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Tumori e alimentazione: la prevenzione comincia a tavola

Alimentazione


La dietra potrebbe abbassare l'incidenza di una grande parte dei tumori

Un grande studio americano pubblicato ai primi di febbraio su una importante rivista scientifica americana, JAMA, mette in dubbio che l’alimentazione influenzi l’insorgenza del tumore della mammella e dell’intestino; lo studio mette a confronto 19.000 donne in menopausa, che per nove anni hanno seguito una dieta povera di grassi e ricca di cereali integrali e verdura, contro 29.000 che hanno continuato a mangiare liberamente; l’obiettivo iniziale della ricerca era verificare se dimezzando l’apporto di grassi si dimezzasse anche l’incidenza del tumore della mammella; solo in un secondo tempo si è deciso di considerare anche il tumore del colon. Dopo 8 anni, quindi prima del termine previsto di 9 anni, la “conta” ha dimostrato che i tumori della mammella si erano ridotti “solo” del 9%, e siccome il dato atteso era del 50% lo studio è stato giudicato negativo, ossia se ne è dedotto che non è vero che la riduzione dei grassi riduca l’insorgenza di tumori.

Questo studio in realtà ha alcuni aspetti criticabili:

1. Non vi è stato un controllo reale della dieta, che le persone hanno gestito liberamente, quindi non è certo che sia stata seguita regolarmente;
2. L’alimentazione grassa è ritenuta solo uno dei fattori di rischio nel tumore mammario, assieme al fumo di sigaretta ed agli ormoni; nel tumore del colon poi, l’imputato non sembra essere l’eccesso di grassi ma l’eccesso di carne rossa, che non è stata presa in considerazione;
3. L’intervallo di 8 anni è scarso, se si considera che da quando la prima cellula tumorale nasce a quando il cancro si manifesta posso trascorrere anche 15 anni; quindi, una parte delle persone poteva avere già dentro di se il tumore, microscopicamente, quando ha iniziato la dieta;
4. Se si analizza un gruppo di donne a maggiore rischio, e cioè quelle obese, la riduzione dei tumori è stata del 20%, il che vuol dire che sarebbe stato meglio definire in anticipo in quale gruppo di donne si sarebbe concentrata maggiormente l’attenzione dei ricercatori.

Il fatto che questo studio dimostri o non dimostri quello che i ricercatori si erano prefissi come obiettivo non deve far arrivare alle orecchie della pubblica opinione il messaggio sbagliato; non sempre le statistiche, anche se qua si tratta di 48.000 persone, sono il modo corretto di valutare; spesso anche lo studio più numeroso ha le sue lacune, come si è appena visto nei 4 punti qua sopra; quindi, nessuno pensi che l’alimentazione non sia importante nella prevenzione dei tumori.

Da sempre, i ricercatori hanno sostenuto che abusare di alcuni alimenti sia pericoloso, e non solo per i tumori ma anche per il cuore e la circolazione; per esempio, quando negli anni ’50-’60 i cibi venivano trattati con coloranti e conservanti, era molto più frequente il tumore allo stomaco, che è invece molto diminuito quando coloranti e conservanti sono stati sostituiti dalla surgelazione.
Esistono dimostrazioni, vecchie oramai di decenni, di sostanze cancerogene ingerite con gli alimenti:

* le “aflatossine”, microtossine prodotte da funghi durante la coltivazione di arachidi, semi vari, cereali, ed eliminate dai procedimenti per l’uso alimentare, sono responsabili dell'insorgenza del tumore del fegato;
* le “nitrosamine”, presenti soprattutto in alimenti mal conservati, probabile causa di tumori dello stomaco e dell'esofago;
* le “amine eterocicliche”, che si formano nella cottura delle carni, cancerogene per l'intestino e la mammella; queste sostanze, sono state trovate in persone che avevano quei tipi di tumore.

La protezione da elevato consumo di frutta e verdura nei confronti della maggior parte dei tumori è dimostrata con altrettanta certezza da moltissimi studi, e va considerata come un punto fermo. Queste sostanze proteggono il DNA della cellula in quanto sono ricche di sostanze antiossidanti, che bloccano alcune sostanze chimiche presenti nel nostro organismo e chiamate “radicali liberi”, responsabili del danno sul DNA come le sostanze elencate prima. Uno studio americano recente, pubblicato su una rivista importante che si chiama British Journal of Cancer, sembra aver trovato anche la spiegazione dal punto di vista genetico; qua il discorso si fa’ un po’ più complesso da capire, ma vediamo di sintetizzarlo: nelle nostre cellule ci sono i “geni”, minuscole sostanze che hanno ciascuno la sua funzione; alcuni di questi geni sono capaci di trasformare una cellula sana in tumorale, e per questo si chiamano genericamente “oncogeni” (con l’accento sulla “e”); altri sono in grado di bloccare questa trasformazione, ossia non permettono ad una cellula sana di diventare tumore, e si chiamano per questo “geni onco-soppressori”, perché sopprimono la cellula tumorale; ora, questi ricercatori di Washington hanno dimostrato che alcune sostanze contenute in broccoli, cavoli, cavolfiori e nella soia potenziano l'attività di due geni oncosoppressori, noti con la sigla di BRCA1 e BRCA2, la cui trasformazione maligna porta spesso all'insorgere di cancro al seno, all’ovaio o alla prostata. Questo studio è molto importante perché permette per la prima volta di capire in che modo queste sostanze ci proteggono dai tumori.

Secondo l’American Institute for Cancer Research (AICR), oltre il 30% dei tumori è direttamente riconducibile all’alimentazione, intesa sia in termini quantitativi (eccesso calorico, associato ad una scarsa attività fisica) che qualitativi: eccessivo consumo di zuccheri, come dolci e gelati, di proteine animali (carne, uova, latte e derivati del latte), grassi animali e vegetali saturi ed insaturi). Ciò significa che una larga percentuale dei tumori potrebbe essere prevenuta semplicemente con una dieta corretta ed una scelta mirata e ragionata degli alimenti.

Concludendo le regole per la buona salute e per la prevenzione delle neoplasie possono essere così riassunte:

1. personalizzare l’alimentazione in base al proprio metabolismo: non mangiate né di più né di meno di quanto vi serve per la vostra attività quotidiana; chi ha lavori sedentari, deve limitare l’apporto di calorie o aumentare l’attività fisica;
2. Non eccedere nel consumo di alcolici e sale da cucina; se non potete rinunciare all’alcool, preferite piccole quantità di vino rosso, che possiede sostanze anti-ossidanti (se è genuino); limitate al massimo i superalcolici;
3. Preferite il tè alle comuni bevande del commercio, e ricordate che le bevande commerciali non sono ipocaloriche;
4. Abbondate in verdura fresca, e consumate sempre della frutta, senza esagerare perché alcuni frutti sono comunque ricchi di zuccheri; il vostro verduraio sarà contento e vi tratterà meglio;
5. Iniziare i pasti principali con la verdura cruda, perché le fibre alimentari presenti nei vegetali si legano con le sostanze potenzialmente cancerogene presenti negli altri alimenti ed aiutano ad eliminarle con le feci, senza che vengano assorbite e quindi evitando che possano fare danni.

In definitiva, lo stile di vita “igienico” può aiutare a prevenire le malattie, ed a vivere meglio, e rappresenta anche un insegnamento importante per i nostri figli.

Dr. Guido Tuveri
Pierpaolo Basso dallo Sbarro Institute di Philadelphia

Redazione MolecularLab.it (10/04/2006)
Pubblicato in Cancro & tumori
Tag: alimentazione, dieta
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