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Al Tar Lazio due ricorsi contro linee guida legge 40


Presentati oggi due ricorsi al Tar del Lazio contro le linee guida emanate dal ministro della Salute, Girolamo Sirchia, della legge sulla procreazione medicalmente assistita. Ad avanzare la richiesta

Presentati oggi due ricorsi al Tar del Lazio contro le linee guida emanate dal ministro della Salute, Girolamo Sirchia, della legge sulla procreazione medicalmente assistita. Ad avanzare la richiesta di sospensiva e una coppia affetta da malattia genetica e tre centri medici, ovvero il Demetra di Firenze, il Cerva di Milano e lunita di Medicina della Riproduzione Hera di Catania. Laccusa mossa alle linee guida, presentata oggi in una conferenza stampa a Montecitorio, e di aver operato unulteriore chiusura rispetto alla legge gia ampiamente restrittiva in materia di fecondazione assistita e, in particolare, di aver reso assoluto il divieto di effettuare la diagnosi genetica pre-impianto, rendendo contrastanti, con quanto gia disposto dalla legge, gli obblighi a carico dei medici. I due ricorsi avanzati, e sostenuti da alcune associazioni a tutela di malati e di coppie infertili, differiscono dal caso del tribunale di Catania del 3 maggio scorso che obbligava una donna talassemica a trasferire gli embrioni anche qualora la diagnosi genetica di pre-impianto avesse confermato la diagnosi di talassemia. Questa volta, infatti, i due ricorsi non riguardano la legge 40 ma le linee guida, colpevoli di non ammettere affatto la diagnosi pre-impianto e di aver modificato pertanto alcuni articoli della legge voluta da Sirchia confondendone ulteriormente linterpretazione. Secondo il testo delle linee guida, infatti, lunica diagnosi ammessa rispetto alla salute dellembrione e quella osservazionale, non piu quella genetica, ne quella cromosomica, restringendo ulteriormente linterpretazione della legge 40.
Alla conferenza stampa di questa mattina, oltre ai rappresentanti delle associazioni, ai politici e agli esperti di fecondazione assistita, hanno preso parte anche Roberto e Ivana, la coppia che ha deciso di ricorrere al Tar contro le Linee guida siglate dal ministro Sirchia. Marito e moglie da 13 anni, 35 anni lui e 33 lei, sono partiti da Gela, in Sicilia, per portare il loro no a una legge ingiusta che non consente loro di avere il figlio tanto desiderato. Ivana e affetta da una malattia genetica del sangue, la anemia drepanocitica, il marito e portatore sano di talassemia. La probabilita di trasmettere la malattia a un figlio e del 50%: ecco perche hanno chiesto laccesso alla diagnosi genetica preimpianto e, successivamente, hanno deciso di impugnare, davanti al Tar del Lazio, le linee guida che - secondo il legale Maria Paola Costantini - travalicano la stessa legge, con ulteriori interpretazioni restrittive e quindi illegittime. Ivana, sopraffatta dallemozione, non riesce ad affrontare i giornalisti senza nascondere la timidezza. Il viso paonazzo, le mani tremanti, la voce rotta dallemozione. Sembra insicura, ma sa quel che vuole. Mio figlio non deve patire quel che ho sofferto io - afferma con decisione - io la conosco la mia malattia. I dolori improvvisi che non la fanno neanche alzare dal letto e durano ore, giorni, a volte settimane intere. Non riesce neanche a imboccarsi da sola Ivana, quando gli attacchi la colpiscono costringendola a letto. Per evitare a un figlio le stesse sofferenze, Ivana e Roberto rinunciano ad essere genitori. Poi, improvvisa, arriva la speranza, seguita, a distanza di poco, da una nuova delusione. Non conoscevo le possibilita offerte, per una coppia con i nostri problemi, dalla fecondazione in vitro - spiega Ivana, unica tra le sue tre sorelle ad essere affetta da anemia drepanocitica - prima di allora, io e mio marito avevamo deciso di non fare figli proprio per evitare loro una vita in salita. Iniziano cosi, per la coppia, visite, pratiche, contatti con gli esperti e la scoperta di avere per loro fortuna problemi di infertilita, sottolinea la diessina Katia Zanotti, commentando quanto previsto dalla legge 40 che consente solo in questi casi la fecondazione artificiale. Poi la delusione: le linee guida negano la diagnosi pre-impianto. Da qui la scelta di non arrendersi e ricorrere al Tar. Accanto a loro, tra gli altri, le organizzazioni a tutela delle coppie infertili a cui oggi i due sembrano aver portato fortuna. Nel corso della conferenza stampa arriva infatti la notizia tanto attesa: la decisione della Consulta sullammissibilita dei quesiti referendari contro la legge 40. E per Roberto e Ivana, allimprovviso, si riaccendono le speranze.

Fonte: AdnKronos (13/01/2005)
Pubblicato in Analisi e Commenti
Tag: procreazione%assistita, procreazione
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