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	<title>Commenti a: Essere Anormali: Vantaggio o Svantaggio?</title>
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	<description>Uno sguardo ai meccanismi della mente</description>
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		<title>Di: Neuroscience</title>
		<link>https://www.molecularlab.it/insideneuroscience/?p=54&#038;cpage=1#comment-1602</link>
		<dc:creator>Neuroscience</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Nov 2011 12:27:12 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Caro 2580,

Mi fa piacere leggere che hai fiducia nel tuo futuro e che affronti bene le difficoltà legate alla tua condizione.
Tuttavia dovresti considerare il detto &quot;L&#039;erba del vicino è sempre più verde della tua&quot;, in altre parole se è vero che tu provi rancore per la tua condizione e vorresti avere i pregi delle persone che ti stanno intorno, alcune altre persone provano rancore e difficoltà per la propria scarsa genialità e vorrebbero avere i pregi come i tuoi.

Buona parte della popolazione mondiale affronta, in un modo o nell&#039;altro una serie di difficoltà e disagi, che possono essere causate dalla sindrome di Aspenger, oppure dalla scarsa/troppa aggressività, dalla depressione cronica o dall&#039;eccessiva euforia, dalla propria condizione sociale, etc etc. Molte persone provano anche delle difficoltà perché si sentono poco furbe o troppo poco intelligenti, e imputano a queste caratteristiche la propria insoddisfazione o magari la mancanza di una vita di successo. Molte persone, nel bene e nel male, invidiano un po&#039; le altre persone perché più speciali o perché meno speciali. Certo, a viverci nei panni degli altri è tutta un&#039;altra cosa.

Dunque, non ti meravigliare se qualcuno invidia la condizione di cui tu parli, poiché la vita di una persona &#039;meno speciale di te&#039;, spesso è specularmente altrettanto difficile per altri motivi.

In bocca al lupo per il tuo futuro

n.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro 2580,</p>
<p>Mi fa piacere leggere che hai fiducia nel tuo futuro e che affronti bene le difficoltà legate alla tua condizione.<br />
Tuttavia dovresti considerare il detto &#8220;L&#8217;erba del vicino è sempre più verde della tua&#8221;, in altre parole se è vero che tu provi rancore per la tua condizione e vorresti avere i pregi delle persone che ti stanno intorno, alcune altre persone provano rancore e difficoltà per la propria scarsa genialità e vorrebbero avere i pregi come i tuoi.</p>
<p>Buona parte della popolazione mondiale affronta, in un modo o nell&#8217;altro una serie di difficoltà e disagi, che possono essere causate dalla sindrome di Aspenger, oppure dalla scarsa/troppa aggressività, dalla depressione cronica o dall&#8217;eccessiva euforia, dalla propria condizione sociale, etc etc. Molte persone provano anche delle difficoltà perché si sentono poco furbe o troppo poco intelligenti, e imputano a queste caratteristiche la propria insoddisfazione o magari la mancanza di una vita di successo. Molte persone, nel bene e nel male, invidiano un po&#8217; le altre persone perché più speciali o perché meno speciali. Certo, a viverci nei panni degli altri è tutta un&#8217;altra cosa.</p>
<p>Dunque, non ti meravigliare se qualcuno invidia la condizione di cui tu parli, poiché la vita di una persona &#8216;meno speciale di te&#8217;, spesso è specularmente altrettanto difficile per altri motivi.</p>
<p>In bocca al lupo per il tuo futuro</p>
<p>n.</p>
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	<item>
		<title>Di: 2580</title>
		<link>https://www.molecularlab.it/insideneuroscience/?p=54&#038;cpage=1#comment-1601</link>
