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Piu' donazioni cordone per staminali ma strutture in rosso


Piu finanziamenti pubblici per consentire alle banche di cellule staminali da cordone ombelicale di sopravvivere. E lappello lanciato oggi alle istituzioni dalla responsabile della banca del cordon

Piu' finanziamenti pubblici per consentire alle banche di cellule staminali da cordone ombelicale di sopravvivere. E' l'appello lanciato oggi alle istituzioni dalla responsabile della banca del cordone ombelicale della regione Lazio, Gabriella Girelli: ''Le donazioni in Italia sono in aumento e sono 346 i trapianti effettuati ad oggi grazie a tale metodica, ma e' necessario - ha affermato - incentivare ulteriormente la donazione e, soprattutto, finanziare i centri, molti dei quali sono attualmente in rosso''.
Occasione per puntare i riflettori su queste strutture, e sul lavoro da loro svolto, il XVI Congresso della Societa' italiana di psicoprofilassi ostetrica (Sippo), apertosi oggi a Roma. ''Le donazioni di cordone - ha sottolineato Girelli - sono in crescita, ma bisogna sensibilizzare ulteriormente le donne e gli operatori, in particolare le ostetriche che rappresentano la pedina indispensabile''. Ma l'appello piu' urgente e' alle istituzioni, ''troppo spesso assenti'': ''Senza finanziamenti si puo' fare ben poco e al momento - ha denunciato Girelli - la situazione e' tragica''. Una banca di media proporzioni ha infatti un costo annuo di mantenimento (per la conservazione delle unita' di cordone e le analisi necessarie per l'utilizzo delle stesse) pari a circa 2 mld di vecchie lire, ma i finanziamenti sono insufficienti: ''Siamo costretti ad andare avanti con i soldi dell'azienda ospedaliera - ha sottolineato l'esperta - e avvalendoci dei contributi delle associazioni''.
Nonostante le difficolta', cresce comunque in Italia la consapevolezza dell'importanza della donazione del cordone ombelicale: Sono circa 10.000 le unita' di cordone ombelicale attualmente crioconservate presso la banca centrale a Milano e pronte per l'uso mentre, al 31 dicembre 2004, ha reso noto Girelli, i trapianti gia' effettuati, in Italia e all'estero, con unita' di cordone afferenti alla banca italiana erano 346.
La maggior parte dei quali con esito positivo.
Ma come funziona l'attivita' delle banche di cordone ombelicale? In ogni regione e' presente una banca di sangue dal cordone, con piu' punti di raccolta, i cui dati confluiscono in un'unica sede di coordinamento a Milano: si tratta del Gruppo per la raccolta e amplificazione delle cellule staminali emopoietiche (Grace), con funzioni di coordinamento e in collegamento con gli altri centri a livello mondiale. Cio' nell'interesse dei centri trapianto che, in questo modo, possono rivolgersi a uno sportello informativo unico. I dati, infatti, vengono messi in rete in un circuito internazionale, con un aggiornamento costante del database. Quanto ai metodi utilizzati, ha spiegato Girelli, ''le cellule staminali da sangue di cordone ombelicale vengono sottoposte a crioconservazione e sono finalizzate al trapianto per malattie ematologiche maligne e non, dalle leucemie e linfomi alle anemie congenite come la talassemia''. Il trapianto e' eseguibile sia su bambini che adulti ma, per questi ultimi, il problema nasce dal fatto, ha precisato l'esperta, ''che il numero di cellule staminali che si vanno ad infondere deve essere proporzionale al peso corporeo e quelle che si riescono a ottenere con il cordone sopperiscono bene alle necessita' di un bambino o adolescente, ma non sono sempre sufficienti per un adulto. Per questo la scienza sta lavorando all'obiettivo di far replicare in vitro le staminali raccolte in questo modo, per meglio sopperire alle necessita' dei pazienti adulti''.
Un riferimento, poi, anche alla questione della crioconservazione del cordone per uso personale, vietata in Italia: ''Si tratta di una pratica - ha affermato Girelli - che non ha presupposto scientifico. Si stima infatti che solo 1 persona su 20.000, e soltanto nei primi 20 anni di vita, potrebbe mai aver bisogno del proprio cordone in caso di malattia. Cio' richiederebbe dei costi enormi in mancanza di un'utilita' effettiva''. E' dunque necessario, ha concluso l'esperta, ''disincentivare le madri dal richiedere la conservazione autologa del cordone, oggi possibile all'estero, anche per non alimentare il mercato lucroso nato ad arte attorno a tale pratica''.

Fonte: Ansa (18/01/2005)
Pubblicato in Biotecnologie
Tag: cordone, staminali
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