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	<title>Commenti a: Il Capitalismo Scientifico: La gara tra Progetto Genoma pubblico e privato</title>
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	<description>La passione per la scienza in quattro parole</description>
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		<title>Di: Giovanni Argento</title>
		<link>https://www.molecularlab.it/omgscience/?p=3982#comment-2284</link>
		<dc:creator>Giovanni Argento</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 28 Oct 2012 13:53:46 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Umberto, purtroppo non abbiamo ricevuto alcuna tua email! che peccato :(
Puo comunque contattare direttamente me, ci farebbe piacere un tuo contributo.
scrivimi a: gio.argento@live.com

:)]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Umberto, purtroppo non abbiamo ricevuto alcuna tua email! che peccato :(<br />
Puo comunque contattare direttamente me, ci farebbe piacere un tuo contributo.<br />
scrivimi a: <a href="mailto:gio.argento@live.com">gio.argento@live.com</a></p>
<p>:)</p>
]]></content:encoded>
	</item>
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		<title>Di: Umberto</title>
		<link>https://www.molecularlab.it/omgscience/?p=3982#comment-2283</link>
		<dc:creator>Umberto</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 28 Oct 2012 12:59:16 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Grazie Giovanni, sei molto gentile. Sarebbe un onore! ;-)
A fine agosto, per la verità, vi avevo inviato per e-mail una proposta per un articolo, ma non ho mai ricevuto risposta.
Mi ero ripromesso di scrivervi anche su FB, ma non l&#039;ho più fatto, distratto da altre cose. Se vuoi, ti rimando i dettagli.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie Giovanni, sei molto gentile. Sarebbe un onore! ;-)<br />
A fine agosto, per la verità, vi avevo inviato per e-mail una proposta per un articolo, ma non ho mai ricevuto risposta.<br />
Mi ero ripromesso di scrivervi anche su FB, ma non l&#8217;ho più fatto, distratto da altre cose. Se vuoi, ti rimando i dettagli.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
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		<title>Di: davidemangani</title>
		<link>https://www.molecularlab.it/omgscience/?p=3982#comment-2239</link>
		<dc:creator>davidemangani</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Oct 2012 19:29:35 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.molecularlab.it/omgscience/?p=3982#comment-2239</guid>
		<description><![CDATA[Caro Umberto,
sono molto contento di questa discussione e del tuo intrvento. Dopo le mie spiegazioni sono contento che hai diciamo &quot;rivalutato&quot; il tuo pensiero, come io ho preso atto del fatto che ho scritto con troppa veemenza essendo in prima persona coinvolto nella questione.
Sicuramente ho tanto da fare per migliorare, e la cosa migliore quando si vuole esporre la propria idea, è quella si di metterci sentimento, ma anche di trasmettere serenità, e forse questo articolo non ne trasmetteva molta.
La trama salta un pò tra i vari argomenti, non è facile dire tutto ma tenersi comunque in una lunghezza accettabile per un articolo di blog.
Sono d&#039;accordo con tante delle cose che hai detto, gli unici appunti su cui la vedo leggermente in maniera diversa sono che questo sistema per quanto riesca alla fine a produrre qualcosa, deve essere cambiato per trovare un nuovo equilibrio, con una diversa redistribuzione dei fondi e con una nuova logica alla base.
Mi rendo conto quanto sia difficile, ma come Kent ci può insegnare, credendoci si può fare, e non è demagogia credimi, ma ci credo davvero.

Spero presto di poterti far leggere una mia nuova storia, ho imparato molto da questo confronto e metterò in atto l&#039;esperienza acquisita. L&#039;unica cosa che mi sento di dirti è che essere un lettore esigente è un arma a doppio taglio, perchè l&#039;essere esigenti, quasi perfezionisti, mette un&#039;ombra troppo soggettiva alla lettura che oscura l&#039;oggettività che a volte si deve mantenere per certe tematiche.
Proprio come io non devo oscurare quello che voglio dire, facendomi prendere dallo scrivere, e dicendo cose troppo forti, così credo che forse tu debba essere meno perfezionista =)

Ti ringrazio per i consigli, a presto con una nuova lettura.