		<dc:creator>2580</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Nov 2011 11:32:52 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Parlo da diretto interessato: la s.a. è relazionata direttamente all&#039;autismo, dal quale prende molte sgradevoli caratteristiche. Rimango allibito nel leggere alcuni commenti di persone che vorrebbero ammalarsi dello stessa (presunta) sindrome che aveva Einstein. Io sono sempre stato molto intelligente, a scuola sono sempre stato nettamente superiore a tutti gli altri nelle competizioni di logica, ma questa &quot;malattia&quot; è come un&#039;iceberg, ed è davvero da superficiali fermarsi a guardare il 10% che spunta dall&#039;acqua. Ho sempre avuto difficoltà nel relazionarmi con le altre persone, forse soprattutto per il fatto che per me non esistono gli altri, ma piuttosto esiste quello che c&#039;è tra me e gli altri (le esperienze vissute insieme e i sentimenti che ci legano). Qualche anno fa mi sono drammaticamente accorto di ciò, nel momento in cui uno dei miei migliori amici è morto in un incidente d&#039;auto: al momento non mi sono venute particolari emozioni, quello che mi è venuto da pensare è che non lo avrei più rivisto e che quindi era un amico in meno. Molte cose so che devo farle perché le ho viste nei film e le leggo nei libri, quindi in quell&#039;occasione so che avrei dovuto piangere e disperarmi, ma ciò non è accaduto, ho provato solo disagio nel pensare a come avrebbero reagito gli altri all&#039;incidente. Non è facile far sapere agli altri questo mio problema soprattutto perché non è facile per gli altri comprenderlo, preferisco che gli altri pensino che sono un tipo strano e originale. Ho fatto molti progressi e superato grandi ostacoli; ho fiducia nel mio futuro e quindi nonostante le difficoltà legate alla sindrome di Asperger, l&#039;importante è riuscire a conviverci serenamente.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Parlo da diretto interessato: la s.a. è relazionata direttamente all&#8217;autismo, dal quale prende molte sgradevoli caratteristiche. Rimango allibito nel leggere alcuni commenti di persone che vorrebbero ammalarsi dello stessa (presunta) sindrome che aveva Einstein. Io sono sempre stato molto intelligente, a scuola sono sempre stato nettamente superiore a tutti gli altri nelle competizioni di logica, ma questa &#8220;malattia&#8221; è come un&#8217;iceberg, ed è davvero da superficiali fermarsi a guardare il 10% che spunta dall&#8217;acqua. Ho sempre avuto difficoltà nel relazionarmi con le altre persone, forse soprattutto per il fatto che per me non esistono gli altri, ma piuttosto esiste quello che c&#8217;è tra me e gli altri (le esperienze vissute insieme e i sentimenti che ci legano). Qualche anno fa mi sono drammaticamente accorto di ciò, nel momento in cui uno dei miei migliori amici è morto in un incidente d&#8217;auto: al momento non mi sono venute particolari emozioni, quello che mi è venuto da pensare è che non lo avrei più rivisto e che quindi era un amico in meno. Molte cose so che devo farle perché le ho viste nei film e le leggo nei libri, quindi in quell&#8217;occasione so che avrei dovuto piangere e disperarmi, ma ciò non è accaduto, ho provato solo disagio nel pensare a come avrebbero reagito gli altri all&#8217;incidente. Non è facile far sapere agli altri questo mio problema soprattutto perché non è facile per gli altri comprenderlo, preferisco che gli altri pensino che sono un tipo strano e originale. Ho fatto molti progressi e superato grandi ostacoli; ho fiducia nel mio futuro e quindi nonostante le difficoltà legate alla sindrome di Asperger, l&#8217;importante è riuscire a conviverci serenamente.</p>
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	<item>
		<title>Di: Eleonora</title>
		<link>https://www.molecularlab.it/insideneuroscience/?p=54&#038;cpage=1#comment-1538</link>
		<dc:creator>Eleonora</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Sep 2011 12:15:07 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Io ho una persona in famiglia che soffre di questa sindrome... è facile giudicare per chi non è a contatto diretto con queste persone... 
