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Meno sviluppo di farmaci e ricerca in Europa


Se alla fine degli anni 70 il 60% dei nuovi farmaci introdotti sul mercato era frutto di ricerca e sviluppo di aziende europee, nel 2000 si e scesi al 42% con le industrie Usa che hanno guadagnato t


Se alla fine degli anni '70 il 60% dei nuovi farmaci introdotti sul mercato era frutto di ricerca e sviluppo di aziende europee, nel 2000 si e' scesi al 42% con le industrie Usa che hanno guadagnato terreno fino ad arrivare nel 2003 allo sviluppo del 75% dei 20 farmaci piu' venduti al mondo.
A fotografare, dati della Federazione Europea delle Industrie Farmaceutiche (EFPIA) alla mano, la situazione tutt'altro che rosea in cui versa la ricerca farmaceuitca europea e' stato Sergio Liberatore, amministratore delegato di Schering Spa nel corso di un incontro a Roma per ricordare a distanza di 30 anni la scoperta tutta italiana della prima molecola contro il tumore alla prostata, un antiandrogeno tuttora in uso.
''La ricerca in Italia e' ammalata - ha denunciato Liberatore - i dati 2003 riportati da Farmindustria evidenziano come la percentuale di spesa per la ricerca farmaceutica in rapporto al Prodotto Interno Lordo (PIL) sia meno di un terzo rispetto a quella effettuata mediamente negli altri paesi europei''.
Nel nostro paese, ha proseguito Liberatore, la ricerca farmaceutica e' in gran parte finanziata dalle imprese mentre le istituzioni dovrebbero incentivarla attraverso agevolazioni fiscali proporzionali agli investimenti, mediante interscambi tra le imprese e il mondo accademico, attraverso lo snellimento della burocratizzazione che, per esempio, lascia l'Italia indietro nella capacita' di brevettare le proprie invenzioni.
Nonostante tutto cio', ha concluso Liberatore lanciando un segnale di ottimismo, le multinazionali farmaceutiche in Italia hanno dato prova di voler continuare a percorrere la strada dell'innovazione e della ricerca, come testimoniato dai dati diffusi dal Ministero della Salute relativi al periodo 2000-04 che attestano un aumento degli studi multicentrici, ed anche ai rapporti tra industria e istituzioni sorti anche grazie alla formazione dell'Agenzia Unica del Farmaco.

Fonte: Ansa (31/05/2005)
Pubblicato in Analisi e Commenti
Tag: farmaci, ricerca, Europa
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