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C’è un meccanismo genetico alla base della «sinestesia»


Quando i sensi si mescolano..

Quando Matt Jones impasta con le mani gli hamburger, preferisce un vivido gusto amaro in bocca. Quando Jeff Coleman osserva numeri stampati in inchiostro nero, li vede come se fossero colorati con sfumature diverse. Matt e Jeff appartengono a un gruppo di persone, peraltro del tutto normali, affette da «sinestesia». Per loro, i cinque sensi anziché rimanere separati si mescolano e si confondono. Per molti anni il fenomeno è stato considerato una truffa, o, al limite una raffinata tecnica poetica cara a Baudelaire e ai suoi seguaci; solo da quattro anni fa si esaminano in modo scientifico i sinesteti. Il primo problema fu quello di determinare se ciò che essi percepiscono sia realmente una percezione. Se osserviamo una serie di numeri 2 sparsi in mezzo a numeri 5 dello stesso colore, le immagini tendono a fondersi.
I ricercatori nei loro esperimenti hanno disposto i numeri 2 in modo da formare un triangolo: se la sinestesia fosse un effetto sensoriale autentico, i soggetti avrebbero dovuto vedere facilmente il triangolo poiché, ai loro occhi, i numeri sarebbero apparsi colorati. Nel 90% dei casi i sinesteti hanno descritto correttamente l’immagine. Ciò dimostra che questi effetti sono autentiche percezioni. La spiegazione potrebbe essere l’attivazione incrociata causata da una mutazione genica: zone cerebrali adiacenti si inibiscono causando la stimolazione di un’area vicina. Questo complesso meccanismo, non ancora chiaro, dà origine a diverse forme di sinestesia a seconda della regione cerebrale in cui il gene mutato è espresso. Si è evidenziata una ricorrenza familiare e sembra più comune nelle donne e nelle persone creative. Una capacità molto diffusa tra gli individui sinesteti, è la propensione all’uso di metafore («E’ l’Oriente, e Giulietta è il sole» - «Stava con gli orecchi levati per vedere»). E’ come se il cervello di queste persone fosse strutturato in modo da creare collegamenti tra concetti apparentemente lontani. Come la sinestesia determina la creazione di legami fra sensi diversi, così la metafora unisce idee slegate tra loro. Era inimmaginabile che lo studio della sinestesia, considerata una conseguenza dell’uso di stupefacenti, potesse dare un contributo a comprendere l’organizzazione e le funzioni del cervello umano.

Fonte: Tuttoscienze (01/04/2004)
Pubblicato in Genetica, Biologia Molecolare e Microbiologia
Tag: sinestesia, meccanismo
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