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Molecole antistress scoperte da universita' Urbino


Due nuove molecole che potrebbero essere utilizzate nella preparazione di farmaci antistress non a base di cannabinoidi, e piu selettivi, sono state sintetizzate nei laboratori dell Istituto di chim

Due nuove molecole che potrebbero essere utilizzate nella preparazione di farmaci antistress non a base di cannabinoidi, e piu' selettivi, sono state sintetizzate nei laboratori dell' Istituto di chimica dell' Universita' degli Studi di Urbino 'Carlo Bo', nell' ambito di una ricerca internazionale pubblicata dall' ultimo numero della rivista scientifica 'Nature'. La ricerca e' stata condotta insieme all' Universita' di Parma e agli atenei statunitensi di Georgia, California e Brown University.
I risultati conseguiti sono stati illustrati questo pomeriggio a Urbino dal preside della facolta' di farmacia Giorgio Tarzia, dal prorettore Mauro Magnani, e da un gruppo di docenti e ricercatori (Andrea Duranti e Andrea Tontini quelli che hanno collaborato allo studio).
Lo stress e' notoriamente una reazione di adattamento del corpo a un cambiamento fisico o psichico, una risposta biologica specifica ad una richiesta ambientale. La ricerca e' scaturita da alcune evidenze sperimentali che facevano supporre che l' inibizione del dolore in condizioni di stress poteva dipendere anche dal rilascio di sostanze non oppioidi di natura non accertata.
Lo studio pubblicato su 'Nature' ha dimostrato che nell' analgesia da stress sono coinvolti due derivati dell' acido arachidonico - 2-arachidonilglicerolo (2-AG) e anandamide (AEA) - che, prodotti naturalmente dal nostro organismo, esercitano un' azione di tipo cannabinoidico per interazione con specifici recettori.
Nei laboratori dell' Istituto di chimica farmaceutica dell' ateneo feltresco sono state sintetizzate due nuove molecole (URB602 e URB597) che si sono dimostrate in grado di prevenire selettivamente la degradazione dei due derivati da parte di enzimi specifici. E quindi di prolungare l' assenza di dolore.
Una scoperta che potra' portare a produrre dei farmaci capaci di trattare il dolore e i disordini collegati allo stress senza dover ricorrere ai cannabinoidi. I risultati della ricerca sono stati inclusi in una nuova domanda di brevetto presentata negli Usa e in altri paesi, compresi Giappone, Cina e Corea, premessa di un accordo interistituzionale fra gli atenei che hanno preso parte alla ricerca.
''I cannabinoidi - ha spiegato il prof. Tarzia - imitano l' azione di sostanze gia' presenti nel nostro organismo e che agiscono come antidolorifici e antistress. Noi abbiamo scoperto la componente finora ignota che serve per sintetizzare gli analgesici, per poter arrivare a farmaci che possano contrastare il dolore e lo stress solo dove e quando si manifestano, senza effetti collaterali su altre parti del nostro organismo''.
''Un risultato molto importante - ha concluso il prorettore - che dimostra sia l' importanza del lavoro di squadra nella ricerca scientifica, sia che l' Universita' di Urbino continua a svolgere attivita' eccellenti e riconosciute in ambito internazionale''.

Fonte: Ansa (26/06/2005)
Pubblicato in Biochimica e Biologia Cellulare
Tag: stress
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