Altro che guardare film sul tema... non c&#039;è proprio niente di divertente!]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Io ho una persona in famiglia che soffre di questa sindrome&#8230; è facile giudicare per chi non è a contatto diretto con queste persone&#8230;<br />
Altro che guardare film sul tema&#8230; non c&#8217;è proprio niente di divertente!</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: siria</title>
		<link>https://www.molecularlab.it/insideneuroscience/?p=54&#038;cpage=1#comment-1451</link>
		<dc:creator>siria</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Jun 2011 21:58:54 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[bè nn pensavo che potessero esistere persone cosi e mi dispiace per loro tantissimo. si sicuramente io sono una ragazza che difronte agli altri nn sò aprirmi, ho pochissime amiche e molte volte per difesa non mostrò agl&#039; altri sentimenti  e appaio molto dura. ma mai sarò così e mi dispiace tantissimo per loro davvero ma sono sicura che possono sicuramente condurre una vita normale se vogliono perchè si è pieni di speranza e di voglia di vivere =)]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>bè nn pensavo che potessero esistere persone cosi e mi dispiace per loro tantissimo. si sicuramente io sono una ragazza che difronte agli altri nn sò aprirmi, ho pochissime amiche e molte volte per difesa non mostrò agl&#8217; altri sentimenti  e appaio molto dura. ma mai sarò così e mi dispiace tantissimo per loro davvero ma sono sicura che possono sicuramente condurre una vita normale se vogliono perchè si è pieni di speranza e di voglia di vivere =)</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Neuroscience</title>
		<link>https://www.molecularlab.it/insideneuroscience/?p=54&#038;cpage=1#comment-394</link>
		<dc:creator>Neuroscience</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 08 May 2010 09:29:37 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Grazie per il tuo contributo Lisa

Pasquale]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie per il tuo contributo Lisa</p>
<p>Pasquale</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: lisa vezzosi</title>
		<link>https://www.molecularlab.it/insideneuroscience/?p=54&#038;cpage=1#comment-393</link>
		<dc:creator>lisa vezzosi</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 May 2010 19:35:42 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[se dovessi raccontare la mia storia, sarebbe molto lunga ma questo riflette il mio pensiero bisogna solo lavorare molto con queste persone. fin da bambini se e possibile. e trovare gente che ne sia d&#039;avvero a conoscienza, perche senza offesa per psicologi che psichiatri normali. quelli che non conoscono la cosa, fa la differenza altrimenti ci possono essere conseguenze gravi, anche perchè queste persone proprio perchè non capiscono certe cose tipo le espressioni del viso o atteggiamenti particolari sono più sensibili al mondo e si possono chiudere più facilmente, perchè non capite, che altre persone con altri problemi, non togliendo nulla a nessuno perchè tutti hanno le loro sensibilità, io appartengo a quella categoria e sono stata fortunanta, ma altre persone in passato no, quindi il mio consiglio e di studiare la cosa in modo tale da non commettere errori di giudizio e valutare i casi, e di lavorarci bene non c&#039;e una cura ma molte alternative io tutto sommato ho avuto una vita quasi normale sono andata a scuola con altri bambini da bambina e altri ragazzi da adolescente, ho avuto le mie cotte e sono in terapia da sempre quindi si può vivere una vita, posso garantirlo sono sopravvissuta al dramma,  quindi forza e coraggio a chi ha questa patologia e ai genitori di queste persone non si vince ma si pareggia.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>se dovessi raccontare la mia storia, sarebbe molto lunga ma questo riflette il mio pensiero bisogna solo lavorare molto con queste persone. fin da bambini se e possibile. e trovare gente che ne sia d&#8217;avvero a conoscienza, perche senza offesa per psicologi che psichiatri normali. quelli che non conoscono la cosa, fa la differenza altrimenti ci possono essere conseguenze gravi, anche perchè queste persone proprio perchè non capiscono certe cose tipo le espressioni del viso o atteggiamenti particolari sono più sensibili al mondo e si possono chiudere più facilmente, perchè non capite, che altre persone con altri problemi, non