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L'UE sollecita maggior legami tra aziende e istituti di ricerca

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L'Europa in un summit sottolinea l'importanza della collaborazione tra scienza ed industria per far progredire competitività e innovazione

Colmare il divario tra istituti di ricerca e aziende è fondamentale per far progredire l'innovazione e la competitività in Europa, sostengono i funzionari dell'UE e i leader industriali.

Ma come far avvicinare tra loro questi due pianeti con orbite completamente diverse è stato il tema di un acceso dibattito al quinto Summit europeo sull'innovazione, svoltosi a Bruxelles la scorsa settimana.

Molti scienziati trovano difficile rapportarsi con le aziende; il perseguire obbiettivi diversi spesso allontana una delle parti, se non entrambe. Commentando la diffidenza tra imprese e scienziati, il capo consulente scientifico UE, Anne Glover, ha detto: "Dobbiamo ristabilire la fiducia tra tutte le parti interessate". "Molti scienziati pensano che le imprese vogliono semplicemente sfruttarli commercialmente", ha detto.

Sentimenti simili espressi dai leader industriali insinuano che gli scienziati non comprendono il mondo reale, sono riluttanti a condividere i propri risultati o non sono in grado di lavorare con le ridotte tempistiche aziendali.

Glover sostiene che se questi atteggiamenti dovessero proseguire, l'Europa si lascerebbe sfuggire i benefici degli investimenti nella ricerca e le aziende europee diventerebbero meno competitive.

La diffusa ed errata convinzione che l'economia europea sia dominata da grandi aziende multinazionali è uno dei tanti ostacoli verso il successo che le piccole e medie imprese (PMI), che costituiscono oltre il 99 % di tutte le aziende europee, devono affrontare.
La natura veloce dell'evoluzione sociale rende necessaria una risposta rapida, e quest'ultima è una sfida difficile da vincere per le aziende multinazionali.

"Quando si è piccoli, ci si può muovere più velocemente", dice Glover, riferendosi alla natura dinamica dei modelli aziendali di molte PMI. Tuttavia, le PMI non sono dotate di risorse sufficienti per impegnarsi a fondo in ricerca sperimentale e attività di sviluppo. Glover suggerisce che il problema potrebbe essere affrontato incoraggiando dei partenariati tra PMI e istituti di ricerca affermati in grado di svolgere le attività di ricerca e sviluppo.

Il dott. Giorgio Anania, amministratore delegato di Aledia e coinvolto nella sua quinta start-up, ha espresso delle preoccupazioni riguardanti la mancanza di un ecosistema di innovazione in Europa simile alla Silicon Valley negli Stati Uniti. "Si tratta di accelerare velocemente e rallentare se necessario; l'Europa ha bisogno di promuovere un atteggiamento mentale contrario al rischio fin dall'inizio", ha aggiunto.

I leader industriali erano concordi nel ritenere che all'Europa non mancano le conoscenze; suggeriscono che il divario tra la trasformazione di scienza e ricerca in innovazione per la crescita economica e il benessere sociale, può essere colmato facendo leva sui rapporti tra settore pubblico e privato.

Eureka, una piattaforma finalizzata sulla trasformazione delle nuove tecnologie in prodotti commerciabili, sta lavorando proprio per creare dei collegamenti intersettoriali. Kristin Danielsen, direttore internazionale del Consiglio norvegese per la ricerca e presidente di Eureka, ha sottolineato l'importanza della collaborazione transnazionale per promuovere la crescita in Europa.

"Finora la maggior parte dei programmi di ricerca in Europa sono stati condotti in maniera isolata, che porta all'inefficienza. Io ritengo fermamente che aiutare le piccole aziende a crescere fino ad avere dimensioni medie e a diventare imprese aperte a livello internazionale, sarà fondamentale per migliorare la competitività europea", ha detto.
Il programma congiunto di Eureka con la Commissione europea, Eurostars, è creato su misura per le PMI che si concentrano sulle tecnologie innovative. Eureka stima che Eurostars creerà oltre 30 000 posti di lavoro nel corso del prossimo periodo di bilancio europeo.

L'evento sulle PMI in Europa faceva parte di una serie di workshop svolti al Parlamento europeo durante il quinto summit sull'innovazione per lanciare il nuovo programma di finanziamento dell'UE per la ricerca e l'innovazione, Orizzonte 2020.

Redazione MolecularLab.it (16/10/2013)
Pubblicato in Analisi e Commenti
Tag: Eurostars, industria, ricerca
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