Spero in tuoi futuri commenti
Saluti
Davide]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Umberto,<br />
sono molto contento di questa discussione e del tuo intrvento. Dopo le mie spiegazioni sono contento che hai diciamo &#8220;rivalutato&#8221; il tuo pensiero, come io ho preso atto del fatto che ho scritto con troppa veemenza essendo in prima persona coinvolto nella questione.<br />
Sicuramente ho tanto da fare per migliorare, e la cosa migliore quando si vuole esporre la propria idea, è quella si di metterci sentimento, ma anche di trasmettere serenità, e forse questo articolo non ne trasmetteva molta.<br />
La trama salta un pò tra i vari argomenti, non è facile dire tutto ma tenersi comunque in una lunghezza accettabile per un articolo di blog.<br />
Sono d&#8217;accordo con tante delle cose che hai detto, gli unici appunti su cui la vedo leggermente in maniera diversa sono che questo sistema per quanto riesca alla fine a produrre qualcosa, deve essere cambiato per trovare un nuovo equilibrio, con una diversa redistribuzione dei fondi e con una nuova logica alla base.<br />
Mi rendo conto quanto sia difficile, ma come Kent ci può insegnare, credendoci si può fare, e non è demagogia credimi, ma ci credo davvero.</p>
<p>Spero presto di poterti far leggere una mia nuova storia, ho imparato molto da questo confronto e metterò in atto l&#8217;esperienza acquisita. L&#8217;unica cosa che mi sento di dirti è che essere un lettore esigente è un arma a doppio taglio, perchè l&#8217;essere esigenti, quasi perfezionisti, mette un&#8217;ombra troppo soggettiva alla lettura che oscura l&#8217;oggettività che a volte si deve mantenere per certe tematiche.<br />
Proprio come io non devo oscurare quello che voglio dire, facendomi prendere dallo scrivere, e dicendo cose troppo forti, così credo che forse tu debba essere meno perfezionista =)</p>
<p>Ti ringrazio per i consigli, a presto con una nuova lettura.<br />
Spero in tuoi futuri commenti<br />
Saluti<br />
Davide</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Giovanni Argento</title>
		<link>https://www.molecularlab.it/omgscience/?p=3982#comment-2238</link>
		<dc:creator>Giovanni Argento</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Oct 2012 19:23:14 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.molecularlab.it/omgscience/?p=3982#comment-2238</guid>
		<description><![CDATA[Umberto, se scrivi dei post come scrivi i tuoi commenti (e se rileggi te stesso con l&#039;eccellente occhio critico che hai avuto qui sopra) ti voglio come autore nel nostro blog ;)]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Umberto, se scrivi dei post come scrivi i tuoi commenti (e se rileggi te stesso con l&#8217;eccellente occhio critico che hai avuto qui sopra) ti voglio come autore nel nostro blog ;)</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Giovanni Argento</title>
		<link>https://www.molecularlab.it/omgscience/?p=3982#comment-2237</link>
		<dc:creator>Giovanni Argento</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Oct 2012 19:18:37 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.molecularlab.it/omgscience/?p=3982#comment-2237</guid>
		<description><![CDATA[Grazie per il sostegno, Umberto.
Mi farebbe piacere, via commento sul blog ma anche in privata sede se preferisci, che tu mi/ci facessi notare quelle note che &quot;stridono&quot; nei nostri pezzi.
Dopotutto, se molti sono qui per imparare, le critiche sono utilissime per migliorarsi ;)]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie per il sostegno, Umberto.<br />
Mi farebbe piacere, via commento sul blog ma anche in privata sede se preferisci, che tu mi/ci facessi notare quelle note che &#8220;stridono&#8221; nei nostri pezzi.<br />
Dopotutto, se molti sono qui per imparare, le critiche sono utilissime per migliorarsi ;)</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Umberto</title>
		<link>https://www.molecularlab.it/omgscience/?p=3982#comment-2236</link>
		<dc:creator>Umberto</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Oct 2012 18:01:32 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.molecularlab.it/omgscience/?p=3982#comment-2236</guid>
		<description><![CDATA[Aggiungo, che avrei voluto riprendere gli altri discorsi sospesi, ma mi sono dilungato già molto e credo in ciò che più poteva essere utile ai tuoi futuri articoli. Il resto, penso che ci sarà modo di discuterlo ancora, in altri post.
Per cui ti saluto e sono curioso di leggere altre tue storie.
Umberto]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Aggiungo, che avrei voluto riprendere gli altri discorsi sospesi, ma mi sono dilungato già molto e credo in ciò che più poteva essere utile ai tuoi futuri articoli. Il resto, penso che ci sarà modo di discuterlo ancora, in altri post.<br />
Per cui ti saluto e sono curioso di leggere altre tue storie.<br />
Umberto</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Umberto</title>
		<link>https://www.molecularlab.it/omgscience/?p=3982#comment-2235</link>
		<dc:creator>Umberto</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Oct 2012 17:52:55 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.molecularlab.it/omgscience/?p=3982#comment-2235</guid>
		<description><![CDATA[Caro Davide, 
Ti ringrazio nuovamente per il tuo secondo commento.
