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	<title>Commenti a: L&#8217;ossimoro dell&#8217;omeopatia</title>
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	<description>La passione per la scienza in quattro parole</description>
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		<title>Di: Sara</title>
		<link>https://www.molecularlab.it/omgscience/?p=6269#comment-16859</link>
		<dc:creator>Sara</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Sep 2013 07:23:39 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Forse sarebbe meglio svegliarsi prima di pubblicare articoli, non dopo. 
Glielo spiego io: se serve una terapia individualizzata, a partire da diciamo 100 persone con l&#039;ipertensione solo 10 avranno bisogno dello stesso farmaco. Si può includere solo loro nello studio. E a loro applicare il doppio cieco. Finita tutta la difficile elucubrazione.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Forse sarebbe meglio svegliarsi prima di pubblicare articoli, non dopo.<br />
Glielo spiego io: se serve una terapia individualizzata, a partire da diciamo 100 persone con l&#8217;ipertensione solo 10 avranno bisogno dello stesso farmaco. Si può includere solo loro nello studio. E a loro applicare il doppio cieco. Finita tutta la difficile elucubrazione.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
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		<title>Di: Michael Forni</title>
		<link>https://www.molecularlab.it/omgscience/?p=6269#comment-16855</link>
		<dc:creator>Michael Forni</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Sep 2013 22:02:34 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Gentile Giuseppe,
mi sento di sottoscrivere al 99% il suo preciso, puntuale e rigoroso appunto ...
al 99% ... appunto! :)

Non ritengo infatti corretto &quot;offendere&quot; una sì &quot;pregiata&quot; e &quot;nobile&quot; testata quale il Vernacoliere di Livorno che diletta da molti lustri il popolo Italiano bisognoso di un po&#039; di &quot;respiro&quot;.

Visto che le critiche &quot;fini a se stesse&quot; non mi &quot;garbano punto&quot; sono allora a proporle di indirizzare i suoi - giusti e condivisibilissimi - strali nei confronti delle innumerevoli e pubblicamente finanziate testate (cartacee e non) che - quelle sì - non hanno &quot;nessuna credibilità scientifica&quot;:  mi riferisco ai GIORNALI DI PARTITO (mi creda, di tutti i partiti italiani).
In questo caso la scienza vituperata é .... &quot;Scienze Politiche&quot;!

:)
Ossequi

La prego, continui almeno lei, a &quot;Tenere alta la guardia&quot; e smascherare certi &quot;imbonitori di Fiori di Bach&quot; che rovinano il buon nome di chi crede davvero nelle varie Medicine tradizionali, moderne, olistiche o altro ... scientificità e riproducibilità del Metodo Scientifico di Galileo ... prima di tutto!)

