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Risucitata potenza omicida virus della influenza spagnola


Prove tecniche di pandemia influenzale: risuscitati in virus influenzali moderni i geni del microrganismo della Spagnola che negli anni 20 uccise nel mondo qualcosa come 50 milioni di persone.

'Prove tecniche' di pandemia influenzale: risuscitati in virus influenzali moderni i geni del microrganismo della Spagnola che negli anni '20 uccise nel mondo qualcosa come 50 milioni di persone.
I virus ibridi, creati da Yoshihiro Kawaoka dell'Universita' del Wisconsin a Madison, sono diventati dei killer contro animali di laboratorio.
Lo scienziato, che ha pubblicato i suoi risultati sulla rivista Nature, avverte che potrebbe venir fuori un virus letale quanto quello del 1918 e tutti i nati dopo questa data sarebbero immunologicamente scoperti.
L'esperto, che ha lavorato questi ibridi in condizioni di massima sicurezza nei laboratori speciali del Canada s National Microbiology Laboratory di Winnipeg, ha introdotto i geni per le proteine che hanno dato alla spagnola la sua fisionomia di killer in virus oggi circolanti umani e di roditori.
I ricercatori hanno isolato e ricostruito cinque degli otto geni del famigerato virus influenzale e hanno puntato l'attenzione su due geni, quelli per le proteine di superficie che servono a tutti i virus dell'influenza per attaccare l'ospite, la emagglutinina (H) e la neuraminidasi (N), ma che nella Spagnola furono evidentemente architettate in maniera geniale per essere capaci di tanta distruzione.
Gli studiosi hanno isolato il virus della Spagnola da campioni clinici conservati.
La proteina H, spiega Kawaoka, trasforma virus influenzali umani che normalmente non sarebbero neppure capaci di infettare i topolini, in uno spietato killer contro questi animali. Mentre la proteina N non ha manifestato la stessa forza omicida.
Gli scienziati hanno osservato in tutta la sua potenza il comportamento dei virus ibridi nei polmoni dei topolini. La proteina H risuscitata richiama negli alveoli un esercito di cellule immunitarie che, invece di limitarsi a eliminare le cellule infettate, innesca una risposta immunitaria incontrollata che fa danni enormi e micidiali ai polmoni dei topolini.
Queste prove non sono da sottovalutare, avverte Kawaoka, infatti proteine come la H dell'influenza spagnola potrebbero oggi essere ancora circolanti in ceppi influenzali presenti negli uccelli e un possibile passaggio ai mammiferi troverebbe l'uomo scoperto e impreparato a difendersi.

Fonte: Ansa (08/10/2004)
Pubblicato in Genetica, Biologia Molecolare e Microbiologia
Tag: influenza, spagnola
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