togliendo nulla a nessuno perchè tutti hanno le loro sensibilità, io appartengo a quella categoria e sono stata fortunanta, ma altre persone in passato no, quindi il mio consiglio e di studiare la cosa in modo tale da non commettere errori di giudizio e valutare i casi, e di lavorarci bene non c&#8217;e una cura ma molte alternative io tutto sommato ho avuto una vita quasi normale sono andata a scuola con altri bambini da bambina e altri ragazzi da adolescente, ho avuto le mie cotte e sono in terapia da sempre quindi si può vivere una vita, posso garantirlo sono sopravvissuta al dramma,  quindi forza e coraggio a chi ha questa patologia e ai genitori di queste persone non si vince ma si pareggia.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: lisa vezzosi</title>
		<link>https://www.molecularlab.it/insideneuroscience/?p=54&#038;cpage=1#comment-392</link>
		<dc:creator>lisa vezzosi</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 May 2010 19:01:13 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[le persone con questa sindrome possono vivere una vita quasi normale ma 1 devono prima esserne coscienti di averla 2 lavorare su se stessi con persone capaci come i genitori che li conoscono o specialisti che conoscono la cosa 3 cercare informazioni per capirla 4 parlarne fidandosi e fare domande a chi se ne intende e provare piano piano a trovare attività che possono piacere sia a loro che ai compagni che anche se non hanno la stessa cosa comunque li avvicini questa e la mia esperienza per affrontarla]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>le persone con questa sindrome possono vivere una vita quasi normale ma 1 devono prima esserne coscienti di averla 2 lavorare su se stessi con persone capaci come i genitori che li conoscono o specialisti che conoscono la cosa 3 cercare informazioni per capirla 4 parlarne fidandosi e fare domande a chi se ne intende e provare piano piano a trovare attività che possono piacere sia a loro che ai compagni che anche se non hanno la stessa cosa comunque li avvicini questa e la mia esperienza per affrontarla</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Valeriano</title>
		<link>https://www.molecularlab.it/insideneuroscience/?p=54&#038;cpage=1#comment-286</link>
		<dc:creator>Valeriano</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Sep 2009 07:54:07 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Ci ho riflettuto ed in fondo penso che tu abbia ragione. Differenze di vedute da differenti punti di vista. Il nostro pensiero è certamente condizionato dalla nostra preparazione sia accademica che professionale, dal lavoro che affrontiamo tutti i giorni e dall&#039;esperienza di vita. 
Quindi, forse, io ragiono in termini più &quot;ingegneristici&quot; ed i miei concetti astratti non possono non esserne inquinati. Interessante è però sempre questo scambio di pensiero. (Interessante anche l&#039;interesse di tanti per queso tuo articolo). 
Grazie per l&#039;ospitalità]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ci ho riflettuto ed in fondo penso che tu abbia ragione. Differenze di vedute da differenti punti di vista. Il nostro pensiero è certamente condizionato dalla nostra preparazione sia accademica che professionale, dal lavoro che affrontiamo tutti i giorni e dall&#8217;esperienza di vita.<br />
Quindi, forse, io ragiono in termini più &#8220;ingegneristici&#8221; ed i miei concetti astratti non possono non esserne inquinati. Interessante è però sempre questo scambio di pensiero. (Interessante anche l&#8217;interesse di tanti per queso tuo articolo).<br />
Grazie per l&#8217;ospitalità</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Neuroscience</title>
		<link>https://www.molecularlab.it/insideneuroscience/?p=54&#038;cpage=1#comment-284</link>
		<dc:creator>Neuroscience</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 13 Sep 2009 13:33:24 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Non concordo...
L&#039;uomo non è diventato prima predatore e poi essere pensante... la realtà delle cose ci spinge a pensare che l&#039;ominide ha dovuto ingegnare prima il cervello sul come salvarsi e come cacciare per mangiare. L&#039;abilità in sé non è nulla, anche le scimmie si fanno degli strumenti per mangiare o combattere. C&#039;è bisogno di genialità, ingegno e ben altro per diventare solo predatore.
Probabilmente Giorgio si riferiva ad un altro tipo di &#039;evoluzione&#039;, magari di tipo culturale.