Con rispetto e riconoscenza

Michael F. Forni]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Gentile Giuseppe,<br />
mi sento di sottoscrivere al 99% il suo preciso, puntuale e rigoroso appunto &#8230;<br />
al 99% &#8230; appunto! :)</p>
<p>Non ritengo infatti corretto &#8220;offendere&#8221; una sì &#8220;pregiata&#8221; e &#8220;nobile&#8221; testata quale il Vernacoliere di Livorno che diletta da molti lustri il popolo Italiano bisognoso di un po&#8217; di &#8220;respiro&#8221;.</p>
<p>Visto che le critiche &#8220;fini a se stesse&#8221; non mi &#8220;garbano punto&#8221; sono allora a proporle di indirizzare i suoi &#8211; giusti e condivisibilissimi &#8211; strali nei confronti delle innumerevoli e pubblicamente finanziate testate (cartacee e non) che &#8211; quelle sì &#8211; non hanno &#8220;nessuna credibilità scientifica&#8221;:  mi riferisco ai GIORNALI DI PARTITO (mi creda, di tutti i partiti italiani).<br />
In questo caso la scienza vituperata é &#8230;. &#8220;Scienze Politiche&#8221;!</p>
<p>:)<br />
Ossequi</p>
<p>La prego, continui almeno lei, a &#8220;Tenere alta la guardia&#8221; e smascherare certi &#8220;imbonitori di Fiori di Bach&#8221; che rovinano il buon nome di chi crede davvero nelle varie Medicine tradizionali, moderne, olistiche o altro &#8230; scientificità e riproducibilità del Metodo Scientifico di Galileo &#8230; prima di tutto!)</p>
<p>Con rispetto e riconoscenza</p>
<p>Michael F. Forni</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Giovanni Argento</title>
		<link>https://www.molecularlab.it/omgscience/?p=6269#comment-16852</link>
		<dc:creator>Giovanni Argento</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Sep 2013 15:33:17 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Giuseppe, sei un mito :)
Facci sapere se ti risponde!]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Giuseppe, sei un mito :)<br />
Facci sapere se ti risponde!</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Giuseppe Cardillo</title>
		<link>https://www.molecularlab.it/omgscience/?p=6269#comment-16851</link>
		<dc:creator>Giuseppe Cardillo</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Sep 2013 14:36:34 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.molecularlab.it/omgscience/?p=6269#comment-16851</guid>
		<description><![CDATA[Egregio Dott. Rossi,
ho letto il suo trafiletto uscito su Repubblica che commenta questo studio sull&#039;efficacia dell&#039;omeopatia nei pazienti ipertesi.
A parte il fatto che citare la fonte mi avrebbe risparmiato un po&#039; di ricerche su pubmed e google, l&#039;articolo in questione, Individualized homoeopathy versus placebo in essential hypertension: A double-blind randomized controlled trial è stato pubblicato Indian Journal of Research in Homeopathy, 2013 7(2):62-71. (http://www.ijrh.org/article.asp?issn=0974-7168;year=2013;volume=7;issue=2;spage=62;epage=71;aulast=Saha) Tale rivista non è dotata di Impact Factor e non è nemmeno indicizzata su Pubmed, che è un po&#039; come dire che ha la stessa validità scientifica di Topolino. Il perché un articolo del genere non venga pubblicato su una rivista seria è evidenziato in quello che lei ha scritto. Uno studio in doppio cieco comporta che lo sperimentatore non sappia se sta somministrando farmaco o placebo e, nelle ricerche veramente spinte, non sa neanche se lo sta somministrando ad un paziente o ad un controllo. D&#039;altro canto il paziente non sa se sta ricevendo il farmaco o il placebo. Se ne deduce che è impossibile preparare un preparato farmaceutico &quot;personalizzato&quot;, perché il preparatore non sa cosa sta somministrando e a chi la sta somministrando. Quindi, è evidente che lo studio non può essere in doppio cieco. Inoltre, gli Autori scrivono &quot;If necessary, the prescription was changed in the course of time, and of course, the patients who started on placebo stayed on placebo, except during intercurrent acute illness&quot;: altra dimostrazione che lo studio non è in doppio cieco, non solo, ma cambiano le carte in tavola durante il gioco. Altro errore presente nell&#039;articolo: quando una popolazione viene &quot;riassunta&quot; utilizzando media e deviazione standard si sta implicitamente dicendo che la distribuzione è gaussiana. Fare questo assunto equivale a dire che circa 99.7% di quella popolazione è compresa tra la media e 3 deviazioni standard. Gli autori dicono pure che hanno controllato curtosi e asimmetria delle distribuzioni dicendo che non c&#039;era deviazione dalla gaussianità. Ora, prendiamo ad esempio i valori di pressione sistolica del gruppo trattato con farmaco omeopatico: media = 161.7 mmHg e DS=21.1. Questo significa che i valori di questo gruppo vanno da 161.7-3*21.1=94.4 mmHg ossia soggetti addirittura ipotesi a 161.7+3*21.1 = 225 mmHg ossia soggetti che dopo 5 minuti avrebbero avuto un arresto cardiaco e che come minimo avranno avuto del Lasix in infusione rapida. Quindi, gli Autori mentono. Lascio a lei il compito di analizzare gli altri dati.
Infine, per l&#039;analisi dei dati sono stati usati dei test parametrici (ANOVA per misure ripetute e t di Student). Questi test richiedono 2 condizioni di applicabilità: le distribuzioni devono essere gaussiane e le varianze devono essere uguali. Già il primo criterio di applicabilità viene meno e quindi sarebbe stato corretto utilizzare dei test non parametrici sulle mediane ossia il test di Friedman e il test di Wilcoxon.
