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Proteina indica come curare tumore infantile


Esiste una proteina che guidera i medici nelle decisioni terapeutiche per trattare un tumore infantile del sistema nervoso, il medulloblastoma. Infatti, secondo quanto riferito da esperti del St. Jud

Esiste una proteina che guidera' i medici nelle decisioni terapeutiche per trattare un tumore infantile del sistema nervoso, il medulloblastoma. Infatti, secondo quanto riferito da esperti del St. Jude Children's Research Hospital sul Journal of Clinical Oncology (JCO), se presente, questa sostanza e' indice di tumori piu' aggressivi resistenti a trattamenti lievi.
Inoltre la scoperta, spiega Richard Gilbertson, e' il punto di partenza per comprendere meglio la natura biologica e le anomalie genetiche che si nascondono dietro questa forma di tumore, potenzialmente aprendo la strada a nuove terapie.
Il medulloblastoma e' un tumore a rapida crescita, invasivo, che frequentemente si diffonde ad altre parti del sistema nervoso centrale attraverso il liquor.
Nel 70% dei casi colpisce i bambini. La proteina indicata come marcatore molecolare per stabilire la prognosi della malattia si chiama 'ERBB2' ed e' colpevole di aiutare le cellule malate a sfuggire dal loro luogo di origine per dare metastasi in altre parti del cervello. In precedenti lavori lo stesso Gilbertson insieme ad altri scienziati aveva dimostrato che ERBB2 orchestra l'azione di altri geni che a loro volta aiutano la fuga delle cellule tumorali.
In questo ultimo studio lo scienziato ha raccolto quasi cento biopsie di medulloblastoma e le ha esaminate per il loro contenuto in ERBB2 ed altre proteine chiave. ERBB2 era presente nel 40% dei campioni di tumore.
Confrontando questi dati con la prognosi dei pazienti rispettivi l'esperto ha notato che la presenza della proteina e' associata a prognosi gravi con tasso di sopravvivenza a cinque anni dalla diagnosi ridotto rispetto a quello di pazienti con cancro senza ERBB2.
Poiche' la radioterapia usata per trattare questi tumori puo' danneggiare anche tessuti cerebrali circostanti, provocando danni neurologici anche permanenti nel giovane paziente, sottolinea Gilbertson, nei casi di assenza di ERBB2 si potra' agire con dosi inferiori di irraggiamento perche' il tumore sara' piu' vulnerabile. Viceversa la presenza di ERBB2 servira' da consiglio ai medici che allora dovranno plausibilmente adoperare dosi massicce di radio per trattare il medulloblastoma piu' aggressivo.

Fonte: ANSA (04/03/2004)
Pubblicato in Medicina e Salute
Tag: proteina
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