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Testamento biologico, anche la chiesa dice si'


La Chiesa dice si al testamento in vita o living will, ovvero la possibilita di decidere preventivamente quale dovra essere il trattamento medico da subire, o non subire, e di nominare una pers

La Chiesa dice si' al 'testamento in vita' o 'living will', ovvero la possibilita' di decidere preventivamente quale dovra' essere il trattamento medico da subire, o non subire, e di nominare una persona di fiducia che possa decidere a proprio nome. E' l'indicazione data dal Cardinale Francesco Pompedda, uno dei maggiori giuristi della Curia romana, intervenuto alla trasmissione radiofonica 'Il medico delle leggi' su RAI Gr Parlamento.
''Il giudizio complessivo sul testamento in vita e' positivo sotto l'aspetto giuridico-logico ed e' anche apprezzabile nel contenuto etico-religioso - ha affermato l'alto prelato, gia' Prefetto della Signatura Apostolica e Decano della Sacra Rota Romana - e mi pare che coincida pienamente con il catechismo della Chiesa cattolica e confacente con la dottrina della Chiesa''.
Secondo Pompedda, ''questo testamento di vita in previsione dell'incapacita' del soggetto a decidere, ci dice che esso deve servire per determinare la volonta' del paziente in caso di sua malattia e anche in caso di morte. Questo - ha precisato - corrisponde a un principio fondamentale di ogni diritto umano, cioe' che ogni individuo deve poter autodeterminarsi per il trattamento sanitario da subire''. Il Cardinale ha, inoltre, sottolineato che ''la possibilita' di disporre del trattamento sanitario che uno presceglie deve essere alla portata di tutti''.
Alla trasmissione e' intervenuto anche il presidente della Commissione Sanita' di Palazzo Madama e primo firmatario del disegno di legge volto ad introdurre il 'living will' anche in Italia, Antonio Tomassini: Il testamento in vita, attualmente all' esame del Senato, ''non va confuso - ha ricordato - con l' eutanasia, ma e' il rispetto delle volonta' di autodeterminazione dell'individuo anche contro l'accanimento terapeutico. E' un percorso che puo' trovare d'accordo laici e cattolici''.
Ha invece auspicato una semplificazione delle procedure ''per consentire che il testamento biologico sia accessibile anche ai meno abbienti'' il professor Maurizio Mori, della Consulta di bioetica e docente di bioetica all'universita' di Torino. Da qui la sua proposta che i notai adempiano gratuitamente a questo ''atto di umanita'''.
Attualmente, il 'testamento in vita' e' legge negli Stati Uniti (dove e' stato sottoscritto dal 15% delle persone) e, per quanto riguarda l'Europa, in Danimarca, Olanda e Belgio.

Fonte: Ansa (03/02/2005)
Pubblicato in Percezione e problemi biotech
Tag: Testamento, Chiesa,
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