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15 geni predicono l'aggressività del tumore al polmone

Cromosoma X


Identificando la firma genetica di 15 geni sarà possibile trattare adeguatamente i pazienti, risparmiando la chemioterapia a chi non ne trarrebbe vantaggio

Uno studio condotto all'Università di Toronto ha stabilito che esistono 15 geni che predicono la gravità del tumore al polmone. Analizzando questi geni, sarà possibile sapere quali pazienti avranno dei benefici dalla chemioterapia postoperatoria. I 15 geni identificati riescono a predire l'aggressività del tumore polmonare al primo stadio non a piccole cellule (l'80% dei casi) e in questo modo i medici potranno identificare con certezza quali pazienti svilupperanno il cancro in forma meno aggressiva, evitando loro di sottoporsi alla chemioterapia ed evitando di conseguenza tutti i gravi effetti collaterali che causa. La ricerca è stata condotta su 482 pazienti, con lo scopo di verificare l'efficacia di un farmaco antitumorale in pazienti già operati. Conducendo un'analisi genetica sul tessuto neoplastico di 133 di questi pazienti, i ricercatori hanno scoperto per la prima volta i 15 geni che, in associazione, potevano predire la risposta dei pazienti alle terapie.
Inizialmente, gli esperti hanno identificato la “firma genetica” dei 15 geni in 62 pazienti che non si erano ancora sottoposti a chemioterapia adiuvante, e l'hanno usata per identificare i pazienti che, potenzialmente, avevano la forma più aggressiva di tumore (31 pazienti) e chi più trattabile (gli altri 31). In seguito, la firma genetica è stata applicata a 71 pazienti sottoposti a chiemioterapia. In questo modo hanno scoperto che i pazienti i cui 15 geni indicavano la presenza di una forma tumorale più aggressiva avevano notevoli benefici dalla terapia (67% riduzione rischio mortalità), mentre i pazienti i cui geni indicavano una forma più blanda, non traevano benefici dalla chemio (il rischio mortalità rimaneva costante).
Il professor Tsao Ming, ordinario di medicina di laboratorio e patobiologia presso l'Università canadese, e autore principale dello studio ha spiegato: “Non tutti i pazienti ottengono benefici dalla chemioterapia e non tutti ne hanno bisogno dopo l'intervento chirurgico. Sapendo in anticipo che un paziente ha una firma genetica che indica una forma più aggressiva di cancro e che le sue possibilità di guarigione possono essere incrementate con la chemioterapia, si offre ai pazienti e ai loro medici un quadro più chiaro sul trattamento postoperatorio da seguire”.
I risultati di questa scoperta sono stati resi noti al congresso della Società Americana di Oncologia, in corso a Chicago.

Redazione MolecularLab.it (03/06/2008)
Pubblicato in Genetica, Biologia Molecolare e Microbiologia
Tag: chemioterapia, polmone
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