che raccoglie laboratori internazionali leader nella ricerca preclinica sullo xenotrapianto e sulla clonazione degli animali. I due maialini, più piccoli dei maiali normali (90 kg di peso contro i 2-3 quintali) sono stati chiamati Apollo e Circe, e sono privi dell'antigene alfa-Gal, principale fattore causa di rigetto iperacuto. Il lavoro è stato svolto dai ricercatori italiani dell'Ltr di Cremona, diretto da Cesare Galli, in collaborazione con il laboratorio del Massachusetts General Hospital (Mgh) di Boston diretto da David Sachs. Il laboratorio di Sachs ha fornito le cellule da cui è stato rimosso il gene alfa-Gal. I ricercatori del laboratorio italiano hanno poi usato queste cellule per la procedura di clonazione (trasferimento nucleare somatico)
Gli autori spiegano: “La modificazione di questo gene è solo un primo passo, ma da solo non è sufficiente”. L'obiettivo del progetto è quello di arricchire di una decina di nuovi geni il DNA dei maialini. Per questo, al momento, nei laboratori di Cremona sono in corso altre gravidanze di maiali geneticamente modificati, in cui sono stati introdotti due geni, Daf che controlla la coagulazione del sangue e Cd39 che controlla le infezioni.
L'obiettivo è quello di migliorare il più possibile la compatibilità degli organi da trapiantare per ridurre la risposta immunitaria e l'infiammazione che attualmente limitano la sopravvivenza degli xenotrapiantati.
I maiali nati a Cremona, sono chiamati “Gal-Knock-out” o “GAL-KO” perché, appunto, privi dell'antigene alfa-Gal che causa rigetto iperacuto quando gli organi di suino vengono trapiantati nei primati. L'eliminazione dell'antigene Gal è il primo passo per arrivare a generare organi e tessuti ben tollerati dal sistema immunitario del ricevente.
Il team di Galli ricorda che lo xenotrapianto è una procedura in cui tessuti o organi vengono trapiantati da una specie all'altra e i suini sono gli animali più adatti per le loro numerose somiglianze anatomiche e fisiologiche con l'uomo. L'obiettivo della ricerca sullo xenotrapianto è quello di poter fornire, in futuro, una fonte disponibile e affidabile di cellule, tessuti e organi ai numerosi pazienti in lista d'attesa per un trapianto. L'ingegneria genetica, inoltre, oggi, può migliorare la produzione di animali per xenotrapianti, in modo che questi siano portatori dei geni necessari per superare i problemi immunologici dello xenotrapianto. Gli esperti sottolineano che la biosicurezza è un altro aspetto molto importante da affrontare, insieme al problema etico oggetto di grandi dibattiti. Ora la maggior parte degli esperti di bioetica accettano lo xenotrapianto: infatti, i maiali utilizzati per lo xenotrapianto fenotipicamente non sono diversi dai suini allevati per la produzione di carne.
Sempre nell'ambito del progetto “Xenome”, sono in corso altre due gravidanze di maiali geneticamente modificati presso l'Università di Milano Bicocca, in collaborazione con l'Università di Bologna. Il gruppo di ricercatori, guidato da Marialuisa Lavitrano dell'ateneo milanese, in passato ha studiato una diversa strategia per evitare il rigetto acuto: ha introdotto geni in grado di bloccare l'attivazione della reazione immunitaria scatenata dal riconoscimento di un organo non umano. Il gruppo di Galli e quello di Lavitrano stanno collaborando unendo i loro differenti approcci. Marialuisa Lavitrano spiega: “L'idea è quella di aggiungere ai suini ottenuti l'equipe di Galli circa dieci nuovi geni in grado di controllare eventi tipici del rigetto acuto, come coagulazione e infiammazione, e geni protettivi, che si attivano in risposta allo stress”.
Una delle tecniche che verrà usata per ottenere modifiche genetiche multiple è il trasferimento genetico mediato dagli spermatozoi, tecnica messa a punto dal gruppo di Lavitrano e brevettata a livello internazionale, e che prevede l'introduzione negli spermatozoi dei geni da trasferire.



Redazione MolecularLab.it (16/05/2008)
Pubblicato in Biochimica e Biologia Cellulare
Tag: Gal, Gal-KO, Daf, Cd39, maiale, clonazione, xenotrapianti, trapianti
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