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	<title>Commenti a: Quando il Cervello Decide il Suicidio (II Parte): Se si trattasse di un insolito thriller…</title>
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	<description>Uno sguardo ai meccanismi della mente</description>
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		<title>Di: Neuroscience</title>
		<link>https://www.molecularlab.it/insideneuroscience/?p=37&#038;cpage=1#comment-276</link>
		<dc:creator>Neuroscience</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 15 Aug 2009 19:56:44 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[@ simona
Non è detto che ad una crisi epilettica segua la morte neuronale. Tuttavia bisognerebbe valutare caso per caso, le &#039;crisi epilettiche&#039; sono un&#039;esternazione diverse patologie. Voglio dire che diverse malattie o anomalie diverse possono dare &#039;epilessia&#039; con conseguenze e caratteristiche diverse. Solitamente l&#039;epilessia in sè non fa morire i neuroni, tuttavia l&#039;ipereccitabilità può causare in alcune condizioni la morte di intere regioni cerebrali o addirittura di una popolazione neuronale locale.

@ gae
Non so se la cirrosi epatica in sé possa predisporre ad ischemia cerebrale, di certo aggrava il danno che ne consegue.
Non è possibile escludere ciò che dici, anche se si tratterebbe di un caso raro e molto sfortunato. Se il trauma del pugno è molto grave si possono avere delle anomalie nella ristrutturazione ossea che può mandare in circolo dei trombi, e quindi ischemia cerebrale.
Però è un caso difficilmente riscontrabile]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@ simona<br />
Non è detto che ad una crisi epilettica segua la morte neuronale. Tuttavia bisognerebbe valutare caso per caso, le &#8216;crisi epilettiche&#8217; sono un&#8217;esternazione diverse patologie. Voglio dire che diverse malattie o anomalie diverse possono dare &#8216;epilessia&#8217; con conseguenze e caratteristiche diverse. Solitamente l&#8217;epilessia in sè non fa morire i neuroni, tuttavia l&#8217;ipereccitabilità può causare in alcune condizioni la morte di intere regioni cerebrali o addirittura di una popolazione neuronale locale.</p>
<p>@ gae<br />
Non so se la cirrosi epatica in sé possa predisporre ad ischemia cerebrale, di certo aggrava il danno che ne consegue.<br />
Non è possibile escludere ciò che dici, anche se si tratterebbe di un caso raro e molto sfortunato. Se il trauma del pugno è molto grave si possono avere delle anomalie nella ristrutturazione ossea che può mandare in circolo dei trombi, e quindi ischemia cerebrale.<br />
Però è un caso difficilmente riscontrabile</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: gae</title>
		<link>https://www.molecularlab.it/insideneuroscience/?p=37&#038;cpage=1#comment-275</link>
		<dc:creator>gae</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Aug 2009 07:38:16 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[E&#039; possibile che da un trauma procurato da qualche pugno possa provocare dopo pochi giorni una ischemia celebrale ad una persona già affetta da cirrosi epatica?]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; possibile che da un trauma procurato da qualche pugno possa provocare dopo pochi giorni una ischemia celebrale ad una persona già affetta da cirrosi epatica?</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: simona</title>
		<link>https://www.molecularlab.it/insideneuroscience/?p=37&#038;cpage=1#comment-243</link>
		<dc:creator>simona</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Jun 2009 15:50:54 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[ogni crisi epilettica muore un neurone?]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>ogni crisi epilettica muore un neurone?</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Marcello Zanna</title>
		<link>https://www.molecularlab.it/insideneuroscience/?p=37&#038;cpage=1#comment-157</link>
		<dc:creator>Marcello Zanna</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Jan 2009 22:33:24 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.molecularlab.it/insideneuroscience/?p=37#comment-157</guid>
		<description><![CDATA[Per quanto riguarda il caso clinico segnalato purtroppo ormai non ci sono dubbi che si trattasse di SLA essendo la paziente deceduta dopo aver rifiutato l&#039;intubazione per insufficienza respiratoria da SLA bulbare (diagnosi del centro SLA dell&#039;ospedale Bellaria di Bologna). Si trattava di una mia zia. Partendo da questo caso ho poi notato che l&#039;eccitotossicità è molto importante per l&#039;insorgenza di tale patologia. Anche il fatto che la SLA abbia un&#039;ampia prevalenza tra i personaggi che praticano particolari sport (porta anche il nome del noto giocatore di baseball Lou Gerig) potrebbe essere correlato allo stress dei neuroni motori da superlavoro (pensiamo a quanto mediatore venga rilasciato in una partita di calcio, sport che non prevede movimenti ripetitivi come la marcia e che sono regolati in gran parte dal cervelletto ma fatto di continui scatti e cambi di direzione)e da sostanze eccitotossiche usate dalle squadre professioniste (penso anche agli aminoacidi ramificati ricchi di glutamina, alla fosfocreatina usata a dosi massicce). Il fatto che i neuroni motori abbiano assoni tanto lungo potrebbe far pensare che anche gli assoni e le placche neuromuscolari  possano subire effetti eccitotossici poiché non protetti da membrana ematoencefalica che poi trasmetterebbero al corpo cellulare. Una volta innescato il processo necrotico poi autoalimenterebbe la morte dei neuroni circostanti. Recentemente M Kukley dell&#039;università di Bonn ha rilevato che vi sono siti di rilascio dei neurotrasmettitori anche lungo gli assoni del nervo ottico, con la funzione plastica verso le cellule gliali. Attualmente sta cercando di dimostrare che analogo rilascio di neurotrasmettitori avvenga anche a livello degli assoni motori. Molte cose si devono ancora scoprire, ma ritengo sempre più plausibile un&#039;origine non infettiva ma tossica ed eccitotossica di tale patologia. 

