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Il neurone come “cellula pensante”


Il riconoscimento di una persona o di un oggetto può dipendere da una sola cellula cerebrale

I turisti sono in grado di identificare la celebre struttura architettonica dell’Opera di Sydney guardandola da qualsiasi angolazione. Gli appassionati di cinema riconoscono un attore o un’attrice anche sotto un ingombrante costume o in una caricatura disegnata. Persino le lettere di un nome evocano un concetto negli occhi della mente. Ma come fa il cervello a tradurre immagini visive diversissime fra loro o persino astratte in un concetto singolo, riconoscibile istantaneamente e in modo conforme? Un gruppo di ricercatori, guidato da neuroscienziati dell’Università della California di Los Angeles e del California Institute of Technology di Pasadena, ha scoperto che il processo comincia con un singolo neurone.
In uno studio pubblicato sul numero del 23 giugno della rivista “Nature”, gli scienziati scrivono che i singoli neuroni sono in grado di riconoscere persone, paesaggi, oggetti e persino scritte e nomi.
La scoperta suggerisce l’esistenza di un codice coerente ed esplicito che potrebbe svolgere un ruolo nella trasformazione delle rappresentazioni visive complesse in ricordi a lungo termine e più astratti.
“Questa concezione dei singoli neuroni come ‘cellule pensanti’ - spiega il neurochirurgo Itzhak Fried - rappresenta un importante passo verso la decifrazione del codice cognitivo del cervello. Se riuscissimo a comprendere questo processo, forse un giorno saremo in grado di costruire protesi cognitive per sostituire le funzioni andate perdute a causa di lesioni cerebrali o di malattie, e forse addirittura per migliorare la memoria”.
Fried e il collega Christof C. Koch hanno mostrato fotografie di personaggi celebri, paesaggi, animali ed oggetti ad alcuni volontari e hanno registrato le risposte del lobo temporale mediale, che svolge un ruolo fondamentale nella memoria umana ed è una delle prime regioni colpite nei pazienti con il morbo di Alzheimer. Hanno così scoperto, per esempio, che un singolo neurone nell’ippocampo posteriore sinistro di un soggetto rispondeva alle immagini dell’Opera di Sydney e anche alla frase “Sydney Opera”, ma non ad altre scritte come “Torre Eiffel”. Lo stesso fenomeno avveniva in un altro soggetto per le immagini dell’attrice Halle Berry, anche se in costume o in caricatura, ma non per altri attori e attrici.

Fonte: Le Scienze (29/06/2005)
Pubblicato in Medicina e Salute
Tag: neurone, pensiero
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