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 nanomedicina mito o realtà ?
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Prov.: Milano
Città: milano


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Inserito il - 25 maggio 2007 : 18:14:20  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di n/a Invia a n/a un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
La nanotecnologia può essere definita come la tecnologia che ha come obiettivo la progettazione e la realizzazione di componenti e sistemi a Scala molecolare ad esempio nell'intervallo 0.1 -100 nanometri.
L'applicazione della Nanotecnologia alla Medicina viene chiamata comunemente Nanomedicina.
La Nanomedicina si occupa e si occuperà in futuro dell'analisi e della terapia dei sistemi biologici naturali mediante l'uso di componenti e sistemi a scala nanometrica progettati e validati dalla Nanotecnologia.
A lungo termine si prevede che macchine a scala molecolare o se si vuole definirli Nanorobots consentiranno la diagnosi e la conseguente eliminazione dei patogeni degli esseri viventi ,la sostituzione di cellule e cromosomi,il ripristino o il miglioramento di funzioni fisiologiche.
Un tema applicativo di grande attualità molto di "moda" ad esempio è l'applicazione della Nanomedicina nella terapia del Cancro.
Fatta questa premessa mi piacerebbe entrare in contatto con personale universitario o di ricerca che abbia qualche curiosità ed un pò di tempo per iniziare uno scambio di informazioni sullo stato presente e futuro di questo interessante campo della scienza magari arrivando a condividere una opinione comune sullo stato attuale delle ricerche e sopratutto a discernere ciò che è mito da ciò che verosimilmente si potrà realizzare a medio lumgo termine.
Personalmente sono fisico di origine, ho sempre lavorato nel mondo dell'High Tech presso una grande industria ed in particolare nella definizione e realizzazione di sistemi elettronici ad altissima densità di componenti nell'ambito di progetti di ricerca .
Dall'inizio del secolo ho cominciato ad occuparmi di Nanotecnologie per l'Information Technology ed ultimamamente grazie alla disponibilità di alcune personalità nel campo della biochimica e della bioingegneria dei cosidetti Bionanosistemi ,dei Sistemi nanometrici cioè ispirati dalla biologia cellulare e molecolare.
Oggi mi sono ritirato dalla professione di dipendente per raggiunti limiti di età pensionistica ed esercito una attività di supporto scientifico verso l'Università di Pavia nella definizione di futuri progetti di ricerca.
Ringrazio in anticipo chi volesse contattarmi per iniziare spero una interessante discussione .

Una battutaccia.
L'Aspirina personalizzata è una Nanomedicina ?

RoMeO
Utente

RoMeO



814 Messaggi

Inserito il - 25 maggio 2007 : 19:02:04  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di RoMeO Invia a RoMeO un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
Citazione:
Messaggio inserito da rinaldo

...a lungo termine si prevede che macchine a scala molecolare o se si vuole definirli Nanorobots consentiranno la diagnosi e la conseguente eliminazione dei patogeni degli esseri viventi ,la sostituzione di cellule e cromosomi,il ripristino o il miglioramento di funzioni fisiologiche.



... "lungo termine" ... quanto lungo? no perchè volevo eliminare un pò di patogeni prima di andare al cinema stasera ...

Complimenti Rinaldo, hai una esperienza niente male ...
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Dionysos
Moderatore

D

Città: Heidelberg


1913 Messaggi

Inserito il - 25 maggio 2007 : 19:47:05  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di Dionysos  Clicca per vedere l'indirizzo MSN di Dionysos Invia a Dionysos un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
Io non sono affatto fiducioso. Ho sentito di clonazioni terapeutiche, di trapianti
di staminali in qualche modo promettenti, ho visto guarire un tale da epidermolisi
bullosa con la terapia genica, ma non ho ancora visto robottini fare alcunchè.
Sarà che non conosco nessuno che si occupa di queste cose, ma tutta 'sta storia
mi sa di quasi-fantascienza giornalisticamente gonfiata. Spero di venire smentito.

Volere libera : questa é la vera dottrina della volontà e della libertà
(F.W. Nietzsche)

Less Jim Morrison, more Sean Morrison!


