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Batteri marini e nicchie ecologiche

Tartaruga marina


Stabilire la base genetica che sottende alla nicchia ecologica occupata dai batteri permetterebbe una migliore suddivisione sistematica dei microrganismi

Martin Polz, microbiologo del Dipartimento di ingegneria civile e ambientale del MIT ed Eric Alm, biologo computazionale, firmano un articolo sull’ultimo numero della rivista "Science" nel quale espongono i risultati di una ricerca sul comportamento dei batteri marini.
Secondo lo studio i batteri marini sono organizzati in "professioni", o in gruppi con diversi stili di vita, che condividono le risorse invece di competere per esse, come nel caso delle cellule che abbondano in prossimità di altre forme di vita microbica come lo zooplancton o le alghe.
Considerando questa informazione si potrebbe cambiare l’approccio con il quale attualmente avviene la classificazione dei batteri, rendendo possibile determinare su larga scala la base genetica delle nicchie ecologiche.
Identificare le specifiche professioni dei differenti gruppi batterici risulta importante, poiché è ad essi che si devono la maggior parte delle reazioni chimiche in ambiente oceanico.

Le caratteristiche di riproduzione dei batteri rendono impossibile definire i gruppi e le specie solo sulla base della condivisione di determinati geni, pertanto solo determinando la nicchia ecologica occupata dai vari batteri gli scienziati potrebbero classificarli in popolazioni precise.
Ostacolo a ciò è il fatto che i batteri coltivati in laboratorio non vivono in gruppi della popolazione naturale; per fronteggiare questo problema gli scienziati devono catturare i batteri allo stato libero, per poi esaminarli geneticamente per determinare il loro stile di vita.
Polz ha spiegato che "la maggior parte dei metodi utilizzati finora portano a una forte sottostima del numero delle popolazioni microbiche in un campione, portando o a una confusa schiera di popolazioni in un campione, portando o a una confusa schiera di popolazioni o a pochi ma più ampi gruppi diversi. Il metodo di Alm permette di ricavare informazioni genetiche e di raggruppare i microbi in popolazioni geneticamente distinte basate sulla loro preferenza nei confronti dei differenti habitat".

Redazione MolecularLab.it (22/09/2008)
Pubblicato in Ecologia e Ambiente
Tag: batteri marini, mare, batteri
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