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In Gran Bretagna sì all'utilizzo di embrioni ibridi uomo-animale per la ricerca


Saranno ammessi solo alcune tipologie di ibridi, previa autorizzazione e con severe restrizioni

In Gran Bretagna si potranno creare embrioni misti uomo-animale ai fini della ricerca scientifica. Il ministro della salute Caroline Flint ha accolto le richieste della comunità scientifica inglese: ha ritirato il bando di legge che impediva l'utilizzo di embrioni ibridi e ha diffuso un progetto di legge che, al contrario, li approva sebbene con molte e severe restrizioni.
Questo approvazione apre la strada a nuove ricerche su malattie quali l'Alzheimer e il Parkinson. Il governo aveva vietato questo genere di studi lo scorso dicembre, dando ascolto alle richieste di alcune associazioni "pro-life" che si battono contro ogni ricerca sugli embrioni. Da allora sono piovute critiche da tutta la comunità scientifica che ha atteso una risposta in tal senso. Con la nuova legge, i ricercatori potranno creare in laboratorio embrioni composti per il 99.9% da materiale umano e per il resto da materiale di cellule animali.
Gli scienziati però dovranno richiedere una licenza specifica per poter procedere con la ricerca e dovranno attenersi a severe restrizioni. In generale l'utilizzo di embrioni ibridi è consentito solo per studi su malattie gravi. Inoltre l'embrione ibrido creato potrà sopravvivere al massimo due settimane e poi verrà distrutto e non potrà mai essere impiantato in un essere umano.
Non sono consentiti tutti i tipi di incrocio possibile. Saranno consentiti solamente tre tipologie. Il primo tipo prevede che cellule animali vengano iniettate in embrione umano (creando un embrione-chimera); il secondo prevede che si inietti DNA animale nell'embrione (il risultato si chiamerà transgenico); nel terzo caso si trasferiscono cellule umane nell'uovo animale fecondato a cui è stato sottratto quasi tutto il proprio materiale genetico (citoplasma ibrido). Rimarrà assolutamente vietato creare veri ibridi cioè un ovulo umano fecondato da sperma animale o viceversa.
John Burn, direttore dell'istituto di genetica umana all'Università di Newcastle, dove si conducono questo tipo di studi per cercare nuove terapie contro il diabete e la paralisi spinale ha commentato molto positivamente questa decisione del ministero della salute: "Sono contento di sapere che il buon senso ha prevalso".
Nei laboratori del King's College di Londra, invece, utilizzo di embrioni ibridi sarà finalizzato alle ricerche sull'Alzheimer e sul Parkinson. La notizia è stata appresa con piena soddisfazione da tutta la comunità scientifica.

Redazione MolecularLab.it (19/05/2007)
Pubblicato in Biotecnologie
Tag: embrioni, Alzheimer, Parkinson, ricerca
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