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chick80
Moderatore

DNA

Città: Edinburgh


11491 Messaggi

Inserito il - 25 maggio 2007 : 21:37:42  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di chick80 Invia a chick80 un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
E' un campo che mi ha sempre affascinato.
Sicuramente la stampa e la fantascienza non aiutano in proposito, e sicuramente la nanomedicina non vuol dire creare il robottino che va in giro per il corpo con una spada laser a uccidere i batteri cattivi

Seppure siamo ben lontani da successi terapeutici di massa in quel campo (10 anni? 50 anni? o..????), ci sono stati già dei successi non da poco.

The emerging nanomedicine landscape analizza la situazione attuale in campo. Nota che nel 2003 c'erano circa 2000 brevetti nel campo della nanomedicina ed il numero sembra aumentare esponenzialmente.

Proprio su Nature Biotechnology di questo mese è pubblicato "A universal RNAi-based logic evaluator that operates in mammalian cells" dove viene riportata la generazione di un automaton cellulare basato su siRNA in grado di eseguire varie operazioni booleane, anche complesse tipo ((A AND B) OR (X AND Y)). Questa cosa era già stata fatta in precedenza ma solo in sistemi in vitro, mentre questo gruppo è riuscito a farlo in cellule vive (epatociti umani).

Benchè questi possano sembrare simpatici "giochini" le possibili applicazioni sono veramente interessanti. Si potrebbero ingegnerizzare vettori contenenti questi siRNA che vadano ad agire solo se nella cellula è presente un certo mRNA ma non un altro o cose di questo tipo.

Detto questo ricordo che già esistono prodotti derivati dalle nanotecnologie (non in campo medico) sul mercato, come le bionanofibre sintetizzate da batteri.

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duchè
Utente Attivo

duchè

Prov.: ,


1487 Messaggi

Inserito il - 26 maggio 2007 : 22:10:55  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di duchè Invia a duchè un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
Citazione:
Messaggio inserito da Dionysos

Io non sono affatto fiducioso. Ho sentito di clonazioni terapeutiche, di trapianti
di staminali in qualche modo promettenti, ho visto guarire un tale da epidermolisi
bullosa con la terapia genica, ma non ho ancora visto robottini fare alcunchè.
Sarà che non conosco nessuno che si occupa di queste cose, ma tutta 'sta storia
mi sa di quasi-fantascienza giornalisticamente gonfiata. Spero di venire smentito.


ho ascoltato un servizio televisivo, in cui si parlava di codeste nanocellule che una volta esplose ed inalate da proiettili bombe.......possono creare tutta una serie di tumori.
Semplicemente mostruoso!
Verità o...? ?
Quoto Dionysos.....duchè!
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n/a
deleted

Prov.: Milano
Città: milano


2 Messaggi

Inserito il - 28 maggio 2007 : 12:47:42  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di n/a Invia a n/a un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
Rispondo ai partecipanti di Forum che hanno inviato i loro commenti al tema
Nanomedicina mito o realtà?

Noto in tre delle quattro risposte ricevute una tendenza a considerare la Nanomedicina una realtà lontana nel tempo quasi un mito generato da autori di fantascenza e amplificato da certa stampa a caccia di argomenti nuovi per alettare un pubblico non specialistico in cerca di novità.Ho altresi riscontrato in CHICK80 un notevole grado di informazione sulle ricerche in corso e sul numero dei brevetti depositati in particolare quella sul RNA Interferente come elemento di controllo di operazioni logiche a livello genomico di cui sono usciti parecchi articoli a cominciare da due anni fa.
La mia opinione sulla domanda che ho posto agli interessati al tema è la seguente:
La nanotecnologia ed in particolare la nanobiotecnolgia anche sospinta da importanti investimenti di ricerca sopratutto negli USA agli inizi degli anni 2000 sta procedendo con risultati promettenti per un futuro non troppo remoto(5-10 anni).
Basti citare alcuni esempi macroscopici quali
ad esempio i Labs on chip,i Biosensori ,le Nanoparticelle,le cosidette "Smart Drugs",settori tecnologici che a mio parere si stanno preparando a rivoluzionare il mondo della Analisi e Terapia nel mondo cellulare e subcellulare.
La nanomedicina che dovrebbe fare uso delle sopracitate tecnologie per applicazioni terapeutiche crescerà nella misura in cui esse saranno disponibili e validate sperimentalmente diciamo gossolanamente a partire dai prossimi 10, 20 anni.
La cosa importante è sapere discernere ciò che sarà realizzabile a breve medio lungo termine riuscendo a comprendere le ragioni profonde, gli ostacoli ed i problemi ancora da risolvere.
Sempre disponibile qualora ci fosse un interesse non superficiale, a giustificare con più dettagli questa mia opinione.
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dallolio_gm
Moderatore