100 anni fa era impensabile passare la vita sui libri per poter &#039;sopravvivere&#039; con un lavoro, per sopravvivere si faceva ben altro.
Oggi si può passare una strana vita solitaria su internet, sui libri o al telefono senza avere contatti empatici sociali ed essere considerati dei geni, persone speciali etc etc.
Pensa ad Einstein che ha passato buona parte della sua vita da solo, tra calcoli matematici, appunti, libri e teorie... non sarebbe sopravvissuto a lungo se l&#039;evoluzione sociale non glielo avesse consentito... eppure nella sua epoca ed in quella nostra è una persona &#039;speciale&#039;. Cento anni prima non sarebbe stato così.
Mi chiedo cosa accadrà tra altri cento anni... che caratteristiche avrà l&#039;uomo geniale dei prossimi 100 anni.
;)]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Non concordo&#8230;<br />
L&#8217;uomo non è diventato prima predatore e poi essere pensante&#8230; la realtà delle cose ci spinge a pensare che l&#8217;ominide ha dovuto ingegnare prima il cervello sul come salvarsi e come cacciare per mangiare. L&#8217;abilità in sé non è nulla, anche le scimmie si fanno degli strumenti per mangiare o combattere. C&#8217;è bisogno di genialità, ingegno e ben altro per diventare solo predatore.<br />
Probabilmente Giorgio si riferiva ad un altro tipo di &#8216;evoluzione&#8217;, magari di tipo culturale.<br />
100 anni fa era impensabile passare la vita sui libri per poter &#8216;sopravvivere&#8217; con un lavoro, per sopravvivere si faceva ben altro.<br />
Oggi si può passare una strana vita solitaria su internet, sui libri o al telefono senza avere contatti empatici sociali ed essere considerati dei geni, persone speciali etc etc.<br />
Pensa ad Einstein che ha passato buona parte della sua vita da solo, tra calcoli matematici, appunti, libri e teorie&#8230; non sarebbe sopravvissuto a lungo se l&#8217;evoluzione sociale non glielo avesse consentito&#8230; eppure nella sua epoca ed in quella nostra è una persona &#8216;speciale&#8217;. Cento anni prima non sarebbe stato così.<br />
Mi chiedo cosa accadrà tra altri cento anni&#8230; che caratteristiche avrà l&#8217;uomo geniale dei prossimi 100 anni.<br />
 <img src='https://www.molecularlab.it/insideneuroscience/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Valeriano</title>
		<link>https://www.molecularlab.it/insideneuroscience/?p=54&#038;cpage=1#comment-283</link>
		<dc:creator>Valeriano</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 13 Sep 2009 12:07:01 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.molecularlab.it/insideneuroscience/?p=54#comment-283</guid>
		<description><![CDATA[Come già detto da Giorgio forse è solo dovuto all&#039;evoluzione. All&#039;evoluzione del cervello che nei primi ominidi serviva solo per le funzioni di base e come radiatore per raffreddare il circolo sanguigno. E si perchè, essendo preda e non ancora predatore, doveva correre per salvarsi.
In seguito, grazie a doni evoltivi fisici, divenne abile e, costruiti i primi arnesi, armi comprese, divenne lui il predatore. A questo punto il cervello iniziò a modificarsi e ad adattarsi a pensieri superiori.
Pensiero filosofico? Anche questo?]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Come già detto da Giorgio forse è solo dovuto all&#8217;evoluzione. All&#8217;evoluzione del cervello che nei primi ominidi serviva solo per le funzioni di base e come radiatore per raffreddare il circolo sanguigno. E si perchè, essendo preda e non ancora predatore, doveva correre per salvarsi.<br />
In seguito, grazie a doni evoltivi fisici, divenne abile e, costruiti i primi arnesi, armi comprese, divenne lui il predatore. A questo punto il cervello iniziò a modificarsi e ad adattarsi a pensieri superiori.<br />
Pensiero filosofico? Anche questo?</p>
]]></content:encoded>
	</item>
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