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Riconoscere l'Alzheimer allo stadio iniziale

Mani anziane


Il progetto PredictAD, con un finanziamento di quasi 3 milioni di euro, cercherà di sviluppare indicatori per la diagnosi precoce dell'Alzheimer

Ci sono molte forme diverse di demenza, ma il morbo di Alzheimer è la più diffusa e copre dal 50 al 70% dei casi di demenza. Fino ad oggi non esiste una cura e non se ne conosce la causa precisa. È in atto un nuovo progetto finanziato dall'UE, PredictAD, la cui missione è sviluppare strumenti diagnostici per prevedere l'Alzheimer il più precocemente possibile.

Il morbo di Alzheimer colpisce più di 5 milioni di persone in Europa e più di 24 milioni in tutto il mondo. Ci sono previsioni secondo le quali la malattia raddoppierà ogni 20 anni. L'Alzheimer generalmente colpisce persone al di sopra dei 65 anni di età ed ha un'allarmante gamma di sintomi; inizia con perdite di memoria per arrivare (di solito in un periodo di mesi o anni) a scatti di rabbia, ostilità, sbalzi d'umore, allontanamento da famiglia e amici, fino alla perdita delle funzioni corporali e la morte.

Attualmente non esistono cure definitive per l'Alzheimer. Sul mercato appaiono però continuamente nuovi trattamenti farmacologici e la diagnosi precoce potrebbe dare la speranza ai malati di essere curati allo stadio iniziale, prima che i sintomi si aggravino.

La ricerca attuale è concentrata sullo sviluppo di strumenti per la diagnosi precoce.
Al momento non esiste un test singolo che possa riconoscere se una persona ha i primi sintomi dell'Alzheimer o se c'è la probabilità che sviluppi la malattia in futuro. Una diagnosi definitiva può essere fatta soltanto mediante un'autopsia.

PredictAD, un progetto che ha fondi per quasi 3 Mio EUR e partner in sei paesi, tenterà di sviluppare indicatori che potranno diagnosticare lo stadio iniziale dell'Alzheimer studiando biomarcatori imaging (MRI, PET FDG e PET PIB), misurando l'attività elettrica del cervello e marcatori basati sul sangue (proteomica e metabolomica) e sviluppando modi per associare i dati provenienti da diversi biomarcatori. L'associazione di questi tipi diversi di nuove informazioni può significare non solo una diagnosi dell'Alzheimer più precoce, ma potrebbe anche aiutare a distinguere tra diverse forme di demenza.

"Secondo le ultime stime, si prevede che la diffusione del morbo di Alzheimer quadruplicherà entro il 2050, raggiungendo i 106 milioni di persone affette," ha detto il dott. Lennart Thurfjell, direttore di software diagnostico, diagnosi medica, presso il GE Healthcare, uno dei partner del progetto. "Quindi, c'è un grandissimo bisogno di strumenti diagnostici efficaci che aiutino a diagnosticare precocemente questa malattia debilitante."

Il progetto si svolgerà da giugno del 2008 a maggio del 2011. In un secondo momento un gruppo selezionato di biomarcatori sarà usato per sviluppare un software che i dottori potranno usare per valutare il rischio di Alzheimer e per monitorare i progressi della malattia nei pazienti usando dati di pazienti.

"Lo scopo di PredictAD è quello di sviluppare un indicatore obiettivo per diagnosticare il morbo di Alzheimer il prima possibile," ha detto il dott. Jyrki Lötjönen, coordinatore scientifico di PredictAD. "Questo potrebbe essere raggiunto mettendo insieme dati provenienti da varie fonti di monitoraggio dei pazienti, come test neuropsicologici, diagnostica per immagini, misurazioni dell'attività elettrica del cervello, e analizzando i livelli di proteine e metabolomici in campioni di sangue. La diagnosi precoce può avere un ruolo importante nell'efficacia del trattamento del morbo di Alzheimer, specialmente in futuro, quando la prossima generazione di terapie sarà disponibile per tutti i pazienti."



Fonte: Cordis (13/06/2008)
Pubblicato in Biochimica e Biologia Cellulare
Tag: PredictAD, Alzheimer, diagnostica
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