Prov.: Bo!
Città: Barcelona/Bologna


2445 Messaggi

Inserito il - 28 maggio 2007 : 14:12:10  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di dallolio_gm  Clicca per vedere l'indirizzo MSN di dallolio_gm Invia a dallolio_gm un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
Gia' non e' vero che si tratta solo di fantascienza!

L'anno scorso ho seguito un piccolo corso all'universita' sull'argomento e le cose che ho studiato erano gia' applicate praticamente; faccio un paio di esempi di quello che mi ricordo a freddo:
- uso di nanoreattori sintetici per catalizzare (velocizzare) particolari reazioni chimiche;
- creazione di nasi elettronici per ridurre i costi di alcune diagnosi mediche e per calcolare la qualita' di un vino o analizzare la qualita' dell'aria;
- utilizzo di porfirine o derivati per uccidere selettivamente specificate cellule cancerose con la luce;
- miglioramento dell'efficenza di farmaci tramite incapsulazione o trattamenti che ne aumentano la solubilita' nel sangue e il tempo di vita nell'organismo, ossia che ne rallentano la degradazione le risposte immunitarie;
- targeting mirato di farmaci, per fare in modo che vadano a finire specificamente nelle cellule nelle quali devono attivarsi senza interferire con le altre.

Le tecnologie che sono dietro a queste invenzioni sono molto belle e decisamente brilanti: pero' per quello che riguarda il mondo della medicina credo che l'incomodo piu' pesante siano quei 5-10 anni necessari per passare attraverso tutti gli stadi di progettazione del farmaco, produzione e sperimentazione fino al momento di poterli commercializzare.

Infatti se quello che ho capito della legislazione in materia e' corretto, al momento tutti i farmaci che sono in circolazione al momento sono basati su teorie di 5-10 anni fa, il che elimina buona parte delle nanotecnologie di cui si parla adesso, e che causa non pochi problemi nella comunicazione con le persone che ne hanno bisogno :/

Per quello che mi riguarda, spero che in futuro possa aumentare la comunicazione tra l'area in cui lavoro io (bioinformatica, genomica) con questo tipo di studi, magari arrivando a comprendere meglio i meccanismi dello splicing e della regolazione genica, per poterli controllare e sfruttare in maniera intelligente.

ciao!

Il mio blog di bioinformatics (inglese): BioinfoBlog
Sono un po' lento a rispondere, posso tardare anche qualche giorno... ma abbiate fede! :-)
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metodico
Nuovo Arrivato

Prov.: Torino
Città: chivasso


65 Messaggi

Inserito il - 11 giugno 2007 : 14:05:43  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di metodico  Clicca per vedere l'indirizzo MSN di metodico Invia a metodico un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
volentieri vi porto a conoscenza di questo articolo da noi pubblicato:

