Re: La mia esperienza.
nella cultura italiana il cancro probabilmente e' ancora considerato "il brutto male" innominabile, e c'e' ancora un comportamento di evitamento per quanto riguarda il parlarne inpubblico...anche se viene colpito un personaggio famoso, le notizie restano nel vago,,,,vedi il caso Pavarotti... che pure ha avuto abbastanza coraggio ed ha rilasciato interviste dopo l'intervento.. negli Stati Uniti al nostro cantante si sarebbe gia' aperta una seconda carriera, come testimonial per gruppi di supporto e per aumentare la pubblica "awareness" ed i finanziamenti alle associazioni che aiutano i pazienti... comunque e' molto difficile monitorare l'efficacia dei trattamenti contro il cancro. Il tumore al seno ha un periodo di latenza lungo, e anche dopo dieci anni di apparente remissione possono comparire metastasi...nel tumore del colon sono a rischio soprattutto i primi tre anni, ma le recidive possono comparire anche dopo 5-6 anni... e' facile verificare se una terapia opera una riduzione rapida di un tumore in fase attiva, ma questo non significa affatto vincere la malattia nel lungo termine... per quanto riguarda poi il MDB, pazienti e medici, tutti insieme, sono riusciti ad "inquinare le prove di efficacia" come meglio non si poteva fare..... uote]RoMeO ha scritto: La mia esperienza. Sono entrato in contatto per esigenze familiari col Metodo di Bella nell'anno 2003. In quel periodo mi ponevo pił o meno gli stessi interrogativi che si pongono Marta e altre persone con cui ho avuto modo di parlare tra queste news e nel forum di Molecularlab. La curiositą personale, un senso di giustizia, la constatazione "de visu" di alcuni casi mi hanno portato ad approfondire sempre di pił l'argomento. La frequentazione di entrambi i due congressi della SIBOR (Bologna 2004 - MILANO 2005) hanno contribuito a chiarirmi molteplici aspetti della vicenda. Alcune risposte alle domande del tipo "ma perchč i pazienti in cura non portano la loro esperienza?" le ho trovate nei self service dei congressi, mangiando un panino assieme a pazienti che erano venuti a sentire i relatori. Ricordo una paziente Anconetana, un tumore al seno ormai stabilizzato. Il suo medico era di Verona (non proprio dietro l'angolo di casa ...) Mi dimostrai sorpreso chiedendole come mai non preferisse andare da un medico di mia conoscenza sicuramente molto pił comodo per lei da raggiungere. Mi guardava quasi-divertita del mio stupore: vedeva il suo medico 2 volte l'anno. Queste visite erano diventate come una sorta di "scampagnata" di rito. La signora non aveva mai scritto su nessun sito anche se era al corrente della loro esistenza. Ho pensato che per evidenti ragioni la patologia tumorale colpisca in numero maggior [..]
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