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Staminali, l’Italia torna a guardare al mercato globale


Il risultato più probabile, se non è forse opportuno parlare di mancato business, è la fuga dei cervelli. Ora che il referendum ha definitivamente bloccato la ricerca sulle staminali embrionali nel no

Il risultato più probabile, se non è forse opportuno parlare di mancato business, è la fuga dei cervelli. Ora che il referendum ha definitivamente bloccato la ricerca sulle staminali embrionali nel nostro paese, si torna a guardare a cosa accade all’estero. Nel Regno Unito per esempio sono già 670 gli studi pubblicati sulle cellule staminali di tipo embrionale dal 2001, anno in cui la procedura è stata autorizzata, a oggi. Il gap aumenta se si confronta l'Italia con gli Usa e altri paesi europei. Sono in tanti a lavorare e a sperimentare le staminali embrionali, le cellule ‘totipotenti’ in grado di trasformarsi in qualsiasi tessuto organico. Tutto questo non crea necessariamente situazioni scabrose: di staminali embrionali importate dall’Australia, ad esempio, fa uso da quando è entrata in vigore la legge 40 il Laboratorio sulle malattie neurodegenerative della statale di Milano dove si stanno compiendo studi sulla Corea di Huntington, malattia genetica incurabile.
Ci sono sul mercato mondiale 82 compagnie biotecnologiche impegnate nella creazione di cellule staminali terapeutiche, alcune già quotate nelle borse internazionali, in grado di stare sul mercato vendendo staminali agli istituti di ricerca di tutto il mondo. Il dato viene da Kalorama information, una compagnia di business intelligence che fornisce informazioni ai decision maker in settori come farmacologia e biotecnologia. Trentadue invece sono i fornitori di beni quali particolari reagenti dell’indotto di quest’industria della cellula staminale.
Oltre che ricorrere agli embrioni congelati inutilizzati delle numerose ‘banche’, queste compagnie sono in grado anche di creare in laboratorio blastocisti, ovvero uno stadio preembrionale della cellula a cinque giorni dalla sua fecondazione, attraverso tecniche di clonazione. La staminale totipotente si trova infatti nella cavità delle blastocisti create in laboratorio con la tecnica Cnr (cell nuclear relacement), sperimentata da Ian Wilmut con la pecora Dolly. Un altro rapporto di una società londinese analoga indica le prospettive future degli enginereed tissues (riparazione e rigenerazioni in vitro con staminali di tessuti organici danneggiati): 5 miliardi di dollari di mercato in tutto il mondo. Ammonta già oggi invece a 26,6 miliardi di dollari (dovrebbe giungere alla sbalorditiva cifra di oltre 56 miliardi nel 2010 e 96 nel 2015) il mercato della cell therapy, terapia cellulare, secondo Reasearch and Markets: trapianti in vivo di cellule staminali (embrionali o adulte, sia umane che animali per xenotrapianto) ad uso terapeutico. Una tecnica che potrebbe soppiantare il trapianto di organi da donatori con possibilità di rigetto inferiori. Il trapianto di cellule ematopoietiche (staminali adulte che si trasformano in sangue) è già una realtà per i leucemici e ha preso il posto del trapianto di midollo, più complesso per la difficoltà a reperire l’organo.
Fra le aziende impegnate su questa frontiera, la Advanced cell technology, di Worcester nel Massachussettes. E’ una delle aziende biotech leader: produce cellule staminali embrionali e avvia importanti ricerche in campo medico. Ha 300 brevetti su tecniche di medicina rigenerativa e tecnologia di staminali embrionali. Ha un progetto di ricerca ambizioso: riuscire a riportare allo stadio embrionale una cellula adulta per trasformarla in embrionale totipotente. Geron, una compagnia biotech californiana, ha un programma di ricerca sulle staminali embrionali. E’ già riuscita a ottenere neuroni dopaminergici e oligodendritici da staminali embrionali. In collaborazione con l’università di California le cellule sono state impiantate in ratti paraplegici con danni alla spina dorsale che hanno mostrato segni di miglioramento. Oltre a queste, Geron (che ha investivo in Ricerca e sviluppo qualcosa come 85 milioni dollari) ha ricavato dalle staminali embrionali, cellule miocardiche, derivati di insulina, osteoblasti (la cui insufficienza causa l’osteoporosi) ed ematopoietiche (per le malattie del sangue). Le nuove cellule sono state impiantate in modelli animali e si stanno monitorando i risultati. Nei progetti di Geron anche le cellule "crondocitri" per l’osteoartite, ricavabili anch’esse dalle staminali embrionali.

Fonte: LaRepubblica (20/06/2005)
Pubblicato in Analisi e Commenti
Tag: staminali, referendum
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