Dopo l&#039;ultimo intervento di Giovanni, debbo fare innanzitutto autocritica, nel senso che occorre riconoscere il fatto che questo blog è scritto da autori che si stanno formando e che quindi possono essere meno rigorosi, o comunque avere uno stile non ancora maturo. In più, come ho già detto in precedenza, va messo in conto il fatto che io sia un lettore molto esigente (ahimè sono un perfezionista in tutto), per cui ho la tendenza ad osservare con molta severità le cose. Aggiungerei anche, che nel corso del tempo, il continuo confrontarmi con la poca professionalità con cui sono scritti molti articoli, e l&#039;eccessiva faziosità del giornalismo &quot;ufficiale&quot; mi ha fatto diventare ancora più selettivo, quando proprio non mi fa peccare di pregiudizio. Per cui sono stato ben lieto di aver letto i tuoi commenti successivi e mi scuso per la durezza con cui forse ho parlato.
Mi sono riletto il tuo articolo perchè volevo capire bene cosa mi aveva portato a dare un giudizio molto netto, e ho individuato alcuni punti che lo hanno originato. Credo che tu abbia chiarito già molto bene la tua reale idea sul rapporto pubblico/privato nei commenti, viceversa dal testo dell&#039;articolo traspariva esclusivamente (apparente e, forse cieca) rabbia. Ho usato la locuzione &quot;comunismo vintage&quot; per definirla perchè mi sembrava di rileggere certe prese di posizione, tipiche di questa ideologia in anni lontani, che non sono mai state obiettive nell&#039;analizzare o nel sintetizzare i fenomeni economici occidentali. Il concedersi del facile qualunquismo, invece, mi era sembrata potesse essere una spiegazione alternativa o complementare delle stesse frasi. A completare il quadro, anche il tuo ricorso fin dalle prime righe ad alcune espressioni più da... predicatore... che da giornalista («l&#039;ombra del Dio Danaro», la «speranza contro il guadagno», ecc.). In effetti la scelta di questo tipo di linguaggio è ciò che mi ha fatto dubitare molto della qualità complessiva dell&#039;articolo.
Resto convinto che quest&#039;aspetto e la necessità di un certo equilibrio siano fondamentali per una pubblicazione che non tema di esporre anche il proprio punto di vista, oltre riportare i fatti nel modo più oggettivo possibile, il che, comunque, non vuol dire privare il testo di carattere e passione.
Nel tuo articolo, alla passione per l&#039;argomento sembra prendere il sopravvento la foga di comunicare i tuoi sentimenti in merito, più che il merito della questione. Succede sempre anche a me quando sto scrivendo di qualcosa che mi colpisce profondamente. In questi casi procedo fermandomi e ritornando sul testo dopo qualche tempo, per riuscire a vedere dove ho calcato troppo e per riscriverlo per bene, tenendo presente ciò che è emerso e guardando a ciò che avrei voluto dire. Probabilmente anche per te, questo articolo poteva essere una prima stesura su cui riscrivere con più pacatezza. Peraltro, credo che tu abbia esagerato nell&#039;abbondanza di temi, tanto che paiono confondersi senza essere sviluppati a pieno. Non si capisce se il tema è &quot;Quando il capitalismo rischia di nuocere alla ricerca scientifica&quot; (cioè le conseguenze se avesse vinto Celera Genomics e della brevettazione del genoma), oppure &quot;Fisiologia vs Patologia: le aziende stanno lavorando nella direzione giusta?&quot; oppure ancora &quot;James Kent, l&#039;uomo che salvò il genoma&quot;. Io credo che tu volessi raccontare la terza storia e in questa avrebbe trovato posto molto bene, più che la rabbia nei confronti del comportamento vorace delle aziende, i tuoi ideali in merito e la tua visione della deontologia che dovrebbero rispettare le aziende stesse. Invece, all&#039;inizio ti sei soffermato su altri argomenti, tangenti a questo, ma superflui, se l&#039;intenzione era quella.