Infine esiste una cosa in biologia che si chiama variabilità intra e inter individuale ed un parametro che si chiama coefficiente variazionale (DS/media). Per i soggetti trattati con placebo, le variazioni di pressione sono al di sotto del coefficiente di variazione e quindi assolutamente non significative. Per quelli trattati con il farmaco, a tre mesi le variazioni sono al di sotto del coefficiente di variazione e quindi non significative; a sei mesi sono poco al di sopra. Tornando alla frase che ho già citato sopra:
&quot;If necessary, the prescription was changed in the course of time, and of course, the patients who started on placebo stayed on placebo, except during intercurrent acute illness&quot;: che cosa è stato prescritto durante la fase acuta non ci è dato sapere (magari del Lasix...).
Insomma appare evidente che lo studio è talmente pieno di bias e di errori grossolani che si capisce perché sia stato pubblicato su una rivista con la stessa credibilità scientifica de il Vernacoliere di Livorno.
Con ogni cordialità]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Egregio Dott. Rossi,<br />
ho letto il suo trafiletto uscito su Repubblica che commenta questo studio sull&#8217;efficacia dell&#8217;omeopatia nei pazienti ipertesi.<br />
A parte il fatto che citare la fonte mi avrebbe risparmiato un po&#8217; di ricerche su pubmed e google, l&#8217;articolo in questione, Individualized homoeopathy versus placebo in essential hypertension: A double-blind randomized controlled trial è stato pubblicato Indian Journal of Research in Homeopathy, 2013 7(2):62-71. (<a href="http://www.ijrh.org/article.asp?issn=0974-7168;year=2013;volume=7;issue=2;spage=62;epage=71;aulast=Saha" rel="nofollow">http://www.ijrh.org/article.asp?issn=0974-7168;year=2013;volume=7;issue=2;spage=62;epage=71;aulast=Saha</a>) Tale rivista non è dotata di Impact Factor e non è nemmeno indicizzata su Pubmed, che è un po&#8217; come dire che ha la stessa validità scientifica di Topolino. Il perché un articolo del genere non venga pubblicato su una rivista seria è evidenziato in quello che lei ha scritto. Uno studio in doppio cieco comporta che lo sperimentatore non sappia se sta somministrando farmaco o placebo e, nelle ricerche veramente spinte, non sa neanche se lo sta somministrando ad un paziente o ad un controllo. D&#8217;altro canto il paziente non sa se sta ricevendo il farmaco o il placebo. Se ne deduce che è impossibile preparare un preparato farmaceutico &#8220;personalizzato&#8221;, perché il preparatore non sa cosa sta somministrando e a chi la sta somministrando. Quindi, è evidente che lo studio non può essere in doppio cieco. Inoltre, gli Autori scrivono &#8220;If necessary, the prescription was changed in the course of time, and of course, the patients who started on placebo stayed on placebo, except during intercurrent acute illness&#8221;: altra dimostrazione che lo studio non è in doppio cieco, non solo, ma cambiano le carte in tavola durante il gioco. Altro errore presente nell&#8217;articolo: quando una popolazione viene &#8220;riassunta&#8221; utilizzando media e deviazione standard si sta implicitamente dicendo che la distribuzione è gaussiana. Fare questo assunto equivale a dire che circa 99.7% di quella popolazione è compresa tra la media e 3 deviazioni standard. Gli autori dicono pure che hanno controllato curtosi e asimmetria delle distribuzioni dicendo che non c&#8217;era deviazione dalla gaussianità. Ora, prendiamo ad esempio i valori di pressione sistolica del gruppo trattato con farmaco omeopatico: media = 161.7 mmHg e DS=21.1. Questo significa che i valori di questo gruppo vanno da 161.7-3*21.1=94.4 mmHg ossia soggetti addirittura ipotesi a 161.7+3*21.1 = 225 mmHg ossia soggetti che dopo 5 minuti avrebbero avuto un arresto cardiaco e che come minimo avranno avuto del Lasix in infusione rapida. Quindi, gli Autori mentono. Lascio a lei il compito di analizzare gli altri dati.<br />
Infine, per l&#8217;analisi dei dati sono stati usati dei test parametrici (ANOVA per misure ripetute e t di Student). Questi test richiedono 2 condizioni di applicabilità: le distribuzioni devono essere gaussiane e le varianze devono essere uguali. Già il primo criterio di applicabilità viene meno e quindi sarebbe stato corretto utilizzare dei test non parametrici sulle mediane ossia il test di Friedman e il test di Wilcoxon.<br />
Infine esiste una cosa in biologia che si chiama variabilità intra e inter individuale ed un parametro che si chiama coefficiente variazionale (DS/media). Per i soggetti trattati con placebo, le variazioni di pressione sono al di sotto del coefficiente di variazione e quindi assolutamente non significative. Per quelli trattati con il farmaco, a tre mesi le variazioni sono al di sotto del coefficiente di variazione e quindi non significative; a sei mesi sono poco al di sopra. Tornando alla frase che ho già citato sopra:<br />
&#8220;If necessary, the prescription was changed in the course of time, and of course, the patients who started on placebo stayed on placebo, except during intercurrent acute illness&#8221;: che cosa è stato prescritto durante la fase acuta non ci è dato sapere (magari del Lasix&#8230;).<br />
Insomma appare evidente che lo studio è talmente pieno di bias e di errori grossolani che si capisce perché sia stato pubblicato su una rivista con la stessa credibilità scientifica de il Vernacoliere di Livorno.<br />
Con ogni cordialità</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Massimo</title>
		<link>https://www.molecularlab.it/omgscience/?p=6269#comment-16850</link>
		<dc:creator>Massimo</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Sep 2013 14:27:53 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Lo studio sembra sia stato pubblicato nell&#039;Indian Journal of Research in Homoeopathy, una pubblicazione del Central Council For Research In Homoeopathy