Saluti
Marcello Zanna]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Per quanto riguarda il caso clinico segnalato purtroppo ormai non ci sono dubbi che si trattasse di SLA essendo la paziente deceduta dopo aver rifiutato l&#8217;intubazione per insufficienza respiratoria da SLA bulbare (diagnosi del centro SLA dell&#8217;ospedale Bellaria di Bologna). Si trattava di una mia zia. Partendo da questo caso ho poi notato che l&#8217;eccitotossicità è molto importante per l&#8217;insorgenza di tale patologia. Anche il fatto che la SLA abbia un&#8217;ampia prevalenza tra i personaggi che praticano particolari sport (porta anche il nome del noto giocatore di baseball Lou Gerig) potrebbe essere correlato allo stress dei neuroni motori da superlavoro (pensiamo a quanto mediatore venga rilasciato in una partita di calcio, sport che non prevede movimenti ripetitivi come la marcia e che sono regolati in gran parte dal cervelletto ma fatto di continui scatti e cambi di direzione)e da sostanze eccitotossiche usate dalle squadre professioniste (penso anche agli aminoacidi ramificati ricchi di glutamina, alla fosfocreatina usata a dosi massicce). Il fatto che i neuroni motori abbiano assoni tanto lungo potrebbe far pensare che anche gli assoni e le placche neuromuscolari  possano subire effetti eccitotossici poiché non protetti da membrana ematoencefalica che poi trasmetterebbero al corpo cellulare. Una volta innescato il processo necrotico poi autoalimenterebbe la morte dei neuroni circostanti. Recentemente M Kukley dell&#8217;università di Bonn ha rilevato che vi sono siti di rilascio dei neurotrasmettitori anche lungo gli assoni del nervo ottico, con la funzione plastica verso le cellule gliali. Attualmente sta cercando di dimostrare che analogo rilascio di neurotrasmettitori avvenga anche a livello degli assoni motori. Molte cose si devono ancora scoprire, ma ritengo sempre più plausibile un&#8217;origine non infettiva ma tossica ed eccitotossica di tale patologia. </p>
<p>Saluti<br />
Marcello Zanna</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Neuroscience</title>
		<link>https://www.molecularlab.it/insideneuroscience/?p=37&#038;cpage=1#comment-154</link>
		<dc:creator>Neuroscience</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Dec 2008 22:00:46 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.molecularlab.it/insideneuroscience/?p=37#comment-154</guid>
		<description><![CDATA[Ti ringrazio della segnalazione del tuo interessante articolo.
Avrei diverse domande da porti sul caso che hai portato all&#039;attenzione, tuttavia forse qui non è il luogo adatto.