Se mi posso permettere un consiglio, visto che credo siano queste le storie che ti appassionano, leggi (o rileggi, se già lo conosci) qualcosa di Sepùlveda. &quot;Ritratto di gruppo con assenza&quot; credo sia il libro perfetto. Può aiutarti molto a individuare un modo per raccontarle al meglio. Sepùlveda è un grande narratore, che è stato giornalista, e che quando racconta travolge con l&#039;impatto emotivo intrinseco delle sue storie (vere spesso), ma lo fa usando un linguaggio asciutto e lineare, da buon cronista, senza però riunciare al bello stile, e inserendo con molta abilità sempre una lucida critica della società. Tu per la parte che racconta di Kent hai scelto uno stile veloce che si sofferma sull&#039;eccezionalità individuale, e che ho riscontrato in molto giornalismo americano. Non è male, ma credo che per te potrebbe essere più confacente quello di cui ti ho parlato.
Per quanto attiene alla mia indignazione, molto brevemente, dico che è dipesa dal fatto che trovo sbagliato parlare genericamente di &quot;schifo&quot;. Non riesco a vedere un&#039;alternativa credibile (e funzionale) a questo sistema. E che, più che altro, non considero il sistema poi così malato, quanto piuttosto carenti i suoi &quot;anticorpi&quot;. Tralasciando gli aspetti politici della faccenda, che ci sono e si possono anche ricondurre a trattati ed atti precisi di Stati Uniti ed Europa, penso sia un problema di regole innanzitutto. Un&#039;economia - ma direi, la vita stessa - moderna è talmente complessa che non può fare a meno dei suoi sottosistemi: banche, mercato finanziario, imprese. Per cui non possiamo limitarci a urlare al &quot;marcio&quot; che emerge, se vogliamo parlare del tema. Dobbiamo anche osservare il buono e su quello ripartire. Purtroppo, il tema delle regole in certi settori che più facilmente sono suscettibili di tradire la loro funzione primaria ed insostituibile, non è stato affrontato nemmeno nei momenti peggiori della crisi, quando imporre certe riforme sarebbe stato più semplice. Per cui, registro rabbia e frustrazione per questo, ma mi rifiuto di bollare il tutto come la schifezza o la solita storia dell&#039;ingordigia capitalistica.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Davide,<br />
Ti ringrazio nuovamente per il tuo secondo commento.<br />
Dopo l&#8217;ultimo intervento di Giovanni, debbo fare innanzitutto autocritica, nel senso che occorre riconoscere il fatto che questo blog è scritto da autori che si stanno formando e che quindi possono essere meno rigorosi, o comunque avere uno stile non ancora maturo. In più, come ho già detto in precedenza, va messo in conto il fatto che io sia un lettore molto esigente (ahimè sono un perfezionista in tutto), per cui ho la tendenza ad osservare con molta severità le cose. Aggiungerei anche, che nel corso del tempo, il continuo confrontarmi con la poca professionalità con cui sono scritti molti articoli, e l&#8217;eccessiva faziosità del giornalismo &#8220;ufficiale&#8221; mi ha fatto diventare ancora più selettivo, quando proprio non mi fa peccare di pregiudizio. Per cui sono stato ben lieto di aver letto i tuoi commenti successivi e mi scuso per la durezza con cui forse ho parlato.<br />
Mi sono riletto il tuo articolo perchè volevo capire bene cosa mi aveva portato a dare un giudizio molto netto, e ho individuato alcuni punti che lo hanno originato. Credo che tu abbia chiarito già molto bene la tua reale idea sul rapporto pubblico/privato nei commenti, viceversa dal testo dell&#8217;articolo traspariva esclusivamente (apparente e, forse cieca) rabbia. Ho usato la locuzione &#8220;comunismo vintage&#8221; per definirla perchè mi sembrava di rileggere certe prese di posizione, tipiche di questa ideologia in anni lontani, che non sono mai state obiettive nell&#8217;analizzare o nel sintetizzare i fenomeni economici occidentali. Il concedersi del facile qualunquismo, invece, mi era sembrata potesse essere una spiegazione alternativa o complementare delle stesse frasi. A completare il quadro, anche il tuo ricorso fin dalle prime righe ad alcune espressioni più da&#8230; predicatore&#8230; che da giornalista («l&#8217;ombra del Dio Danaro», la «speranza contro il guadagno», ecc.). In effetti la scelta di questo tipo di linguaggio è ciò che mi ha fatto dubitare molto della qualità complessiva dell&#8217;articolo.<br />
