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Entro 20 anni pillole stimola cervello


Tra 20 anni chi per un motivo, chi per un altro, potrebbe disporre a piacimento farmaci per potenziare le proprie performance cognitive, anche se il suo cervello e perfettamente sano.
E lo scen

Tra 20 anni chi per un motivo, chi per un altro, potrebbe disporre a piacimento farmaci per potenziare le proprie performance cognitive, anche se il suo cervello e' perfettamente sano.
E' lo scenario tratteggiato da Fore-sight, un gruppo con sede a Londra che si occupa di fare previsioni su tendenze future e sui risultati che si attendono dai progressi della scienza.
Secondo quanto riferito in una nota, Fore-sight ha appena stilato un report a firma di 50 scienziati tra cui Trevor Robbins del Dipartimento di Psicologia Sperimentale della University of Cambridge, in cui si profila l'avveniristica ma per nulla infondata possibilita' di farmaci 'rinforzatori' delle funzioni cerebrali che, come oggi le vitamine, entreranno a far parte della vita quotidiana e prenderli sara' un gesto consueto come la tazzina di caffe' al risveglio.
I bambini potranno prendere una 'pillolina' prima dei compiti in classe o di una interrogazione, e gli adulti prima di una prova importante o di un colloquio di lavoro, oppure piu' semplicemente ogni qualvolta vogliano massimizzare le performance del proprio cervello.
Fantascienza? Niente affatto, tanto e' vero che esistono gia' molecole, oggi prescrivibili solo per precise indicazioni mediche, che agiscono sulle abilita' cognitive. Per esempio c'e' il Ritalin per il deficit di attenzione e iperattivita', oppure il Modafinil che, usato per i disturbi del sonno, ha in realta' gia' dimostrato di migliorare la memoria numerica di persone sane, nonche' di aiutarle a concentrarsi prima di decisioni importanti. E ancora ci sono le ampachine, una famiglia di nuove molecole che forse potrebbero migliorare la memoria nelle persone che hanno perso sonno, visto che aumentano l'attivita' dei neurotrasmettitori.
In un mondo sempre piu' competitivo e dai ritmi sempre piu' irrefrenabili secondo gli autori del report queste molecole potrebbero divenire di uso comune; ma con quali conseguenze? Ci si interroga se sia lecito aiutarsi durante un esame con una pillolina o se siano giudicabili allo stesso modo le prove di due persone, una delle quali sia ricorsa ad uno di questi rinforzatori cerebrali.
Queste molecole, concludono gli scienziati, sicuramente accenderanno un nuovo dibattito etico: se i farmaci che curano malattie devono essere appannaggio di chiunque ne avesse bisogno, sembra plausibile che la somministrazione di questi farmaci debba essere sottoposta a qualche regolamentazione precisa.

Fonte: Ansa (14/07/2005)
Pubblicato in Analisi e Commenti
Tag: cervello
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