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Nanoparticelle a caccia di proteine batteriche

Iniezione di nanobots


Messa a punto una nuova tecnologia per la cattura e l'identificazione di proteine esposte sulla superficie delle cellule batteriche per lo sviluppo di antibiotici e vaccini

Uno studio multidisciplinare, coordinato da un gruppo del Dipartimento di Bioscienze della Statale, mette a punto una nuova tecnologia per "catturare" le proteine sulla superficie dei batteri, molto promettente per lo sviluppo di nuovi antibiotici e vaccini.

In uno studio multidisciplinare finanziato da Fondazione Cariplo, Commissione Europea e Fondazione per la Ricerca sulla Fibrosi Cistica (Verona) e coordinato da Giovanni Bertoni del Dipartimento di Bioscienze dell'Università degli Studi di Milano, in collaborazione con Francesco Bonomi e il suo gruppo al DeFENS (sempre all'Università degli Studi di Milano), Pierluigi Mauri dell'Istituto di Tecnologie Biomediche (CNR-ITB; Segrate) e Alessandra Bragonzi dell'Ospedale San Raffaele, è stata messa a punto una nuova tecnologia per la cattura e l'identificazione di proteine esposte sulla superficie delle cellule batteriche.

Le proteine esposte sulla superficie delle cellule batteriche sono le prime ad essere viste dal sistema immunitario.
Inoltre giocano un ruolo chiave nel processo di infezione, nella virulenza ed in generale nella fisiologia batterica. Una loro accurata identificazione permette di accelerare lo sviluppo di nuovi antibiotici e di vaccini atti a contrastare le infezioni batteriche.

Questa procedura messa a punto nello studio appena pubblicato su PlosOne fa uso di nanoparticelle magnetiche derivatizzate capaci di stabilire legami covalenti con le proteine. Una volta che si adagiano sulla superficie di cellule intere, le nanoparticelle "catturano" covalentemente proteine adiacenti che vengono poi identificate mediante tecniche di spettrometria di massa. In un test comparativo, questa tecnica si è rivelata più efficiente ed accurata nell'identificare nuove proteine di superficie rispetto a procedure precedenti.

La metodologia di cattura di proteine di superficie mediante nanoparticelle – già prontamente applicabile ad altri batteri patogeni - è stata a messa a punto nello specifico su Pseudomonas aeruginosa, un importante patogeno opportunista umano.

Leggi l'articolo scientifico
Davide Vecchietti et l. (2012) "Analysis of Pseudomonas aeruginosa Cell Envelope Proteome by Capture of Surface-Exposed Proteins on Activated Magnetic Nanoparticles". PLOS ONE. doi:10.1371/journal.pone.0051062

Redazione MolecularLab.it (14/12/2012)
Pubblicato in Biochimica e Biologia Cellulare
Tag: glicoproteine, nano, Pseudomonas, batteri, antibiotici, proteine, vaccini
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