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Nel dna di un pesce il segreto dei nei


Due difetti genetici sono alla base della formazione dei nei e della loro trasformazione neoplastica in melanoma. Sono stati individuati in un pesce e la scoperta, pubblicata sulla rivista Current Bio

Due difetti genetici sono alla base della formazione dei nei e della loro trasformazione neoplastica in melanoma. Sono stati individuati in un pesce e la scoperta, pubblicata sulla rivista Current Biology, si deve ai ricercatori americano dell'ospedale pediatrico di Boston e dell'istituto per la ricerca sul cancro Dana-Farber.
Gli studi condotti sul pesce zebra hanno mostrato che una prima mutazione, a carico di un gene chiamato Braf, determina la formazione di nei. Un evento, questo, che non mette a rischio la salute del pesce: soltanto una seconda mutazione, scatenata dai geni tipicamente legati ai tumori (come gli oncogeni o gli oncosoppressori) puo' far degenerare il neo in un cancro.
Il melanoma e' uno dei tumori piu' aggressivi della pelle ed e' in costante aumento, con un raddoppio dei casi ogni 10-20 anni, hanno riferito Elizabeth Patton e Leonard Zon.
Quando il melanoma da' metastasi, l'aspettativa di vita del paziente non supera i 10 mesi.
Il gene Braf e' da tempo sospettato di avere una responsabilita' nella comparsa del melanoma, visto che risulta alterato in circa il 75% dei casi di melanoma. Per scoprire il ruolo, i ricercatori hanno modificato geneticamente pesci zebra creando animali privi del gene ed hanno notato cosi' che negli animali compaiono i nei ma non il tumore. Quindi gli studiosi hanno disattivato nei pesci un noto gene che protegge dai tumori, chiamato p53, ed hanno osservato che i nei degenerano e i pesci sviluppano il tumore.
Secondo gli studiosi queste ricerche non solo sono importanti perche' evidenziano le tappe che portano un individuo ad ammalarsi di melanoma, ma indicano la possibilita' di studiare questo tumore su un modello di studio d'eccezione, il pesce zebra, su cui si potranno testare nuovi farmaci anti-melanoma. Le ricerche sui pesci potranno inoltre permettere di comprendere il meccanismo d'azione del tumore e di verificare se la sua crescita dipenda da una sorgente di cellule staminali malate che vanifica le cure, ripopolando continuamente il corpo di cellule tumorali.

Fonte: Ansa (08/02/2005)
Pubblicato in Genetica, Biologia Molecolare e Microbiologia
Tag: Braf, melanoma, pelle
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