Per quanto riguarda la teoria autoimmunitaria o infettiva... Queste non sono per nulla limitate dal fatto che la patologia colpisca cellule specifiche, anzi ne è un punto fondamentale, poiché la degenerazione di alcune cellule dovrebbe portare anche alla morte celle cellule circostanti, mentre un&#039;infezione tipo Herpes (un retrovirus noto per viaggiare lungo gli assoni fino ai nuclei cellulari e poi verso la periferia) colpisce proprio cellule specifiche, come nel caso della malattia immunitaria che colpisce singoli epitopi.
Personalmente non sono di questo avviso, ma non mi sento di escluderlo del tutto.

L&#039;unica domanda ed anche debolezza del tuo articolo è purtroppo la mancata certezza della prognosi... che come saprai è data solo dall&#039;esclusione di altre patologie già note.
Secondo questa teoria, infatti, Stephen Hawking dovrebbe essere affetto da ASL ma così non è poiché ha convissuto e convive ancora da tanti anni con la sua patologia.
Hai presente il caso del Parkinson e quei ragazzi che usavano l&#039;MPPP come droga...? Gli effetti e la situazione finale del &#039;paziente&#039; alla fine sembrano uguali, ma c&#039;è un&#039;enorme differenza, i pazienti anziani affetti da Parkinson non hanno assunto MPPP, quindi in realtà trattiamo pazienti che non hanno la stessa malattia, ma solo sintomi simili.
Detto questo non escludo che il tuo caso clinico sia affetto da ASL, tuttavia non puoi escludere il fatto che la paziente possa avere solo sintomi ASL simili.
Fino a quando non si troverà una diagnosi differenziale efficace per la ASL sarà difficile paragonare i casi clinici e trarne delle conclusioni efficaci. 

Per quanto conti, personalmente penso che l&#039;ASL sia una serie di patologie con alcuni sintomi/effetti più o meno simili, ma senza un&#039;identità univoca proprio perché manca la discriminante della patologia.
Siamo solo all&#039;inizio del percorso, tra qualche anno ne potremmo discutere con tanti altri dettagli.

Pasquale]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ti ringrazio della segnalazione del tuo interessante articolo.<br />
Avrei diverse domande da porti sul caso che hai portato all&#8217;attenzione, tuttavia forse qui non è il luogo adatto.</p>
<p>Per quanto riguarda la teoria autoimmunitaria o infettiva&#8230; Queste non sono per nulla limitate dal fatto che la patologia colpisca cellule specifiche, anzi ne è un punto fondamentale, poiché la degenerazione di alcune cellule dovrebbe portare anche alla morte celle cellule circostanti, mentre un&#8217;infezione tipo Herpes (un retrovirus noto per viaggiare lungo gli assoni fino ai nuclei cellulari e poi verso la periferia) colpisce proprio cellule specifiche, come nel caso della malattia immunitaria che colpisce singoli epitopi.<br />
Personalmente non sono di questo avviso, ma non mi sento di escluderlo del tutto.</p>
<p>L&#8217;unica domanda ed anche debolezza del tuo articolo è purtroppo la mancata certezza della prognosi&#8230; che come saprai è data solo dall&#8217;esclusione di altre patologie già note.<br />
Secondo questa teoria, infatti, Stephen Hawking dovrebbe essere affetto da ASL ma così non è poiché ha convissuto e convive ancora da tanti anni con la sua patologia.<br />
Hai presente il caso del Parkinson e quei ragazzi che usavano l&#8217;MPPP come droga&#8230;? Gli effetti e la situazione finale del &#8216;paziente&#8217; alla fine sembrano uguali, ma c&#8217;è un&#8217;enorme differenza, i pazienti anziani affetti da Parkinson non hanno assunto MPPP, quindi in realtà trattiamo pazienti che non hanno la stessa malattia, ma solo sintomi simili.<br />
Detto questo non escludo che il tuo caso clinico sia affetto da ASL, tuttavia non puoi escludere il fatto che la paziente possa avere solo sintomi ASL simili.<br />
Fino a quando non si troverà una diagnosi differenziale efficace per la ASL sarà difficile paragonare i casi clinici e trarne delle conclusioni efficaci. </p>
<p>Per quanto conti, personalmente penso che l&#8217;ASL sia una serie di patologie con alcuni sintomi/effetti più o meno simili, ma senza un&#8217;identità univoca proprio perché manca la discriminante della patologia.<br />
Siamo solo all&#8217;inizio del percorso, tra qualche anno ne potremmo discutere con tanti altri dettagli.</p>
<p>Pasquale</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Marcello Zanna</title>
		<link>https://www.molecularlab.it/insideneuroscience/?p=37&#038;cpage=1#comment-153</link>
		<dc:creator>Marcello Zanna</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 28 Dec 2008 18:10:11 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il fatto che la malattia colpisca solo i motoneuroni secondo me limita la teoria autoimmunitaria o infettiva. Deve esserci un meccanismo ben definito e determinato dalle caratteristiche di questi particolari neuroni, che ricordiamo in molti casi hanno assoni lunghi anche oltre 1 metro!
Interessante secondo me a tal proposito è questo mio caso clinico:

http://www.amjcaserep.com/abstracted.php?level=5&amp;icid=865124]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Il fatto che la malattia colpisca solo i motoneuroni secondo me limita la teoria autoimmunitaria o infettiva. Deve esserci un meccanismo ben definito e determinato dalle caratteristiche di questi particolari neuroni, che ricordiamo in molti casi hanno assoni lunghi anche oltre 1 metro!<br />
Interessante secondo me a tal proposito è questo mio caso clinico:</p>
<p><a href="http://www.amjcaserep.com/abstracted.php?level=5&#038;icid=865124" rel="nofollow">http://www.amjcaserep.com/abstracted.php?level=5&#038;icid=865124</a></p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Neuroscience</title>
		<link>https://www.molecularlab.it/insideneuroscience/?p=37&#038;cpage=1#comment-150</link>
		<dc:creator>Neuroscience</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Dec 2008 20:21:45 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[@Marcello
Bhé, questa è una domanda non da poco. Se riuscissi a scoprirlo meriterei sicuramente una menzione d&#039;onore.
La parola amiotrofica significa di per sé diminuzione della trofia dei muscoli, causata dall&#039;indebolimento della neurotrasmissione.
Tutt&#039;oggi però non si sa niente di questa patologia e tantomeno esistono dei test clinici in grado di determinare questa patologia. La diagnosi si fa per esclusione per tutte le altre patologie che hanno sintomi simili.

Ci sono delle teorie contrastanti, alcuni pensano possa trattarsi di una malattia autoimmunitaria, quindi necrosi dei motoneuroni. Teoria contrastata dal fatto che il metotrexato non diminuisce la progressione della malattia e soprattutto non ci sono anticorpi circolanti.

Altri pensano che ci sia un virus non ancora identificato che possa scaturire in persone predisposte questa patologia. Questa teoria si aggancia con la teoria della malattia autoimmune ma aggiunge una insufficienza della risposta immunitaria, quindi è un po&#039; più solida. Da questa potrebbe verificarsi un&#039;apoptosi per interruzione di alcune comunicazioni tra i neuroni. La teoria tutt&#039;ora è forte ma mancano tutte le prove

La teoria genetica + ambientale (multifattoriale) è la prevalente al momento ed indica una errata comunicazione tra i neuroni, il che porterebbe ancora una volta la teoria in favore dell&#039;apoptosi dimostrata da alcuni ricercatori. Purtroppo anche questa teoria non è stata mai provata ed ha diverse zone oscure e contrastanti.

La situazione più probabile potrebbe essere la mancata/disturbata comunicazione tra i neuroni di una determinata zona del nostro organismo che porterebbe i motoneuroni al suicidio (apoptosi), ma bisognerebbe prima capire di quale malattia stiamo parlando poiché io che ho approcciato diverse volte questa ricerca mi imbatto sempre nel solito problema... Si tratta di 1 sola malattia o centinaia con sintomi simili? Questo potrebbe spiegare i diversi risultati dei ricercatori e la diversa longevità di tante persone a cui è stata diagnosticata la SLA.

