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La somministrazione automatica dei farmaci aiuterà i malati cronici

Radiografia raggi X di una bocca


Un dente protesico potrebbe presto aiutare i pazienti a seguire la loro cura attraverso il rilascio controllato di dosi di farmaci a intervalli regolari

Un dente protesico potrebbe presto aiutare i pazienti a seguire la loro cura attraverso il rilascio controllato di dosi di farmaci a intervalli regolari. Il dente è stato progettato nell'ambito del progetto finanziato dall'UE «IntelliDrug» (Intelligent intra-oral medicine delivery micro-system to treat addiction and chronic diseases), completato di recente.

Dagli studi emerge che il 50% dei pazienti non prende le medicine perché se ne dimentica o perché non le considera necessarie. Vi sono inoltre pazienti che prendono i farmaci all'ora o nella dose sbagliata.

La protesi è grande circa quanto due molari e contiene un serbatoio, un meccanismo di rilascio, un circuito programmabile, microsensori, microattuatori e batterie. È controllabile con i raggi infrarossi, in tal modo le impostazioni possono essere regolate in qualsiasi momento. I ricercatori del progetto sperano tuttavia di riuscire a sostituire gli infrarossi con la tecnologia di identificazione mediante radiofrequenze (RFID) e più tardi con la telefonia GSM.
Le batterie dovrebbero durare tre mesi e il serbatoio dovrebbe essere riempito con una frequenza settimanale o mensile, in funzione del farmaco e del dosaggio.

I ricercatori hanno scelto il cavo orale in quanto «è facilmente accessibile, quindi il dispositivo può essere facilmente impiantato, riempito o dotato di nuove batterie», ha dichiarato il direttore del progetto, l'ingegnere Ben Beiski della società israeliana ASSUTA Medical Centres. «Somministrare i farmaci attraverso il tessuto orale significa anche una maggiore biodisponibilità.»

Il corpo è in grado di assorbire le sostanze rapidamente e in modo efficace attraverso il tessuto del cavo orale. La somministrazione convenzionale dei farmaci attraverso la semplice deglutizione implica sovente una perdita della loro efficacia lungo il percorso attraverso il tubo gastrointestinale, prima di raggiungere il sangue. Di conseguenza, la somministrazione dei farmaci attraverso il tessuto orale richiede dosi più piccole.

Il sistema è già stato sperimentato con successo nei suini. Nel novembre 2007 è stata avviata la sperimentazione nell'uomo: dodici volontari stanno seguendo una terapia al naltrexone, un antagonista degli oppiacei utilizzato per il trattamento della dipendenza da eroina. Terminata questa sperimentazione, il sistema IntelliDrug potrebbe arrivare sul mercato nell'arco di circa tre anni, consentendo di aiutare soprattutto i pazienti affetti da malattie croniche come l'ipertensione, i dolori cronici o il diabete.

Il progetto IntelliDrug ha visto collaborare 15 partner provenienti da sei paesi, Israele, Spagna, Svizzera, Polonia, Germania e Italia, e ha ricevuto un finanziamento di 2 Mio EUR dall'UE nell'ambito del Sesto programma quadro (6°PQ).

Fonte: Cordis (11/02/2008)
Pubblicato in Medicina e Salute
Tag: IntelliDrug, somministrazione, farmaco
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