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Network europeo per la prevenzione dei tumori

Cellula tumorale


L'idea è quella di investire nella ricerca per la prevenzione basata su farmaci a bassa tossicità e farmaci

Nel corso del convegno "Prevenzione Farmacologica in Oncologia" che si è svolto a Milano, presso l'IRCCS Mulitimedica, è nata l'idea di realizzare un Network Europeo per la prevenzione dei tumori, basata su farmaci a bassa tossicità e alimentazione. Questa idea nasce dalla convinzione, fondata, che il cancro possa esser sconfitto solo con nuove strategie preventive personalizzate per il paziente e diagnosticando il tumore il prima possibile. Tutt'oggi, infatti, nel mondo, si investe moltissimo denaro per la ricerca di nuovi farmaci e nuove tecniche diagnostiche ma le risorse dedicate alla prevenzione sono molto limitate. Andrea Decensi, dell'Istituto Oncologico Europeo spiega: "I ricercatori che lavorano sulla chemioprevenzione non sono molti, probabilmente perché questo è un ambito molto complesso, ma soprattutto perchè non vi sono risorse. Viste le enormi potenzialità sarebbe necessario, invece, reperire finanziamenti e riconoscere che siamo di fronte ad un problema di salute pubblica".
Adriana Albini, responsabile della Ricerca Oncologica dell'Istituto MultiMedica e coordinatrice del convegno, ha spiegato così l'iniziativa: "Abbiamo deciso di creare un gruppo composto da 18 Paesi, rappresentati da 40 unità operative e di concorrere insieme ad un bando dell'Agenzia di Cooperazione europea nel settore della ricerca scientifica e tecnologica.
Negli Usa esistono delle vere divisioni di prevenzione chemioterapica sia negli enti clinici e di ricerca privati e, soprattutto, pubblici. Invece l'Europa e l'Italia sono decisamente più indietro in questo, anche se esistono alcune eccellenze. Nel nostro Paese, per esempio, molti stanno seguendo la spinta pionieristica di Umberto Veronesi".
Nel corso del convegno si è fatto il punto sulle ricerche più importanti in materia di chemioprevenzione, come gli studi sul tamoxifen e gli altri anti-estrogeni per la prevenzione del tumore secondario del seno; ricerche su alcuni retinoidi tra cui fenretinide (derivato della vitamina A) per la prevenzione delle recidive del cancro alla mammella in donne in premenopausa; sulla finasteride (inibitore dell'enzima che converte il testosterone) per la prevenzione dei tumori alla prostata.
Una ricercatrice statunitense, Monica Bertagnolli del Brighman and Women's Hospital di Boston ha invece presentato i dati relativi ad alcuni studi (condotti con le risorse di un finanziamento pubblico) sulla prevenzione del tumore al colon a base di antinfiammatori non steroidei (Fans). Durante la ricerca, è stata confrontata l'efficacia e gli effetti collaterali dei nuovi coxib e dell'acido acetilsalicilico (Asa, chiamata comunemente aspirina). La Bertagnolli ha spiegato che anche un recente studio su Lancet ha confermato che una compressa di acido acetilsalicilico al giorno per periodi prolungati può ridurre l'incidenza dei tumori del colon. Inoltre ha spiegato la ricercatrice: "Esistono ormai molte evidenze scientifiche sull'efficacia chemiopreventiva degli antinfiammatori non steroidei, soprattutto nelle persone sopra ai 65 anni. È vero che vi possono essere degli effetti collaterali, ma visti i benefici, ritengo sia necessario valutare questi eventi avversi in modo individuale, senza rinunciare, a priori, a farmaci che possono dare benefici significativi".
Scott M. Lippman, del MD Anderson Cancer Center di Houston, uno dei massimi esperti a livello mondiale del settore, durante il meeting ha affrontato alcuni argomenti fondamentali: come riuscire ad individuare i pazienti che possono trarre il massimo beneficio possibile da una terapia chemiopreventiva e quando iniziare la cura. Lippman, infatti, ha spiegato che perchè la prevenzione si riveli efficace, è necessario intervenire in quella fase "grigia", in cui si evidenziano i segni precursori del cancro, grazie a strumenti come lo screening molecolare, l'imaging e la proteomica, senza aspettare la conclamazione clinica della malattia. Proprio per questo il reclutamento dei pazienti deve avvenire in base al loro profilo molecolare - ha sottolineato l'esperto.

Redazione MolecularLab.it (29/06/2007)
Pubblicato in Cancro & tumori
Tag: network, chemioprevenzione, cancro, ricerca
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