Resto convinto che quest&#8217;aspetto e la necessità di un certo equilibrio siano fondamentali per una pubblicazione che non tema di esporre anche il proprio punto di vista, oltre riportare i fatti nel modo più oggettivo possibile, il che, comunque, non vuol dire privare il testo di carattere e passione.<br />
Nel tuo articolo, alla passione per l&#8217;argomento sembra prendere il sopravvento la foga di comunicare i tuoi sentimenti in merito, più che il merito della questione. Succede sempre anche a me quando sto scrivendo di qualcosa che mi colpisce profondamente. In questi casi procedo fermandomi e ritornando sul testo dopo qualche tempo, per riuscire a vedere dove ho calcato troppo e per riscriverlo per bene, tenendo presente ciò che è emerso e guardando a ciò che avrei voluto dire. Probabilmente anche per te, questo articolo poteva essere una prima stesura su cui riscrivere con più pacatezza. Peraltro, credo che tu abbia esagerato nell&#8217;abbondanza di temi, tanto che paiono confondersi senza essere sviluppati a pieno. Non si capisce se il tema è &#8220;Quando il capitalismo rischia di nuocere alla ricerca scientifica&#8221; (cioè le conseguenze se avesse vinto Celera Genomics e della brevettazione del genoma), oppure &#8220;Fisiologia vs Patologia: le aziende stanno lavorando nella direzione giusta?&#8221; oppure ancora &#8220;James Kent, l&#8217;uomo che salvò il genoma&#8221;. Io credo che tu volessi raccontare la terza storia e in questa avrebbe trovato posto molto bene, più che la rabbia nei confronti del comportamento vorace delle aziende, i tuoi ideali in merito e la tua visione della deontologia che dovrebbero rispettare le aziende stesse. Invece, all&#8217;inizio ti sei soffermato su altri argomenti, tangenti a questo, ma superflui, se l&#8217;intenzione era quella.<br />
Se mi posso permettere un consiglio, visto che credo siano queste le storie che ti appassionano, leggi (o rileggi, se già lo conosci) qualcosa di Sepùlveda. &#8220;Ritratto di gruppo con assenza&#8221; credo sia il libro perfetto. Può aiutarti molto a individuare un modo per raccontarle al meglio. Sepùlveda è un grande narratore, che è stato giornalista, e che quando racconta travolge con l&#8217;impatto emotivo intrinseco delle sue storie (vere spesso), ma lo fa usando un linguaggio asciutto e lineare, da buon cronista, senza però riunciare al bello stile, e inserendo con molta abilità sempre una lucida critica della società. Tu per la parte che racconta di Kent hai scelto uno stile veloce che si sofferma sull&#8217;eccezionalità individuale, e che ho riscontrato in molto giornalismo americano. Non è male, ma credo che per te potrebbe essere più confacente quello di cui ti ho parlato.<br />
Per quanto attiene alla mia indignazione, molto brevemente, dico che è dipesa dal fatto che trovo sbagliato parlare genericamente di &#8220;schifo&#8221;. Non riesco a vedere un&#8217;alternativa credibile (e funzionale) a questo sistema. E che, più che altro, non considero il sistema poi così malato, quanto piuttosto carenti i suoi &#8220;anticorpi&#8221;. Tralasciando gli aspetti politici della faccenda, che ci sono e si possono anche ricondurre a trattati ed atti precisi di Stati Uniti ed Europa, penso sia un problema di regole innanzitutto. Un&#8217;economia &#8211; ma direi, la vita stessa &#8211; moderna è talmente complessa che non può fare a meno dei suoi sottosistemi: banche, mercato finanziario, imprese. Per cui non possiamo limitarci a urlare al &#8220;marcio&#8221; che emerge, se vogliamo parlare del tema. Dobbiamo anche osservare il buono e su quello ripartire. Purtroppo, il tema delle regole in certi settori che più facilmente sono suscettibili di tradire la loro funzione primaria ed insostituibile, non è stato affrontato nemmeno nei momenti peggiori della crisi, quando imporre certe riforme sarebbe stato più semplice. Per cui, registro rabbia e frustrazione per questo, ma mi rifiuto di bollare il tutto come la schifezza o la solita storia dell&#8217;ingordigia capitalistica.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Umberto</title>
		<link>https://www.molecularlab.it/omgscience/?p=3982#comment-2228</link>
		<dc:creator>Umberto</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Oct 2012 11:59:16 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Beh, indubbiamente. Se OMG è una palestra, anche il mio giudizio deve forzatamente essere più accondiscendente. Non l&#039;avevo mai considerato da questo punto di vista in verità.
