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Oltre 20 milioni di morti per Aids nel mondo dal 1981 a oggi.


Si infetta un italiano ogni 2 ore, uno su 20 e over 60

Solo nel 2003 il virus dellHiv ha infettato 4,8 milioni di persone e ne ha uccise 2,9 milioni. In Occidente i nuovi casi di sieropositivita registrati lo scorso anno sono stati piu di 64 mila, ma e nellAfrica sub-sahariana che si concentrano i due terzi dei 37,8 milioni di abitanti del pianeta colpiti dallinfezione. Dellsos epidemia nei Paesi in via di sviluppo, e delle possibili soluzioni, si parlera domani a Varese durante un convegno promosso dallAssociazione Amici di monsignor Emilio Patriarca. LOnlus, fondata nel 1999, ha ricevuto nel 2003 il Premio per la pace della Regione Lombardia. Attiva nello Zambia - riferisce una nota - in cinque anni ha realizzato progetti per oltre un milione di euro e ha in programma una nuova iniziativa dedicata allinfanzia. Levento Aids in Africa: e proprio impossibile combatterla? (universita dellInsubria, 14.30) e patrocinato tra gli altri dalla Regione Lombardia e sostenuto dal gruppo farmaceutico tedesco Boehringer Ingelheim che nel 2000, insieme ad altre multinazionali del farmaco, ha firmato un accordo con le organizzazioni delle Nazioni unite e la Banca Mondiale per rendere i medicinali anti-Hiv accessibili anche ai malati dei Paesi in via di sviluppo. Il congresso varesino si chiudera con un concerto del coro Lift your voice gospel di San Donato Milanese.

Si infetta un italiano ogni 2 ore, uno su 20 e' over 60
Di Aids in Italia si muore di meno. E cosi il livello di guardia si abbassa e ci si ammala di piu. Da 3.500 nuove infezioni lanno si e passati infatti a circa 4 mila: una ogni due ore. Tra i nuovi sieropositivi tornano gli omosessuali che non danno importanza ai primi campanelli dallarme, crescono gli eterosessuali e compaiono i pazienti coi capelli bianchi: oggi un contagiato su 20 ha piu di 60 anni. Persone insospettabili - dicono gli esperti - vedovi e vedove benestanti e dalla vita apparentemente tranquilla, che viaggiano molto alla ricerca di sensazioni forti e non prendono precauzioni perche pensano che alla loro eta non valga la pena di proteggersi. E poiche la meta di chi contrae lHiv non lo sa fino a quando non entra in Aids conclamato, questi malati sono delle mine vaganti.
A fotografare lItalia dellAids sono gli esperti riuniti oggi a Milano per presentare il XVIII Convegno nazionale Anlaids, al via domenica neel capoluogo lombardo alla presenza del ministro della Salute, Girolamo Sirchia. Linfezione e cambiata - ha spiegato Fernando Aiuti, presidente Anlaids - e il pericolo e che lHiv fa meno paura. Le difese si sono ridotte, ha confermato in collegamento telefonico Giovanni Rezza, responsabile epidemiologo del Dipartimento Malattie infettive dellIstituto superiore di sanita (Iss), e si calcola che, dei 110-130 mila sieropositivi che vivono nella penisola, solo 40 mila seguono una terapia. Gli altri, un esercito di persone infettate, ignorano la propria condizione. Le terapie anti-retrovirali hanno ridotto i numeri dellAids - ha proseguito Rezza - Dal 1995 ad oggi si e passati da 4.500 casi conclamati a circa 2 mila e da 12 mila nuovi contagi a circa 4 mila. Ma nel numero di nuove infezioni si assiste purtroppo a una leggera tendenza alla diffusione epidemica. Si osserva una lenta ripresa, una graduale espansione a macchia dolio - ha confermato Mauro Moroni, direttore del Dipartimento di Malattie infettive allospedale Sacco di Milano - Ed e preoccupante anche per le casse del Ssn, se si pensa che a questo ritmo, tra 10 anni, avremo 41 mila nuovi sieropositivi. Per questo, ha sottolineato lo specialista, e davvero fondamentale investire in prevenzione. Iniziando dai giovani, ha precisato Massimo Galli dellUniversita Statale milanese, per arrivare agli anziani. Le compagnie di viaggio ci dicono che gli over 60, magari vedovi, sono un ottimo mercato. Vanno allestero per fare esperienze mai fatte, senza preoccuparsi delle conseguenze. Un esempio? Mi e capitato un paziente di quasi 70 anni al quale avevo fatto una diagnosi di Hiv e che mi ha detto: Alla mia eta, pensando al periodo di incubazione del virus e ai nuovi farmaci, perche avrei dovuto proteggermi?. Gli esperti hanno infine ricordato gli ultimi dati del Centro operativo Aids (Coa) dellIss. Dal 1982 al 30 giugno 2004 si sono registrati in Italia 53.686 casi di malattia conclamata (77,7% uomini, 1,4% bambini e 6% stranieri) con 34.179 morti (64%). Particolarmente allarmante la situazione lombarda: la provincia di Milano ha piu casi della Svizzera, per soli 2 mila casi non raggiunge la Gran Bretagna e per 4 mila la Germania.

Aids: i ragazzi lo temono meno del cancro, sondaggio a Milano
L'Aids e al secondo posto nella classifica delle loro angosce, subito dopo il terrorismo. Ma se pensano anche alle altre malattie, non hanno dubbi: i tumori fanno piu paura dellHiv. I ragazzi italiani abbassano la guardia e davanti alla probabilita di un contagio si sentono al sicuro: quasi la meta (45% circa) ritiene che, in una scala da uno a cinque, il proprio rischio di ammalarsi sia pari a uno. Lo rivela un sondaggio condotto da Anlaids in 12 scuole superiori di Milano. Ma i risultati, assicurano gli esperti, sono indicativi per tutta la penisola. La ricerca, che ha analizzato 728 questionari, e stata illustrata oggi alla vigilia del XVIII Convegno nazionale Anlaids, al via domenica allHotel Quark del capoluogo lombardo. Tra le varie patologie quella piu temuta e il cancro (29,3%). LAids e al secondo posto con il 25,4%, seguito da malattie mentali (17,1%), epatite (8,1%), obesita (6%), anoressia (5,1%), malattie della pelle (4,7%) e tbc (4,4%). A parte il calo di attenzione preoccupante, ha commentato il professor Massimo Galli delluniversita Statale di Milano, i ragazzi doggi mostrano una buona conoscenza dellAids e delle misure di prevenzione per evitarlo, il profilattico prima di tutto (e utile per il 95% del campione). E benche rimanga uno zoccolo duro di giovani convinti che i sieropositivi abbiano delle colpe (secondo il 5,9% se la sono cercata) e che frequentarli sia molto pericoloso (15,9%), in generale i ragazzi hanno meno pregiudizi. Un dato su tutti: Il 99% sa che abbracciando una persona malata non si corre alcun pericolo. Quanto al preservativo, l82,9% dice di saperlo usare e il 93,1% non lo considera contro la religione.

Fonte: AdnKronos (29/11/2004)
Pubblicato in Medicina e Salute
Tag: Aids, hiv
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