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Un rischio potenziale dalle coltivazioni OGM


Nuovi esperimenti riaprono il dibattito sullequilibrio ambientale

Il quarto e ultimo test sull'impatto di alcune coltivazioni OGM in un'azienda agricola in Gran Bretagna ha messo in luce alcuni effetti negativi che le nuove piante possono avere sulla fauna selvatica. L'analisi su una varietà di colza da seminare in inverno ha rivelato che la gestione della coltivazione biotech può ridurre le erbacce e i semi a disposizione di alcuni insetti ed uccelli.
Secondo gli scienziati, questi effetti potrebbero perdurare nei campi anno dopo anno. Ma i ricercatori avvertono che il quadro è piuttosto complesso, e che esistono anche circostanze nelle quali gli OGM potrebbero risultare benefici. In un confronto con la pianta convenzionale, quella biotech ha mantenuto nei campi la stessa quantità di erbacce, ma sono state osservate differenze fra i tipi di erba.
In particolare, c'erano meno erbacce a foglie larghe che attirano gli insetti e i cui semi sono importanti per diverse specie di uccello. La ricerca è stata pubblicata sulla rivista "Proceedings of the Royal Society B: Biological Sciences".
"L'analisi degli effetti degli OGM - spiega Chris Pollock, direttore del comitato scientifico dello studio - ha messo in luce la questione dell'equilibrio ambientale. Ciò che è positivo per l'agricoltore, infatti, non sempre lo è per le popolazioni di erbacce, insetti e uccelli che condividono lo stesso spazio".
Per Tony Combes, portavoce dell'Agricultural Biotechnology Council (abc), i risultati sono comunque positivi e mostrano una riduzione della quantità di erbicida necessaria per le coltivazioni OGM e una maggiore flessibilità nel suo utilizzo che potrebbe essere di beneficio ad alcuni insetti, lasciando più erbacce nel campo per più tempo.
Lo studio da 6 milioni di sterline era stato descritto come il più vasto esperimento del mondo nel suo genere, un modello per misurare l'impatto delle nuove tecniche agricole sull'ambiente. I risultati di tre altri tipi di raccolti geneticamente modificati - una varietà di colza da seminare in primavera, una barbabietola da zucchero e un tipo di mais - erano già stati pubblicati nell'ottobre 2003. Soltanto il mais era stato approvato per la commercializzazione, dietro strette condizioni.
D. A. Bohan, et al. Proc. Roy. Soc. B, 272. 463 - 474 (2005).

Fonte: Le Scienze (29/03/2005)
Pubblicato in Ecologia e Ambiente
Tag: ogm, equilibrio, ambiente
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