Nel complesso credo che l&#039;esperimento di questo blog sia ben riuscito. Salvo che per qualche passaggio in alcuni articoli, in cui sembra come se si volesse per forza cercare una formula sensazionalistica o spiritosa anche quando non funziona molto, debbo dire che tutto è molto fruibile e interessante.
Così i dibattiti che ne derivano.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Beh, indubbiamente. Se OMG è una palestra, anche il mio giudizio deve forzatamente essere più accondiscendente. Non l&#8217;avevo mai considerato da questo punto di vista in verità.<br />
Nel complesso credo che l&#8217;esperimento di questo blog sia ben riuscito. Salvo che per qualche passaggio in alcuni articoli, in cui sembra come se si volesse per forza cercare una formula sensazionalistica o spiritosa anche quando non funziona molto, debbo dire che tutto è molto fruibile e interessante.<br />
Così i dibattiti che ne derivano.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: davidemangani</title>
		<link>https://www.molecularlab.it/omgscience/?p=3982#comment-2222</link>
		<dc:creator>davidemangani</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Oct 2012 22:02:54 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.molecularlab.it/omgscience/?p=3982#comment-2222</guid>
		<description><![CDATA[Caro Umberto, spero che leggerai presto il mio primo commento, io intanto dopo aver letto il tuo secondo però vorrei precisare alcune cose, che penso condividerai.

Come dice Giovanni, la divulgazione trasmette informazioni, ma in alcuni ambiti che non sono di cronaca, esprime anche la veemenza delle idee dell&#039;autore che ha a cuore la questione.
Mi dispiace che tu non abbia trovato qualità in questo articolo, e che addirittura ti sia indignato, io credo semplicemente che intorno alla bellissima storia di un uomo che si è messo in gioco perchè riteneva assurda la logica dei privati in quell&#039;occasione, ho messo forse un pò troppa coloritura, perchè essendo molto preso della questione e vivendo ogni giorno l&#039;ambito medico-biotecnologico, ti assicuro che è difficile scrivere qualcosa in maniera fredda, o magari &quot;tiepida&quot;! Il messaggio finale è di sprone a chiunque si senta oppresso dalla logica di &quot;impotenza&quot; che c&#039;è oggi!
Sono d&#039;accordissimo della importanza dei privati, ed in nessun punto auspico che il pubblico prenda il sopravvento. Dico solo che ci sono ambiti come quello medico dove chi non segue le regole si avvantaggia troppo, e i privati possono molto più dei pubblici. Tralasciando la tristezza italiana, dove i privati rubano i finanziamenti ai pubblici con i favori e le vacanze ai politici (istituto Maugeri e Daccò con Formigoni, Telethon e quant&#039;altro..) e dove i pubblici sono pieni zeppi di figli di qualcuno, in Europa e nel Mondo c&#039;è un alone di freddezza che sinceramente mi fa sempre più paura.
Ho vissuto in prima persona una riunione in cui si aboliva un progetto perchè nonostante la bontà dei dati preliminari, la speranza di guadagnare su eventuali molecole terapeutiche era troppo bassa.

Voglio dirti che magari in altri ambiti non funziona così, anzi sicuramente non nel tuo da quanto mi dici per tua esperienza personale, ma ti posso dire che nell&#039;ambito che vivo ogni giorno, cresce una insofferenza tremenda per quello che si vede, ed a volte sfocia in commenti più coloriti, che però attorniano una storia bellissima che non va oscurata!
Voglio anche sottolineare come sia normale che nell&#039;ambito del privato, e dell&#039;immensità dei finanziamenti stanziati dalle case farmaceutiche, ci siano ricercatori con gli attributi che fanno progredire veramente la ricerca e che mandano avanti la missione di aiuto dei pazienti nel mondo. Il privato è fondamentale per fomentare la concorrenza (leale) e per abbattere le redini della politica (specialmente in paesi come l&#039;italia), ma ciò non deve diventare un qualcosa di puramente aziendale.
Ti invito nuovamente a riflettere sulla quantità immane di studi riguardanti sistemi biologici patologici, e la pochezza di quelli riguardanti la fisiologia. Ti rendi conto che noi cerchiamo di aggiustare e riparare qualcosa di cui conosciamo veramente poco nel suo stato &quot;sano&quot;??

