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Cervello:usa, filmate zone che filtrano ricordi cattivi


Non tutti i pensieri che ronzano nella nostra testa sono piacevoli, ma il cervello e in grado di

Le hanno scoperte nella corteccia prefrontale del cervello un gruppo di scienziati americani della Universita' dell'Oregon presso Eugene guidati da Michael Anderson.
Come riferito sulla rivista Science ci sono numerosi circuiti nervosi che lavorano insieme a questo scopo, alcuni dei quali sono gli stessi usati per bloccare l'attivita' motoria. Gli scienziati pensano quindi di aver trovato anche i meccanismi che governano l'autocontrollo dei comportamenti e dei pensieri. La scoperta e' interessante anche in termini di applicazioni pratiche riguardanti i disturbi emozionali o le esperienze traumatiche. Inoltre potrebbe rappresentare uno strumento per capire meglio le basi biologiche delle tossicodipendenze.
Per vedere quali regioni del cervello sono coinvolte nell'atto di sopprimere i ricordi, gli scienziati hanno filmato l'attivita' cerebrale di 24 persone tra i 19 ed i 31 anni, mentre facevano pulizia mentale di alcune parole.
Hanno usato la risonanza magnetica funzionale che e' una specie di telecamera puntata sul cervello, individuando i circuiti della soppressione dei ricordi nella corteccia prefrontale e nell'ippocampo.
Il campione di persone che si e' prestato a questi monitoraggi doveva ascoltare coppie di parole non correlate tra loro (come motore e treno). Poi, a seconda della richiesta dei ricercatori, doveva ricordare oppure evitare di pensare ad una parola per ogni coppia, mentre guardavano l'altra scritta su un foglio. Per verificare che effettivamente i soggetti sopprimessero il ricordo di certe parole evitando di pensarci, gli scienziati hanno poi sottoposto le persone ad un secondo test. In effetti queste non ricordavano o ricordavano male le parole delle quali in precedenza era stato chiesto di sopprimere il ricordo.
Durante la fase attiva di soppressione, cioe' mentre gli individui evitavano di pensare a certe parole, la risonanza ha registrato la maggiore attivita' della corteccia prefrontale e, di conseguenza, la ridotta attivita' dell'ippocampo. Questo modello di attivita' non si riscontra invece quando le persone rievocavano le parole che avevano memorizzato.
Gli scienziati credono che in queste regioni e forse in altre ancora da scoprire, ciascuno di noi custodisca la possibilita' di autocontrollare le proprie azioni, i propri comportamenti e di eliminare ricordi sgraditi. Insomma sostengono di aver trovato la base biologica del meccanismo di repressione che e' oggetto di disputa tra gli esperti da oltre un secolo, a partire dagli studi di Freud.

Fonte: ANSA (08/01/2004)
Pubblicato in Medicina e Salute
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