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Ricercatori scoprono il "circuito dell'odio" del cervello

cervello


Il sentimento dell'odio trova la sua base anatomica nel Putamen e nell'Insula, ove condivide connessioni neuronali col circuito dell'amore

Durante l'attività cerebrale i poli di amore e odio sono separati ? Un gruppo di scienziati dell'University College London (ULC), in Gran Bretagna, ritiene di no. La loro ricerca, recentemente pubblicata nella rivista PLoS One, dimostra che mentre l'odio è caratterizzato da un modello unico nell'attività cerebrale, amore o odio condividono due strutture comuni.

In questo studio i ricercatori, che in passato avevano già studiato i meccanismi cerebrali dell'amore romantico e di quello materno, hanno concentrato la propria attenzione sul sentimento di odio provato nei confronti, ad esempio, di un collega o di un ex partner. Il campione dello studio era costituito da 17 soggetti (10 uomini e 7 donne, 12 dei quali destrimani di un'età media pari a 34,8 anni).

Condotto dal Professor Semir Zeki e da John Romaya del Wellcome, laboratorio di neurobiologia dell'UCL, lo studio ha esaminato le aree del cervello connesse al sentimento di odio. Il "circuito dell'odio" differisce dalle aree legate alle sensazioni da pericolo o di paura, ma condivide l'area cerebrale connessa all'aggressività.

Si è proceduto ad esaminare i cervelli dei 17 soggetti campione mentre erano impegnati ad osservare le immagini di persone odiate e di persone a loro conosciute, nei confronti delle quali non sussisteva tale sentimento.

Il team che ha condotto la ricerca ha osservato che sia il putamen (la parte esterna e rossastra del nucleo lenticolare connessa alla percezione di disprezzo e disgusto) sia l'insula (corteccia insulare) reagivano alla vista di immagini di persone odiate.
Proprio questo legame (come suggeriscono gli autori) potrebbe costituire la ragione per la quale amore e odio sono così strettamente interconnessi.

"È significativo che sia il putamen che l'insula vengano attivati dall'amore romantico, il che non è sorprendente. Il putamen potrebbe essere inoltre coinvolto nella fase di preparazione di azioni aggressive all'interno di un contesto amoroso, per esempio nelle situazioni in cui un potenziale rivale costituisce un pericolo," ha sottolineato il Professor Zeki. "Gli studi precedenti fanno ritenere che l'insula potrebbe essere coinvolta anche nelle risposte agli stimoli della sofferenza, e la vista di un viso amato o odiato potrebbe costituire un segnale di sofferenza."

Il Professor Zeki ha affermato che la differenza esistente tra il sentimento d'amore e il sentimento di odio è la seguente: una vasta area della corteccia cerebrale si disattiva nel caso dell'amore, mentre solo un'area minima si disattiva in presenza di odio. "Può sembrare un dato sorprendente considerato che l'odio può essere una passione molto intensa, esattamente come lo è l'amore", ha detto. "Ma mentre nell'amore romantico il partner ha spesso un atteggiamento meno critico e giudicante nei confronti del proprio amato, è più probabile che in caso di odio, la persona che prova questo sentimento voglia esercitare un giudizio per decidere azioni atte a danneggiare, ferire o vendicarsi della persona oggetto di odio."

Le strutture della corteccia e della subcorteccia sono comprese nel "circuito dell'odio". Secondo i ricercatori, queste possiedono elementi che favoriscono i comportamenti aggressivi, traducendoli successivamente in azioni attraverso la pianificazione motoria. Si potrebbe descrivere questo fenomeno come se il cervello venisse "mobilitato" affinché agisca. Anche la corteccia frontale viene coinvolta nella fase di predizione delle azioni altrui. Questo potrebbe essere d'aiuto nel momento in cui le persone si trovano faccia a faccia con qualcuno che detestano.

"L'odio è spesso considerato una passione negativa che andrebbe, idealmente, domato, controllato ed eliminato" ha osservato il Professor Zeki. "Per un biologo, l'odio è una passione interessante quanto l'amore. Come l'amore, appare spesso irrazionale e può condurre gli individui a compiere atti eroici o malvagi" ha detto. "Come è possibile che due sentimenti opposti possano risultare nello stesso comportamento?"

I ricercatori dell'UCL hanno osservato che mentre l'amore di tipo romantico è rivolto ad un individuo, è possibile provare odio per diversi individui o gruppi, come nel caso dell'odio razziale, politico o di genere." Il Professor Zeki ha affermato che prevede di avviare studi che si occupino in futuro delle diverse varietà di odio.

Fonte: Cordis (08/01/2009)
Pubblicato in Medicina e Salute
Tag: Putamen, Insula, odio, amore, cervello
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