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Un rapporto parlamentare controverso


Le coppie fertilizzate in vitro (fiv) dovrebbero poter scegliere il sesso dei nascituri

Le coppie che si sottopongono al procedimento di fertilizzazione in vitro (fiv) dovrebbero poter scegliere il sesso dei nascituri, in modo da ottenere una famiglia "bilanciata". E' quanto afferma un controverso rapporto presentato il 24 marzo al parlamento britannico, che ha spaccato in due la stessa commissione parlamentare che lo ha redatto, il comitato scienza e tecnologia.
Il rapporto suggerisce inoltre che embrioni umani possano essere impiantati negli animali a scopo di ricerca e che i genitori possano selezionare gli embrioni in vitro allo scopo di eliminare caratteristiche genetiche negative che porterebbero allo sviluppo di malattie ereditarie nel nascituro. Queste scelte, come quella di dare alla luce i "baby designer" dovrebbero spettare ai genitori e ai medici e ai comitati etici degli ospedali e non all'Hfea.
Il rapporto del resto raccomanda anche l'abolizione dell'autorita' britannica per l'embriologia e la fertilizzazione (Hfea), di fatto l'unico ente che regola gli standard e le procedure nel campo della procreazione e della genetica umana, per chiedere la nascita dell'istituzione dell'Agenzia regolatrice per la fertilita' e i tessuti, per controllare cliniche e laboratori del Paese per mantenere standard ottimali tecnici e operativi.
Il documento -approvato da 5 dei 10 membri della commissione, incluso il suo presidente- afferma inoltre che l'attuale opposizione alla clonazione a fini riproduttivi e' fondata "piu' su tabu' che su argomentazioni coerenti".
La meta' della commissione che si e' rifiutata di approvare il rapporto (ne fanno parte sia laburisti, sia conservatori) sostiene che le proposte in esso contenute sono troppo "pro-scienza" e che mirano ad abolire le misure di precauzione alla base dell'attuale legislazione e, inoltre, le raccomandazioni non tengono conto dei principi etici e dell'opinione pubblica.
"Questo rapporto non e' bilanciato, non da' abbastanza peso all'etica, si spinge troppo nella direzione della deregolamentazione e non tiene conto dell'opinione pubblica e di gran parte delle prove raccolte. C'era la necessita' di una riedizione complessiva che facesse rientrare l'etica e la regolamentazione nelle conclusioni finali, ma non e' stata fatta", hanno dichiarato i cinque membri della commissione che si oppongono al rapporto.
Nel rapporto, il cui contenuto era stato anticipato dal domenicale The Observer aprendo la strada ai primi commenti, si afferma che i cosiddetti "esperimenti chimerici", nell'ambito dei quali i geni umani vengono fusi con i geni animali, possono aprire la strada a "ricerche preziose ed altamente etiche in futuro" e viene sottolineato che l'attuale divieto in materia da parte dell'autorita' britannica per la fertilizzazione umana e' "largamente simbolico".
"Tali ricerche potrebbero gettare luce sulle cause dell'infertilita' e dell'aborto spontaneo", ha dichiarato nel rapporto l'embriologo Henry Leese secondo il quale il modo in cui un embrione umano si sviluppa in un organismo vivente potrebbe essere diverso dallo sviluppo in provetta.
Gli esperimenti chimerici non sono un fenomeno nuovo.
All'universita' di Stanford, in California, il biologo molecolare Irving Weissman ha inserito cellule cerebrali umane nei feti di alcuni topi, creando un roditore le cui cellule cerebrali sono dal punto di vista genetico umane all'1%.
Il suo obbiettivo e' quello di creare topi le cui cellule cerebrali sono al 100% umane. Negli stessi giorni in cui usciva il rapporto arrivava la notizia dall'universita' di Oslo della creazione di una sorta di chimera introducendo cellule umane adulte prelevate dal midollo osseo in un embrione di pollo: nel nuovo ambiente, le cellule umane hanno cambiato percorso, trasformandosi in cellule nervose.
Obbiettivo di tali ricerche e' di creare animali a scopo di ricerca il piu' simili possibile agli uomini, in modo di studiare e produrre nuovi e piu' efficienti farmaci. "Cause animaliste escluse, non e' chiaro perche' queste ricerche dovrebbero essere piu' inaccettabili della soluzione alternativa piu' probabile, ovvero quella di gettare via un embrione", sostiene la commissione nel rapporto.
"I genitori e non lo Stato dovrebbero essere responsabili di prendere decisioni per la loro famiglia", sostiene il rapporto.
David King, direttore di un'associazione di monitoraggio della genetica umana Human Genetic Alert, ha dichiarato: "Il tipo di etica presentata in questo rapporto non e' capace di dire no a niente e percio' non si puo' definire come etica. La sua inclinazione in un'unica direzione scredita la commissione e la causa politica che sta appoggiando". Il comitato secondo King ha ascoltato solo un piccolo gruppo di lobbisti e di accademici libertari: "la selezione del sesso non dovrebbe essere permessa, dato che trasforma i bambini in oggetti di consumo e aprira' la porta ad un futuro di bambini su misura".
"Il problema della selezione del sesso del nascituro e' particolarmente delicato. Comprendiamo che molte persone sono preoccupate di quale sara' il suo uso per ragioni sociali, ma non siamo ancora pervenuti ad alcuna prova sufficientemente indiscutibile da vietarne l'uso mirato all'ottenimento di una famiglia bilanciata", ha affermato il presidente della commissione parlamentare per la scienza e la tecnologia, Ian Gibson.
Secondo il comitato esistono poche prove per sostenere che il fatto di permettere ai genitori la scelta del sesso dei figli possa avere un effetto squilibrante nella societa'. Se e' un rischio concreto in Paesi come la Cina -dove e' frequente l'aborto selettivo delle bambine- in Gran Bretagna non esistono indizi che possano verificarsi situazioni simili. Cosi' come non esiste neppure il rischio che piu' coppie possano decidere di ricorrere alle tecniche di fecondazione in vitro per poter scegliere il sesso dei figli. Il prof. Lord Windsor, del dipartimento di medicina riproduttiva e fertilizzazione dell'ospedale londinese di Hammersmith ha spiegato come la "fecondazione in vitro e' troppo complicata , troppo costosa perche' si faccia solo per scegliere il sesso del bebe'".
Del resto solo un 2% dei bambini che nascono in Gran Bretagna sono concepiti con l'aiuto di tecniche di fecondazione assistita.
Nonostante la spaccatura all'interno della commissione, le conclusioni del rapporto verranno difficilmente ignorate. Dopo essere state prese in esame dal ministero della Sanita' verranno discusse in parlamento dopo le elezioni generali. "Credo che alcune delle proposte verranno accettate, quasi certamente", ha dichiarato Gibson.
E un portavoce del ministero ha fatto sapere che il Governo sta rivedendo la legge sulla fertilizzazione e l'embriologia umana del 1990, che potrebbe avere "importanti cambiamenti". "Prenderemo in considerazione con attenzione le raccomandazioni del comitato parlamentare di Scienza e Tecnologia nell'ambito di questa revisione", ha spiegato.

Fonte: Cordis (06/04/2005)
Pubblicato in Analisi e Commenti
Tag: fertilizzazione%vitro, fiv
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