Pasquale]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@Marcello<br />
Bhé, questa è una domanda non da poco. Se riuscissi a scoprirlo meriterei sicuramente una menzione d&#8217;onore.<br />
La parola amiotrofica significa di per sé diminuzione della trofia dei muscoli, causata dall&#8217;indebolimento della neurotrasmissione.<br />
Tutt&#8217;oggi però non si sa niente di questa patologia e tantomeno esistono dei test clinici in grado di determinare questa patologia. La diagnosi si fa per esclusione per tutte le altre patologie che hanno sintomi simili.</p>
<p>Ci sono delle teorie contrastanti, alcuni pensano possa trattarsi di una malattia autoimmunitaria, quindi necrosi dei motoneuroni. Teoria contrastata dal fatto che il metotrexato non diminuisce la progressione della malattia e soprattutto non ci sono anticorpi circolanti.</p>
<p>Altri pensano che ci sia un virus non ancora identificato che possa scaturire in persone predisposte questa patologia. Questa teoria si aggancia con la teoria della malattia autoimmune ma aggiunge una insufficienza della risposta immunitaria, quindi è un po&#8217; più solida. Da questa potrebbe verificarsi un&#8217;apoptosi per interruzione di alcune comunicazioni tra i neuroni. La teoria tutt&#8217;ora è forte ma mancano tutte le prove</p>
<p>La teoria genetica + ambientale (multifattoriale) è la prevalente al momento ed indica una errata comunicazione tra i neuroni, il che porterebbe ancora una volta la teoria in favore dell&#8217;apoptosi dimostrata da alcuni ricercatori. Purtroppo anche questa teoria non è stata mai provata ed ha diverse zone oscure e contrastanti.</p>
<p>La situazione più probabile potrebbe essere la mancata/disturbata comunicazione tra i neuroni di una determinata zona del nostro organismo che porterebbe i motoneuroni al suicidio (apoptosi), ma bisognerebbe prima capire di quale malattia stiamo parlando poiché io che ho approcciato diverse volte questa ricerca mi imbatto sempre nel solito problema&#8230; Si tratta di 1 sola malattia o centinaia con sintomi simili? Questo potrebbe spiegare i diversi risultati dei ricercatori e la diversa longevità di tante persone a cui è stata diagnosticata la SLA.</p>
<p>Pasquale</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Marcello Zanna</title>
		<link>https://www.molecularlab.it/insideneuroscience/?p=37&#038;cpage=1#comment-149</link>
		<dc:creator>Marcello Zanna</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Dec 2008 22:33:36 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[molto ben ardhitettato questo giallo a puntate. Una domanda che forse esula dal contesto: Nella SLA (sclerosi laterale amiotrofica) i motoneuroni sono vittime di necrosi o di apoptosi?

Grazie per la risposta

Marcello]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>molto ben ardhitettato questo giallo a puntate. Una domanda che forse esula dal contesto: Nella SLA (sclerosi laterale amiotrofica) i motoneuroni sono vittime di necrosi o di apoptosi?</p>
<p>Grazie per la risposta</p>
<p>Marcello</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: sabrina</title>
		<link>https://www.molecularlab.it/insideneuroscience/?p=37&#038;cpage=1#comment-139</link>
		<dc:creator>sabrina</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Nov 2008 21:25:23 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[eccellente, intanto grazie per la spiegazione attendo il seguito.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>eccellente, intanto grazie per la spiegazione attendo il seguito.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: gioby</title>
		<link>https://www.molecularlab.it/insideneuroscience/?p=37&#038;cpage=1#comment-137</link>
		<dc:creator>gioby</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 19 Oct 2008 15:01:28 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.molecularlab.it/insideneuroscience/?p=37#comment-137</guid>
		<description><![CDATA[Complimenti!!

Ottimo articolo, scritto in un ottimo italiano e piacevole da leggere.
L&#039;unica cosa, mi dispiace per i poveri neuroni, che sono così indifesi e costretti a stare sempre in guardia nei confronti di tutti... :)]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Complimenti!!</p>
<p>Ottimo articolo, scritto in un ottimo italiano e piacevole da leggere.<br />
L&#8217;unica cosa, mi dispiace per i poveri neuroni, che sono così indifesi e costretti a stare sempre in guardia nei confronti di tutti&#8230; <img src='https://www.molecularlab.it/insideneuroscience/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
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