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Sondaggio, quasi meta' italiani a favore dell'eutanasia


Di questi 3 su 4 staccherebbero la spina a chi soffre

Quasi la meta' degli italiani e' favorevoli all'eutanasia (e di questi il 76% troverebbero il coraggio di farlo in prima persona) ma il 50,6% difende la vita a tutti i costi. E' il risultato del sondaggio di Donna Moderna, il settimanale diretto da Patrizia Avoledo e Cipriana Dall'Orto, nel numero in edicola in tutta Italia domani 1 aprile. Al sondaggio hanno risposto 300 persone tra i 18 e i 64 anni. Alla domanda: ''Quando una persona e' un malato terminale e nessuna cura puo' salvarlo, o e' in coma irreversibile, sei d'accordo che venga staccata la spina? il 49,5% ha risposto di si' e fra questi il 76% troverebbe il coraggio di farlo in prima persona ''se vedo che soffre molto e non c'e' piu' speranza''. Il 50,5% degli intervistati, invece, difende la vita a tutti i costi. ''Non mi stupisco che un parente chieda di avere voce in capitolo in un simile dramma, e sono d'accordo che ce l'abbia'' sostiene dalle pagine di Donna Moderna il filosofo Massimo Cacciari.
''Ma prima della sua volonta' c'e' quella del malato. Per questo sono necessarie norme che regolino il problema e consentano a chi e' interessato di dichiarare, preventivamente, che cosa vorrebbe venisse fatto nel caso si trovasse tra la vita e la morte''.
Il testamento biologico, l'alimentazione forzata da considerare terapia o atto dovuto, sono i temi su cui l'opinione pubblica e' divisa, cosi' come sono divisi gli esperti e i medici interrogati da Donna Moderna.
A sostegno si esprime Emilio Coveri, fondatore di Exit Italia, Associazione italiana per il diritto a una morte dignitosa che afferma: ''Non mi vergogno di dire che se, la legge consentisse l'eutanasia e un malato me lo chiedesse, non avrei nessuna difficolta' ad aiutarlo a morire. E io per primo, se dovessi ammalarmi di un male incurabile e doloroso, vorrei essere aiutato ad andarmene il piu' presto possibile e dolcemente''.
Anche Cinzia Caporale, presidente del comitato di Bioetica dell'Unesco, ritiene che ad ognuno di noi dovrebbe essere lasciata la liberta' di scegliere, per se stesso, anche l'eutanasia. Vorrebbe che in Italia fosse depenalizzata e propone come soluzione un testamento biologico nel quale bisognerebbe poter indicare un tutore affettivo che scelga per noi. Di parere del tutto contrario e' Francesco D'Agostino, presidente del Comitato nazionale di bioetica, secondo cui ''e' impensabile affidare a qualcuno il potere di dare la morte ad altri. Anche nei casi piu' strazianti. Si corre il rischio di non fermarsi piu' e di ritrovarsi in una societa' in cui chi e' sano ha diritto di vivere e chi e' malato puo' anche essere soppresso''.
Dal punto di vista medico, Giuseppe Del Barone, presidente della Federazione nazionale chirurghi invece sottolinea invece che ''solo un medico puo' decidere se c'e' accanimento terapeutico. Un parente del paziente non puo' certo sostituirsi a lui e fare una diagnosi da se'''.

Fonte: Ansa (01/04/2005)
Pubblicato in Percezione e problemi biotech
Tag: eutanasia
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