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Un laser contro l'Alzheimer

Sezione di cervello affetto da Alzheimer


Con l'utilizzo del laser e della tioflavina è possibile distruggere le placche di amiloide responsabili dell'Alzheimer

E' ancora da verificare, ma potrebbe essere una promettente alternativa ai farmaci, la nuova possibile cura per l'Alzheimer, scoperta per caso da un gruppo di ricercatori mentre stavano usando dei laser per studiare le placche che si formano nel cervello degli affetti da questa malattia.
Il ricercatore giapponese Yuji Goto e i suoi colleghi dell'Università di Osaka, firmatari di un articolo comparso sul Journal of Biological Chemistry, studiano i depositi di Amiloide, proteina il cui accumulo cerebrale è causa dei sintomi della forma più diffusa di demenza senile (le altre sono provocate dall'aterosclerosi delle arterie cerebrali). Per fare questo le placche vengono marcate con un indicatore fluorescente, la tioflavina, che mostra affinità per l'amiloide. Successivamente l'amiloide marcato può essere rilevato con la luce laser.

Durante l'esperimento i ricercatori hanno inaspettatamente dimostrato che la luce laser non soltanto trova le placche, ma che in particolari condizioni può arrestare la loro crescita e persino degradare le proteine stesse. Sebbene l'esperimento si sia focalizzato su una specifica proteina, la beta 2 microglobulina, la maggiore componente dell'amiloide, è possibile che possa funzionare anche su altri tipi di amiloide.
Alla base di questo evento puo esservi la tioflavina che, attivata dal laser, potrebbe essere in grado di trasferire parte della sua energia all'ossigeno dei tessuti formandone un composto capace di degradare le strutture proteiche.
Per arrivare ad una reale applicazione della scoperta saranno necessari molti studi per verificarne sicurezza, praticabilità "in vivo" ed efficacia, ma l'approccio è senz'altro innovativo.
A questa scoperta si affianca quella di un gruppo di ricercatori americani della Vanderbilt University e dell'University of Miami che hanno annunciato sulle pagine dell'American Journal of Human Genetics di avere identificato nove geni che predisporrebbero all'Alzheimer. I ricercatori hanno confrontato 550 mila variazioni genetiche in circa 500 pazienti con l'Alzheimer e in 500 persone sane e hanno identificato una serie di alterazioni genetiche che sono presenti soltanto nei malati, e che potrebbero quindi predisporre alla comparsa della malattia. Tra le variazioni osservate ve ne è anche una che era gia sospettata; una variazione del gene per il recettore della vitamina D, che si trova sul cromosoma 12, può predisporre alla demenza, ed in effetti nei malati si trovano bassi livelli di vitamina D.

Redazione MolecularLab.it (16/01/2009)
Pubblicato in Medicina e Salute
Tag: Alzheimer, tioflavina, microglobulina, amiloide
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