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Dai vulcani le prime molecole della vita

Una sonda analizza atmosfera di un pianeta


A 50 anni di distanza l'esperimento di Miller sorprende ancora

Il famoso esperimento di Miller risale oramai a più di 50 anni fa. Nel 1953 Stanley Miller, allievo del Nobel Harold Hurey, ideò e condusse un esperimento destinato a rimanere nella storia. Per dimostrare che ne condizioni ambientali primitive potevano portare a generare i composti fondamentali della vita egli costruì uno strumento composto da un pallone di vetro e tubicini nei quali fece circolare metano, ammoniaca, idrogeno e vapore acqueo e vi fece scoccare delle scintille con lo scopo di simulare le scariche elettriche dei fulmini nella terra primordiale.
Secondo il disegno sperimentale le scariche elettriche avrebbero dovuto avviare delle reazioni chimiche che avrebbero portato alla creazione dei precursori della vita, ed in effetti all'analisi successiva del liquido ottenuto nello strumento Miller riuscì ad individuare 12 aminoacidi, i mattoni base delle proteine.
La scoperta destò allora scalpore, venne pubblicata sulla rivista Science ed entrò a pieno titolo nella storia della biologia, venendo citata da allora in ogni libro di testo.
Oggi, a 50 anni di distanza, Jeffrey Bada, ora ricercatore alla Scripps Institutions of Oceanography a San Diego (California) e ultimo studente di Miller, del quale ha conservato le 11 provette contenenti i risultati dell'esperimento di Miller, ha deciso di analizzare nuovamente quei campioni, e grazie alle strumentazioni più avanzate ora disponibili, è stato in grado di verificare la presenza di non 12 bensì 22 aminoacidi, originatisi durante l'esperimento.
Bada ha inoltre scoperto tra le carte di Miller i risultati di altri due esperimenti mai pubblicati, a favore della diffusione per più famoso e significativo.
Poichè i gas utilizzati da Miller nel suo esperimento sono quelli comunemente prodotti dall'attività vulcanica, l'esperimento conferma ancora una volta che da questi fenomeni geologici si siano potuti generare gli elementi essenziali dai quali si è poi sviluppata la vita e che sono stati una delle varie nicchie, tra le più importanti, in cui la biologia si è potuta sviluppare.
I risultati delle nuove analisi dei campioni di Miller saranno pubblicati sulla rivista Science, e danno il via ad altre ricerche volte alla creazione in laboratorio di una cellula vivente, ma anche se queste ricerche avranno successo, non sarà mai possibile sapere se la natura ha seguito lo stesso percorso degli scienziati.

Redazione MolecularLab.it (20/10/2008)
Pubblicato in Biochimica e Biologia Cellulare
Tag: Miller, origine vita, Hurey, vita
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