http://www.ijrh.org/article.asp?issn=0974-7168;year=2013;volume=7;issue=2;spage=62;epage=71;aulast=Saha

Voi ci capite qualcosa?]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Lo studio sembra sia stato pubblicato nell&#8217;Indian Journal of Research in Homoeopathy, una pubblicazione del Central Council For Research In Homoeopathy</p>
<p><a href="http://www.ijrh.org/article.asp?issn=0974-7168;year=2013;volume=7;issue=2;spage=62;epage=71;aulast=Saha" rel="nofollow">http://www.ijrh.org/article.asp?issn=0974-7168;year=2013;volume=7;issue=2;spage=62;epage=71;aulast=Saha</a></p>
<p>Voi ci capite qualcosa?</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Giovanni Argento</title>
		<link>https://www.molecularlab.it/omgscience/?p=6269#comment-16849</link>
		<dc:creator>Giovanni Argento</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Sep 2013 13:56:14 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Cara Camilla,
a dire la verità - a leggere per bene l&#039;articoletto qui sopra - non siamo nemmeno sicuri che sia uno studio pubblicato. Non è citata alcuna rivista, scientifica od omeopatica che sia... ;)]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Cara Camilla,<br />
a dire la verità &#8211; a leggere per bene l&#8217;articoletto qui sopra &#8211; non siamo nemmeno sicuri che sia uno studio pubblicato. Non è citata alcuna rivista, scientifica od omeopatica che sia&#8230; ;)</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Camilla</title>
		<link>https://www.molecularlab.it/omgscience/?p=6269#comment-16848</link>
		<dc:creator>Camilla</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Sep 2013 12:51:30 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Forse una terza parte ha deciso i medicamenti individualizzati e il medico prescrittore (che ne ha anche valutato gli effetti) non ne sapeva nulla. Magari ha dato un kit anonimo al paziente.

Nello studio originale dovrebbe essere scritto, non c&#039;era il link?]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Forse una terza parte ha deciso i medicamenti individualizzati e il medico prescrittore (che ne ha anche valutato gli effetti) non ne sapeva nulla. Magari ha dato un kit anonimo al paziente.</p>
<p>Nello studio originale dovrebbe essere scritto, non c&#8217;era il link?</p>
]]></content:encoded>
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