Concludo dicendoti che sarei felice di leggere come funzionano bene i privati nel tuo ambito, e mi auspico che i privati del settore medico-biotecnologico prendano ad esempio queste realtà, però solo su una cosa veramente non riesco ad essere d&#039;accordo con te perchè mi sembra troppo palese il contrario! Ossia non riesco a capire come tu non possa condannare il sistema economico &quot;in toto&quot;, proprio in questi mesi di profonda crisi che hanno dimostrato come tutto il sistema si regga su castelli di sabbia pieni di speculazioni e privi di fondamenta. L&#039;economia mondiale è un debito gigante, che ricade solo sulla popolazione, mentre ci sono poche famiglie che detengono tutti i soldi del pianeta. Mi sembra un dato di fatto inconfutabile, e quindi tutti i rami delle varie discipline che attingono da questo sistema, sono malate, con qualche rara eccezione di settori come quello informatico e aggiungerei anche nell&#039;ambito della fisica, che invece riescono ad avere ottimi risultati, che però credo derivino dalla tipologia di prodotto che offrono.
Scusami anche tu se mi sono dilungato, è solo che il tuo commento mi sprona sicuramente a migliorare il mio modo di colorire le vicende che racconto (però ti assicuro che anche se smorzata una sfumatura rimarrà perchè amo troppo quello che studio e l&#039;ambito in cui vivo e non riesco a distaccarmi completamente, è una veemenza d&#039;amore!), però volevo dirti tutte queste cose perchè mi &quot;dispiace&quot; addirittura sentirti indignato, e leggere che hai trovato demagogico e qualunquistico questo articolo che non voleva erigersi a descrittore di tutti i sistemi privati, ma in questo caso di quello medico, che tra l&#039;altro in questo caso specifico come hai detto anche tu, ha sbagliato e non di poco.
Non si campa d&#039;aria, ma i fatturati di queste aziende ti fanno campare d&#039;oro e oro.......]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Umberto, spero che leggerai presto il mio primo commento, io intanto dopo aver letto il tuo secondo però vorrei precisare alcune cose, che penso condividerai.</p>
<p>Come dice Giovanni, la divulgazione trasmette informazioni, ma in alcuni ambiti che non sono di cronaca, esprime anche la veemenza delle idee dell&#8217;autore che ha a cuore la questione.<br />
Mi dispiace che tu non abbia trovato qualità in questo articolo, e che addirittura ti sia indignato, io credo semplicemente che intorno alla bellissima storia di un uomo che si è messo in gioco perchè riteneva assurda la logica dei privati in quell&#8217;occasione, ho messo forse un pò troppa coloritura, perchè essendo molto preso della questione e vivendo ogni giorno l&#8217;ambito medico-biotecnologico, ti assicuro che è difficile scrivere qualcosa in maniera fredda, o magari &#8220;tiepida&#8221;! Il messaggio finale è di sprone a chiunque si senta oppresso dalla logica di &#8220;impotenza&#8221; che c&#8217;è oggi!<br />
Sono d&#8217;accordissimo della importanza dei privati, ed in nessun punto auspico che il pubblico prenda il sopravvento. Dico solo che ci sono ambiti come quello medico dove chi non segue le regole si avvantaggia troppo, e i privati possono molto più dei pubblici. Tralasciando la tristezza italiana, dove i privati rubano i finanziamenti ai pubblici con i favori e le vacanze ai politici (istituto Maugeri e Daccò con Formigoni, Telethon e quant&#8217;altro..) e dove i pubblici sono pieni zeppi di figli di qualcuno, in Europa e nel Mondo c&#8217;è un alone di freddezza che sinceramente mi fa sempre più paura.<br />
Ho vissuto in prima persona una riunione in cui si aboliva un progetto perchè nonostante la bontà dei dati preliminari, la speranza di guadagnare su eventuali molecole terapeutiche era troppo bassa.</p>
<p>Voglio dirti che magari in altri ambiti non funziona così, anzi sicuramente non nel tuo da quanto mi dici per tua esperienza personale, ma ti posso dire che nell&#8217;ambito che vivo ogni giorno, cresce una insofferenza tremenda per quello che si vede, ed a volte sfocia in commenti più coloriti, che però attorniano una storia bellissima che non va oscurata!<br />
Voglio anche sottolineare come sia normale che nell&#8217;ambito del privato, e dell&#8217;immensità dei finanziamenti stanziati dalle case farmaceutiche, ci siano ricercatori con gli attributi che fanno progredire veramente la ricerca e che mandano avanti la missione di aiuto dei pazienti nel mondo. Il privato è fondamentale per fomentare la concorrenza (leale) e per abbattere le redini della politica (specialmente in paesi come l&#8217;italia), ma ciò non deve diventare un qualcosa di puramente aziendale.<br />