Chimica supramolecolare a Bologna

http://www.ciam.unibo.it/
Vincenzo Balzani è professore ordinario al Dipartimento di Chimica della Facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali di Bologna (www.scienze.unibo.it) dove attualmente tiene i corsi di Fotochimica e Chimica Supramolecolare.
E' condiserato uno dei massimi esperti e protagonisti della ricerca nel campo delle "nanoteconologie" ed è candidato al premio Nobel.
Ad oggi è autore di tre monografie e di più di 400 articoli pubblicati su riviste internazionali. Ha presentato i risultati delle sue ricerche in più di 200 seminari e conferenze in Italia ed all'estero.
Per le sue ricerche ha ricevuto importanti riconoscimenti nazionali (Medaglia d'oro Cannizzaro della Società Chimica Italiana, Premio dell'Accademia dei Lincei) ed internazionali (Pacific Coast Inorganic Lectureship, USA; Laurea Honoris Causa Università di Friburgo, CH; Franqui Chair, Università di Lovanio, Belgio; Italgas European Prize for Research and Innovation; Centenary Lecturer, The Royal Chemical Society, UK; Porter Medal for Photochemistry).
E' membro di associazioni ed accademie scientifiche nazionali ed internazionali (Accademia Nazionale delle Scienze detta dei XL; Accademia Nazionale dei Lincei; Academia Europaea; Royal Society of Chemistry, UK; American Association for the Advancement of Science, USA) e ha fatto parte o è attualmente membro dell'Editorial Board di alcune delle più importanti riviste internazionali di chimica (New Journal of Chemistry, Nanotechnology, Chemistry European Journal, Inorganic Chemistry, Inorganica Chimica Acta, Chemical Society Review, RCS Dalton Transactions, Accounts of Chemical Research, ChemPhysChem).

La ricerca nell'infinitesimo piccolo, nell'ordine del miliardesimo di metro, passa nelle mani dei chimici. La tecnica di miniaturizzazione dall'alto, come la litografia in elettronica, che vede impegnati soprattutto i fisici e gli ingegneri, sta cedendo il posto a quella dal basso, dove singole molecole sono prese come mattoni per costruire circuiti. Le "nanotecnologie" diventano campo di azione dei chimici, che possono sfruttare le loro conoscenze sulle proprietà delle molecole per costruire sistemi nanometrici, i cosidetti "motori molecolari", dalle caratteristiche volute. Inizia una nuova era della scienza, quella della Chimica supramolecolare e della "chimica dei materiali".
"Oggi possiamo manipolare la materia operando direttamente su atomi e molecole, spiega il professor Vincenzo Balzani. Possiamo preparare componenti molecolari con speciali caratteristiche e assemblarli come vogliamo". Non è poco!. Si profila all'orizzonte una rivoluzione che trasformerà radicalmente il mondo delle società industriali.
Se le dimensioni della lunghezza (centinaia di nanometri) della luce usata nella tecnica dall'alto costituivano un limite per la manipolazione della materia, con l'approccio dal basso, partendo quindi da atomi e molecole, il problema è superato.
"Quello che si può realizzare è stupefacente, aggiunge Balzani, abbiamo pubblicato su Pnas (Proceedings of the National academy of sciences) una ricerca che riguarda un nanomotore formato da una molecola ad anello nella quale è infilata una molecola filiforme, alle cui estremità sono poi state poste altre due grosse molecole, per impedire all'anello di sfilarsi. Su quella filiforme ci sono due <stazioni> dove l'anello si può fermare. E con un imput luminoso è possibile spostarlo da una stazione all'altra. Una tale scoperta può essere sfruttata in molti modi: potrebbe essere un <componente> di futuri computer ultraminiaturizzati, obbedendo a una logica binaria, <sì> quando l'anello è su una stazione, <no> quando è sull'altra. L'ulteriore aspetto, molto interessante, è che in questo contesto nanometrico la luce, anche solare, produce direttamente un movimento: l'energia luminosa viene convertita in energia meccanica".
Presto il professore Balzani, pubblicherà i risultati di una seconda ricerca, compiuta insieme a colleghi dell'Università della California, che riguarda la creazione di una "presa di corrente" molecolare che imita quelle macroscopiche.
Si cerca anche di imitare la natura, in particolare la clorofilla,con l'obiettivo di giungere a una fotosintesi artificiale. "Stiamo costruendo <antenne nanometriche> capaci di assorbire e concentrare la luce, come accade nelle foglie. Il problema è creare reti di molecole in modo da riuscire ad assorbire la luce e convogliare l'energia in un punto dove avviene una separazione di cariche".
Ma con le nanotecnologie, conclude il Professore, si può fare molto altro ancora: costruire sensori in grado di rilevare la presenza di sostanze inquinanti, come mercurio nel mare o batteri negli alimenti, creare tessuti che non si bagnano, vetri autopulenti, nanorobot intelligenti in grado di viaggiare nei vasi sanguini o di rilasciare farmaci selettivi sulle cellule malate".
Quando questi progetti andranno in porto, potremmo combattere efficacemente l'inquinamento dell'aria e acqua, trovare nuove terapie, bloccare epidemie. La velocità del Web sarà di circa 10.000 volte più rapida, il volume dei computer molto minore, le memorie diventeranno stabili senza alimentazione elettrica e l'informazione sarà ubiquitaria. Imiteremo l'organizzazione della natura: la clorofilla, il sistema nervoso, i virus. Guarderemo alla cellula come a un contenitore di nanomacchine autoreplicanti.
http://www.alagoas.it




la scienza è progresso
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RoMeO
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RoMeO



