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PSA parametro utile per predire il cancro alla prostata ma è poco preciso

Prostata


Secondo una ricerca il livello di PSA e il tasso di variazione non consentono di prevedere il livello di letalità del tumore

Secondo uno studio svolto al Karolinska Institutet di Stoccolma, in Svezia, il livello del PSA (antigene prostatico specifico) nel sangue di un paziente al momento della diagnosi di un tumore alla prostata o la sua variazione durante lo sviluppo della malattia, non consente di prevedere in modo adeguato il suo livello di letalità.
Attualmente nonostante pazienti con un tumore prostatico localizzato e non trattato abbiano dei tassi di sopravvivenza molto alti, spesso vengono trattati ugualmente. I ricercatori hanno come obiettivo quello di trovare dei nuovi metodi che possano predire con buona certezza quali soggetti abbiano un rischio elevato di sviluppare un tumore alla prostata letale, per evitare trattamenti inutili.
Il tasso di aumento del PSA (proteina prodotta dalla prostata) prima del trattamento è stata associata alla prognosi del paziente quale fattore predittivo dello sviluppo del tumore.

I ricercatori per valutare l'accuratezza della prognosi fatta in base ai livelli di PSA, hanno analizzato il suo tasso di variazione in 267 pazienti svedesi, finlandesi e islandesi con una diagnosi di tumore alla prostata allo stadio primordiale tra il 1989 e il 1999. Questi pazienti osservati non si sono sottoposti a nessun trattamento per i primi due anni dalla diagnosi ma sono stati attentamente seguiti per valutare l'eventuale progressione del tumore. Alla fine del 2003, al termine del follow-up, 34 pazienti erano deceduti a causa del cancro prostatico, 18 avevano sviluppato un cancro metastatico ma erano ancora vivi.
Confrontando le prognosi con i valori di PSA registrati, i ricercatori hanno osservato che i valori iniziali dell'antigene prostatico specifico e il suo tasso di variazione sono realmente associati all'insorgenza successiva del tumore, ma la previsione non ha un'accuratezza sufficiente.
"Dai risultati dei nostri studi, è possibile confermare che la misurazione del PSA è associata alla prognosi del tumore della prostata e continua a essere un importante strumento di monitoraggio. Tuttavia, le prime misurazioni del PSA non aiutano molto a distinguere coloro che svilupperanno un tumore letale da coloro che hanno un rischio basso o addirittura nullo di progressione della patologia." La ricerca è stata pubblicata sulla rivista Journal of the National Cancer Institute.

Redazione MolecularLab.it (20/04/2007)
Pubblicato in Cancro & tumori
Tag: PSA, prostata
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