Ti invito nuovamente a riflettere sulla quantità immane di studi riguardanti sistemi biologici patologici, e la pochezza di quelli riguardanti la fisiologia. Ti rendi conto che noi cerchiamo di aggiustare e riparare qualcosa di cui conosciamo veramente poco nel suo stato &#8220;sano&#8221;??</p>
<p>Concludo dicendoti che sarei felice di leggere come funzionano bene i privati nel tuo ambito, e mi auspico che i privati del settore medico-biotecnologico prendano ad esempio queste realtà, però solo su una cosa veramente non riesco ad essere d&#8217;accordo con te perchè mi sembra troppo palese il contrario! Ossia non riesco a capire come tu non possa condannare il sistema economico &#8220;in toto&#8221;, proprio in questi mesi di profonda crisi che hanno dimostrato come tutto il sistema si regga su castelli di sabbia pieni di speculazioni e privi di fondamenta. L&#8217;economia mondiale è un debito gigante, che ricade solo sulla popolazione, mentre ci sono poche famiglie che detengono tutti i soldi del pianeta. Mi sembra un dato di fatto inconfutabile, e quindi tutti i rami delle varie discipline che attingono da questo sistema, sono malate, con qualche rara eccezione di settori come quello informatico e aggiungerei anche nell&#8217;ambito della fisica, che invece riescono ad avere ottimi risultati, che però credo derivino dalla tipologia di prodotto che offrono.<br />
Scusami anche tu se mi sono dilungato, è solo che il tuo commento mi sprona sicuramente a migliorare il mio modo di colorire le vicende che racconto (però ti assicuro che anche se smorzata una sfumatura rimarrà perchè amo troppo quello che studio e l&#8217;ambito in cui vivo e non riesco a distaccarmi completamente, è una veemenza d&#8217;amore!), però volevo dirti tutte queste cose perchè mi &#8220;dispiace&#8221; addirittura sentirti indignato, e leggere che hai trovato demagogico e qualunquistico questo articolo che non voleva erigersi a descrittore di tutti i sistemi privati, ma in questo caso di quello medico, che tra l&#8217;altro in questo caso specifico come hai detto anche tu, ha sbagliato e non di poco.<br />
Non si campa d&#8217;aria, ma i fatturati di queste aziende ti fanno campare d&#8217;oro e oro&#8230;&#8230;.</p>
]]></content:encoded>
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	<item>
		<title>Di: Giovanni Argento</title>
		<link>https://www.molecularlab.it/omgscience/?p=3982#comment-2221</link>
		<dc:creator>Giovanni Argento</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Oct 2012 18:14:38 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.molecularlab.it/omgscience/?p=3982#comment-2221</guid>
		<description><![CDATA[Peraltro, aggiungo in modo estemporaneo (ma riprendendo un tema sfiorato nei commenti da Umberto) la grandezza del migliore divulgatore scientifico sta nel scrivere di un certo argomento con tutto il cuore e l&#039;entusiasmo di cui si è capaci, e con tutta la passione PROPRIO PER QUELL&#039;ARGOMENTO, tanto da riuscire a trasmetterla anche in chi legge.
Questo blog ha diversi articoli scritti da autori &quot;inesperti&quot; dal punto di vista divulgativo, e da altri un po&#039; più &quot;navigati&quot;. Però quello che conta per me, è importante ribadirlo, è che qui sopra chi vuole imparare a fare divulgazione scientifica può allernarsi, confrontarsi con altri, capire i suoi errori e migliorarsi.
Credo questo esperimento con TheMangoBlack vada proprio in questa direzione :)]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Peraltro, aggiungo in modo estemporaneo (ma riprendendo un tema sfiorato nei commenti da Umberto) la grandezza del migliore divulgatore scientifico sta nel scrivere di un certo argomento con tutto il cuore e l&#8217;entusiasmo di cui si è capaci, e con tutta la passione PROPRIO PER QUELL&#8217;ARGOMENTO, tanto da riuscire a trasmetterla anche in chi legge.<br />
Questo blog ha diversi articoli scritti da autori &#8220;inesperti&#8221; dal punto di vista divulgativo, e da altri un po&#8217; più &#8220;navigati&#8221;. Però quello che conta per me, è importante ribadirlo, è che qui sopra chi vuole imparare a fare divulgazione scientifica può allernarsi, confrontarsi con altri, capire i suoi errori e migliorarsi.<br />
Credo questo esperimento con TheMangoBlack vada proprio in questa direzione :)</p>
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