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Identificato il gene di un tipo di epilessia


Il recettore ADRA2B svolge un ruolo critico nella regolazione del rilascio di neurotrasmettitori da neuroni adrenergici causando l'epilessia mioclonica corticale

Uno studio dei ricercatori dell'IRCCS Ospedale San Raffaele, in collaborazione con il Gaslini di Genova, il Meyer di Firenze e l'Università La Sapienza di Roma, ha permesso di identificare il gene responsabile dell'epilessia mioclonica corticale. La ricerca, coordinata dal professor Giorgio Casari, direttore del Centro di Genomica Traslazionale e Bioinformatica e professore ordinario dell'Università Vita-Salute San Raffaele, è pubblicata sulla rivista scientifica Annals of Neurology.

L'epilessia mioclonica corticale (ADCME, Autosomal Dominant Cortical Myoclonus and Epilepsy, oppure FAME, Familial Myoclonic Epilepsy) è caratterizzata da movimenti involontari ritmici alle estremità degli arti e frequenti crisi epilettiche. Esordisce nella 2^ decade di vita (ma l'età di esordio varia dagli 11 ai 50 anni), con lieve tremore corticale alle mani che peggiora con l'affaticamento, luci intense, episodi di ipoglicemia e stress emotivo.
La malattia è trasmessa con ereditarietà autosomica dominante, ovvero un padre affetto genererà la metà dei figli affetti. Attualmente la terapia prevede la somministrazione di antiepilettici e antimioclonici combinati che permettono un trattamento sintomatico.

Fino a poco tempo le cause genetiche della malattia rimanevano elusive. Solo negli ultimi anni lo staff del laboratorio di Neurogenomica del San Raffaele, diretto da Casari, studiando una famiglia che presentava questa forma di epilessia, ha localizzato sul cromosoma 2 il gene causale della malattia, che ora è stato identificato. Si tratta del recettore adrenergico alfa2B (ADRA2B) che svolge un ruolo critico nella regolazione del rilascio di neurotrasmettitori da neuroni adrenergici.

Il lavoro pubblicato questo mese dimostra come la mutazione genetica alteri la funzionalità della trasmissione del segnale elettrico tra neuroni: il recettore mutante interagisce meno stabilmente con una proteina strutturale, detta spinofilina, che aumenta patologicamente la sua attività, da cui deriva l'ipereccitabilità corticale nei pazienti studiati.

Afferma il professor Giorgio Casari: "Questo lavoro dimostra per la prima volta il coinvolgimento del sistema adrenergico, ossia di quel sotto gruppo di neuroni che comunica o viene modulato attraverso questo neurotrasmettitore, nell'epilessia umana, ampliando le conoscenze molecolari di epilettogenesi e suggerendo nuovi possibili obiettivi terapeutici per la cura di questi importanti e disabilitanti disordini neurologici".

Approfondimenti: ADRA2B

Leggi l'articolo scientifico
AAVV. "The ?2B adrenergic receptor is mutant in cortical myoclonus and epilepsy". Annals of Neurology (2013). DOI: 10.1002/ana.24028

Redazione MolecularLab.it (12/11/2013)
Pubblicato in Genetica, Biologia Molecolare e Microbiologia
Tag: ADRA2B, spinofilina, epilessia
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