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Lanza puntualizza sulla possibilita' di estrarre staminali embrionali senza distruggere l'em

Blastocista


'Una dimostrazione di principio' della possibilita' di ottenere linee di cellule staminali embrionali a partire da un'unica cellula prelevata dall'embrione all'inizio dello svi

'Una dimostrazione di principio' della possibilita' di ottenere linee di cellule staminali embrionali a partire da un'unica cellula prelevata dall'embrione all'inizio dello sviluppo: a tre mesi dalla discussa pubblicazione on line su Nature dell'articolo diventato famoso come dimostrazione della possibilita' di prelevare cellule senza distruggere l'embrione, l'americano Robert Lanza chiarisce gli obiettivi e la reale portata dell'esperimento.

Lo fa in occasione della pubblicazione dello stesso articolo nell'edizione cartacea della rivista internazionale. Insieme a Lanza, gli autori fanno parte della Advanced Cell Technology (Act), la stessa azienda privata che nel novembre 2001 annuncio' di essere riuscita a clonare il primo embrione umano, il cui sviluppo venne bloccato in una fase molto precoce.

Mentre nell'agosto scorso la stessa rivista e la stampa avevano dato rilievo alla possibilita' di ottenere cellule staminali senza danneggiare l'embrione, gli autori della ricerca precisano adesso che il loro obiettivo fondamentale, pienamente raggiunto, era dimostrare la possibilita' di ottenere piu' linee di cellule staminali embrionali a partire da un'unica cellula (blastomero).

'Su richiesta della direzione di Nature intendiamo chiarire alcune questioni sorte in seguito alla pubblicazione on line del 23 agosto 2006', scrive Lanza in un Addendum all'articolo, che viene pubblicato con alcune precisazioni.
La prima e la piu' importante e' che nell'articolo si dimostra che 'linee di cellule staminali embrionali umane -scrivono i ricercatori- possono essere generate da una singola cellula dopo che questa e' stata rimossa da un embrione di 8-10 cellule'. Precisano inoltre che 'per ridurre al minimo il numero di embrioni utilizzati, abbiamo rimosso piu' cellule da ciascun embrione' e che 'nessuno degli embrioni sui quali era stata praticata la biopsia e' stato fatto sviluppare in coltura'.

La decisione di non portare avanti lo sviluppo degli embrioni utilizzati e' dettata dal fatto che l'obiettivo dei 10 esperimenti descritti nella ricerca pubblicata era dimostrare la possibilita' di ottenere linee di staminali utilizzando una sola cellula. Ma secondo Carlo Alberto Redi, direttore del Laboratorio di Biologia dello sviluppo dell'universita' di Pavia e direttore scientifico del Policlinico San Matteo di Pavia, decidere di non far sviluppare gli embrioni utilizzati va interpretato come 'un momento di sensibilita' etica. A quale scopo coltivare embrioni che non possono essere impiantati?

Continuare a coltivarli sarebbe stato perverso, ma molto probabilmente portarli in coltura lo avrebbe sposto a critiche ulteriori'.

Rispetto alla pubblicazione dell'agosto scorso, quella pubblicata questa settimana descrive in una tabella tutti i dettagli dell'esperimento, con numero e grado di maturazione degli embrioni utilizzati, cellule prelevate, linee cellulari ottenute. Nei 10 esperimenti sono stati utilizzati complessivamente 16 embrioni di 8-10 cellule, da ciascuno dei quali sono state prelevate da 4 a 7 cellule, per un totale di 91 cellule. Di queste, 53 si sono divise in coltura e da queste sono state ottenute due linee cellulari. 'Sono numeri - commenta Redi - che dimostrano un'alta percentuale del successo, con una resa che si puo' calcolare di circa il 20%. Basti pensare che, nel caso del falso del sudcoreano Wang si parlava di una resa del 25% e tutti parlavano di un risultato eccezionale'.

Negli esperimenti, precisano ancora i ricercatori, le cellule prelevate da ciascuno dei 16 embrioni utilizzati sono state fatte crescere insieme, nello stesso terreno di coltura utilizzato per gli embrioni, e sono state disposte in modo da non metterle a contatto fra loro. In queste condizioni e' comunque possibile che alcuni fattori presenti in alcune cellule possano aiutare a crescere altre cellule, ma gli autori non escludono la possibilita' che solo un sottogruppo delle cellule prelevate sia in grado di dare origine a cellule staminali embrionali. Sono questioni che meriteranno ulteriori ricerche, 'ma non negano la nostra scoperta centrale che i blastomeri estratti da un embrione di 8-10 cellule per mezzo di una micromanipolazione meccanica possono formare colture di cellule staminali embrionali'.

Fonte: Aduc (04/12/2006)
Pubblicato in Analisi e Commenti
Tag: staminali embrionali
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