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Rigenerare il cuore post infarto

Attacco cardiaco


La stimolazione di cellule staminali, già residenti nel cuore, attraverso la proteina HMGB1, determina nei topi il recupero funzionale del cuore a seguito di un infarto. Questa la scoperta emersa da u

La stimolazione di cellule staminali, già residenti nel cuore, attraverso la proteina HMGB1, determina nei topi il recupero funzionale del cuore a seguito di un infarto. Questa la scoperta emersa da una ricerca scientifica a cui ha lavorato un'équipe di ricercatori dell'Istituto Dermopatico dell'Immacolata di Roma con il Centro Monzino e il San Raffaele di Milano e il New York Medical College di Valalla.
La proteina HMGB1 era già stata identificata all'Istituto S. Raffaele di Milano come "ultimo grido" delle cellule morenti, e richiamo per le cellule staminali. La ricerca è proseguita ed ora si è visto che HMGB1 è in grado di far rigenerare il cuore dopo l'infarto.
I ricercatori coordinati da Maurizio C. Capogrossi, Direttore del Laboratorio di Patologia Vascolare dell'IDI, hanno dimostrato che la somministrazione di HMGB1 nel cuore di topini, subito dopo l'infarto, promuove la formazione di nuove cellule cardiache e soprattutto determina un recupero funzionale del cuore stesso.
L'infarto è conseguente all'occlusione improvvisa e prolungata di un'arteria coronaria; questo evento determina la morte delle cellule del cuore che ricevevano il sangue attraverso la coronaria occlusa.
Il cuore è un organo con una limitata capacità rigenerativa, e la morte cellulare causata dalla mancanza di sangue ossigenato costituisce un danno che normalmente non si ripara da solo. La parte di cuore danneggiata è sostituita da tessuto fibroso incapace di contrarsi, e quindi il cuore funziona molto peggio come pompa per il sangue. Il paziente può morire dopo giorni o mesi anche se supera l'evento acuto dell'infarto, perché sviluppa insufficienza cardiaca cronica. Nonostante i miglioramenti degli ultimi anni, l'infarto rimane la principale causa di morte della popolazione adulta dei paesi occidentali ed è responsabile di circa il 30% di decessi, la metà dei quali dopo l'arrivo del paziente in ospedale. L'uso di cellule staminali è stato proposto di recente come terapia per promuovere il recupero della funzionalità cardiaca.
Oggi sappiamo anche nel cuore sono presenti cellule staminali, che però di solito non ce la fanno a rigenerare sufficientemente il cuore danneggiato dall'infarto. La cura dell'infarto con cellule staminali (che oggi comunque è sperimentale) richiede l'iniezione di cellule staminali aggiuntive, che devono essere prelevate dal midollo osseo e reintrodotte nel paziente. Invece, HMGB1 aiuta le cellule staminali già residenti nel cuore ad aumentare di numero e a diventare cellule cardiache, e in linea di principio semplifica moltissimo la procedura. In ogni caso, l'applicazione clinica dei risultati di questa ricerca dovrà attendere 3-5 anni per confermare la sua sicurezza ed efficacia nell'uomo, oltre che nei topi di laboratorio.

Fonte: Ansa (20/10/2005)
Pubblicato in Biotecnologie
Tag: infarto, cuore, HMGB1
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