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Inserito il - 11 giugno 2007 : 14:36:07  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di RoMeO Invia a RoMeO un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
Citazione:
Messaggio inserito da metodico

volentieri vi porto a conoscenza di questo articolo da noi pubblicato:

Chimica supramolecolare a Bologna

http://www.ciam.unibo.it/
"Quello che si può realizzare è stupefacente, aggiunge Balzani, abbiamo pubblicato su Pnas (Proceedings of the National academy of sciences) una ricerca che riguarda un nanomotore formato da una molecola ad anello nella quale è infilata una molecola filiforme, alle cui estremità sono poi state poste altre due grosse molecole, per impedire all'anello di sfilarsi. Su quella filiforme ci sono due <stazioni> dove l'anello si può fermare. E con un imput luminoso è possibile spostarlo da una stazione all'altra. Una tale scoperta può essere sfruttata in molti modi: potrebbe essere un <componente> di futuri computer ultraminiaturizzati, obbedendo a una logica binaria, <sì> quando l'anello è su una stazione, <no> quando è sull'altra. L'ulteriore aspetto, molto interessante, è che in questo contesto nanometrico la luce, anche solare, produce direttamente un movimento: l'energia luminosa viene convertita in energia meccanica".




Mi fate capire? il "nanomotore " descritto è un organismo vivente? di che si nutre? quanto può "vivere" prima di "spegnersi"? si puo' ammalare? su che lo faccio attecchire?
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chick80
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Inserito il - 11 giugno 2007 : 14:51:11  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di chick80 Invia a chick80 un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
Non ho letto lo specifico articolo, ma in generale si tratta di proteine, acidi nucleici o comunque molecole sintetizzate in laboratorio, nulla di vivo.

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RoMeO
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RoMeO



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Inserito il - 11 giugno 2007 : 14:59:04  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di RoMeO Invia a RoMeO un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
Citazione:
Messaggio inserito da chick80

Non ho letto lo specifico articolo, ma in generale si tratta di proteine, acidi nucleici o comunque molecole sintetizzate in laboratorio, nulla di vivo.



Quindi è ... degradabile? perchè è interessante la cosa? quanto può resistere funzionante un nanomotore del genere? se l'industria ci scommette sopra dovrà sicuramente avere delle caratteristiche di durata.
Vorrei capire i limiti di questo "coso": una radiazione che combina? il calore? il freddo intenso?
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chick80
Moderatore

DNA

Città: Edinburgh


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Inserito il - 12 giugno 2007 : 00:49:43  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di chick80 Invia a chick80 un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
Per riassumere in poche parole.... non ne ho la più pallida idea!

Sicuramente sia le proteine che gli acidi nucleici non sono resistentissimi alle alte temperature, ma sinceramente non ti so dire, dipende anche se sono complessate con altre cose etc. Bisognerebbe chiedere a qualcuno che si occupa nello specifico di queste cose.

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metodico
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Inserito il - 12 giugno 2007 : 10:56:16  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di metodico  Clicca per vedere l'indirizzo MSN di metodico Invia a metodico un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
ciao
potresti fare un giro alla Facoltà di chimica di Bologna
il link sito facoltà c'è l'hai nell'articolo che ho riportato

la scienza è progresso
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RoMeO
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RoMeO



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Inserito il - 13 giugno 2007 : 22:19:02  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di RoMeO Invia a RoMeO un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
Rinaldo, schiarisci le ombre ... o rimane un mito
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RoMeO
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RoMeO



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Inserito il - 26 giugno 2007 : 18:15:32  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di RoMeO Invia a RoMeO un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
http://www.molecularlab.it/news/view.asp?n=5319


si chiama "uppare" fare così ?
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